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Cultura

E gli Alleati liberarono Biancavilla: ecco le immagini del loro arrivo nell’estate del ’43

Un blindato inglese in via Vittorio Emanuele: uno scatto storico ci riporta a quei giorni drammatici vissuti in paese

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Un mezzo blindato inglese fa la sua comparsa in via Vittorio Emanuele, vicino piazza Roma, a fianco alla chiesa del Rosario, a Biancavilla. È l’immagine simbolo della Liberazione del paese, nell’agosto del 1943, tratta dal libro fotografico “La guerra in Sicilia 1943” (Edizioni “Le Nove muse”), curato da Ezio Costanzo.

Gli inglesi erano rimasti in attesa a sud del paese, temendo un’imboscata dei tedeschi. Tanti biancavillesi si riversarono al Belvedere per vederli accampati verso il Simeto (nella foto sotto, un mezzo inglese in territorio biancavillese).

Poi, il via libera. Scrive padre Placido Bucolo nella sua “Storia di Biancavilla”: «Entrano in paese con una folla sempre crescente e plaudente, pazza di gioia sventolando fazzoletti bianchi». Ad accoglierli non ci fu un’autorità politica, ma il dr. Filippo Leocata, ufficiale sanitario di specchiata vocazione antifascista, assieme alla figlia.

Nei giorni precedenti, i tedeschi avevano ucciso civili biancavillesi inermi, senza un motivo, senza una provocazione. Trucidati a colpi di arma da fuoco. Una pagina di storia dimenticata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Kevin

    26 Aprile 2017 at 10:38

    E’ ora di finirla con la storiella della liberazione! Quale Liberazione? 25 APRILE 1945 é stata LA MORTE DELL’ITALIA COME NAZIONE SOVRANA! L’italia ad oggi è occupata militarmente da 133 Basi formalmente della “Nato”!… Sostanzialemnte degli Usa, dunque capaci di radere al suolo questo paese nell’arco di una sola ora! Proprio perché la Storia la scrivono i vincitori la stampa, come tutta la “nazione Italia” è in mano ad un potere occulto criminale, che ci dà in pasto solo una informazione mistificata. E’ ora di iniziare, anche se amaramente, un’amara, ma necessaria, riflessione storica.
    “Alleati” Liberatori o Invasori?

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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