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Fratelli d’Italia sul dopo-referendum: «L’esito ha pure una valenza locale»

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Militanti di Fratelli d’Italia in una iniziativa in piazza Roma durante la campagna referendaria

«Soddisfazione per la vittoria del no, che nel nostro comune ha superato la soglia del 70%, ottenendo oltre il 10% in più rispetto ai dati nazionali. Questo risultato boccia non solo il governo ed i promotori del Sì, ma anche la classe dirigente del Pd».

È quanto viene affermato in una nota stampa della sezione di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Biancavilla, a firma dei dirigenti Carmelo Salamone e Salvatore Greco, a commento dell’esito del referendum costituzionale.

«Inevitabilmente –si sottolinea nel comunicato– questo dato assume grande valenza anche a livello locale, dove i cittadini biancavillesi hanno manifestato il loro malessere nei confronti dei sostenitori locali del sì, esponenti riconducibili totalmente all’attuale amministrazione Glorioso.

Da qui, dunque, l’intenzione di «procedere a dei tavoli politici con tutte le forze politiche del centrodestra, al fine di verificare e valutare se vi siano le condizioni di riunirle in una coalizione che individui un programma in totale antitesi a quello attuale ed idoneo a far rinascere la nostra città».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Comment

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  1. Alba

    6 Dicembre 2016 at 11:20

    Purtroppo o destra o sinistra non cambia nulla….la foto del si rispecchia la città assediata da gente incompetenti infatti tutta la giunta al comune si fanno i cazzi propri…scusate l’espressione…la città non è più vivibile….

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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© Foto Biancavilla Oggi

La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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