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Detto tra blog

Lello Rapisarda e i 70 anni del Msi «Lo sdoganamento? Un’infamia»

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Ricorre il settantesimo anniversario della fondazione del Movimento Sociale Italiano. I suffragi elettorali che a suo tempo mi avete copiosamente tributato nelle sue liste sono stati gelosamente custoditi ed impegnati. Neppure uno dei vostro voti è stato mai barattato o svenduto. Uno ad uno ve li ho sempre restituiti tutti puliti, limpidi, integri!

Arturo Michelini, Giorgio Almirante, Pino Romualdi, Augusto De Marsanich vollero donare agli italiani il MSI. Mio padre, Ciccio Zappalà, il ragioniere Placido Lanza ed altri ancora nella nostra provincia aderirono individuando in Filippo Anfuso e Tano La terza  la loro punta di diamante.

Tutti ci hanno proposto una concezione della politica che fa a pugni con la squallida realtà che stiamo vivendo. Non avevamo bisogno di attestati di democrazia da parte di alcuno; la gente ci apprezzava per la nostra coerenza e per il nostro coraggio.

Quando si disse che, finalmente, per meriti altrui, eravamo stati “sdoganati “si compì la più grossa delle infamie contro la destra vera, autentica, popolare. In pochi si accorsero che si stava perdendo un patrimonio di ideali e di formidabile organizzazione costruita negli anni.

Ma il passato è passato! Non so a chi appartenga il “dominio” del simbolo della fiamma tricolore, né mi interessa saperlo. Francamente me ne frego.

Certamente appartiene a me e a quanti come me hanno avuto e continuano ad avere “nostalgia dell’avvenire”. Grazie per avermi letto amati concittadini e auguro buon anno a tutti. Toto corde.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Detto tra blog

Baby parcheggiatori abusivi in attività al cimitero, ma nessuno si indigna

Per favore, non tiriamo fuori la scusa della povertà: sono scene vergognose per un paese civile

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© Foto Biancavilla Oggi

Una scena vista e rivista negli anni. Talmente ripetuta da essere acquisita tacitamente come “normale”. Ma normale non è. Lungo via della Montagna, a Biancavilla, stazionano in questi giorni alcuni soggetti che fanno i parcheggiatori abusivi. Tra loro anche bambini o ragazzini di 12-14 anni. Sono lì per chiedere qualche euro a quanti parcheggiano l’auto. E sono tanti, in questi giorni, coloro che si recano in zona per fare visita al cimitero.

Il fenomeno dei parcheggiatori abusivi in via della Monatgna, in coincidenza della settimana della commemorazione dei defunti, è stato notato, raccontato e denunciato dalle pagine di Biancavilla Oggi ripetutamente.

Ma la cosa, evidentemente, passa inosservata. O meglio, viene accettata da amministratori comunali e polizia locale, che pur essendo presenti o passando da via della Montagna chiudono entrambi gli occhi.

No, per favore, non si tiri in ballo il disagio economico e la solita litania cantata in questi casi, secondo cui dei poveri sventurati, almeno così, si guadagnano qualcosa. Finiamola. I “poveri sventurati” possono bussare alla porta delle Caritas. E in ogni caso, non è accettabile, in un paese civile, vedere bambini in età scolastica dediti all’attività di parcheggiatori abusivi.

Ma come è possibile che tutto questo non provochi alcun sussulto? Al di là della legalità violata, come si spiega l’assenza di un minimo di fervore civile e di uno straccio di sentimento civico?

Le scene di via della Montagna di questi giorni sono una vergogna. Ma è ancora più vergognoso che nessuno si indigni e pretenda normalità. Nessun intervento di politici, di parroci, di educatori, di oratori o di scuole. Nessuno che parli, tranne noi, che puntuali –come succede ormai da diversi anni, anche se cambiano i colori delle amministrazioni comunali– ci ritroviamo a sollevare la questione.

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