Politica
Lo scippo del centro di riabilitazione Fratelli d’Italia: “Mobilitiamoci tutti”

Fratelli d’Italia di Biancavilla interviene sulla composizione della nuova rete ospedaliera regionale, approvata nei giorni scorsi, che ha di fatto cancellato il centro di recupero e riabilitazione motoria dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata. Una struttura attiva da oltre quarant’anni che offre servizi di qualità ad un bacino d’utenza di oltre 200mila abitanti e che effettua circa 30mila sedute di riabilitazioni annue.
“Alla luce della gravità di tale decisione -si legge in una nota della forza politica- consideriamo ogni attesa o tatticismo superflui. Occorre subito mobilitare tutti i cittadini di Biancavilla e non solo, per intraprendere una azione di lotta e di protesta ad oltranza per non assistere inermi a questo scippo a danno del nostro territorio”.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Marco Cantarella, dal suo canto ha già provveduto a protocollare una richiesta, sottoscritta sia dall’opposizione che da elementi della maggioranza, affinché il presidente Vincenzo Cantarella convochi con carattere di urgenza un Consiglio Comunale straordinario aperto.
FdI chiede di invitare “società civile, partiti, sindacati, organizzazioni ed associazioni del privato sociale ed imprenditoriali, operatori sanitari e dipendenti della struttura ospedaliera, rappresentanti della curia vescovile, forze dell’ordine e della magistratura inquirente e requirente operanti nel nostro territorio, per mettere a punto una strategia unitaria che scongiuri tale chiusura, che sarebbe deleteria per la nostra Biancavilla”.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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