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«Né gettoni né cannoli, non votiamo» Biancavilla e il senso democratico

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Biancavilla Oggi, unico giornale ad avere dato una informazione live ai biancavillesi. Ad ogni link, le reazioni piccate sulla scarsa partecipazione referendaria: «Nessun avvoltoio ai seggi, non c’erano poltrone da sistemare».

 

«Mai uno scatto d’orgoglio… La cosa più assurda sarà scoprire che al Nord c’è stata un’affluenza maggiore che al Sud». La delusione corre su Facebook: «Il biancavillese non si smentisce». E ancora: «E poi piagnucolano che lo stato non c’è… che nessuno li tutela».

Man mano che i dati sull’affluenza venivano diffuse da Biancavilla Oggi (che, per inciso, è stata l’unica testata locale ad avere dato e garantito un’informazione puntuale e in tempo reale ai biancavillesi), fioccavano pure i commenti e le reazioni sul senso democratico dei biancavillesi, la cui astensione ha toccato percentuali tra le più spiccate dei comuni della provincia di Catania.

«Con questo voto non si ottengono promesse, posti, sistemazione. Sono andato a votare e non c’era nessun avvoltoio davanti ai seggi. Molti mi dicono che il popolo è stanco. Il popolo è pecorone».

Amara riflessione amplificata anche dal prof. Alfio Lanaia: «Se non c’è nessuna poltrona su cui discutere, nessuna commissione, nessuna nomina, nessun incarico, nessun gettone cui aspirare, a che serve parlare di trivelle? E dire che l’alta incidenza dei tumori da amianto avrebbe dovuto almeno stuzzicare la sensibilità di temi come l’inquinamento. Ma tant’è!».

«E se non ci sono cannoli alla ricotta in palio perché andare a votare?», altro amaro interrogativo della prof.ssa Carmen Toscano. «Biancavilla non viene meno al detto ” italiani che popolo di ignavi”».

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Politica

Il sindaco Bonanno ricorda il 25 Aprile, ma dimentica la parola “fascismo”

Il presidente del Pd, Alfio Distefano: «Così si rischia di snaturare il significato di questa ricorrenza»

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Un momento della commemorazione dello scorso anno

«Nella Giornata del 25 Aprile, Festa della Liberazione, i valori democratici vanno affermati con nettezza e nel fare ciò bisogna esprime l’avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari che restringono la libertà. La celebrazione della nostra ritrovata libertà deve aiutarci a comprendere e rafforzare il ruolo dell’Italia nel mondo come imprescindibile baluardo di democrazia. Viva la libertà, Viva la democrazia, Viva l’Italia».

Con queste parole, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha ricordato la ricorrenza della Liberazione. Ma, come accaduto anche in anni precedenti, non ha pronunciato la parola “fascismo”. C’è il riferimento ad una generica «avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari», ma senza citare il dato storico della caduta della dittatura di Mussolini e della cacciata dei nazisti di Hitler. Dettaglio che non è passato inosservato. Un atteggiamento peraltro in linea con quello della presidente Giorgia Meloni e della sua maggioranza. Ma si può celebrare la Liberazione, omettendo di ricordare l’occupazione nazifascista?

L’intervento di Alfio Distefano

Così, a margine del 25 aprile, è il presidente del Partito democratico di Biancavilla, Alfio Distefano, ad affidare ad una nota stampa la sua riflessione.

«Le parole – scrive Distefano – rischiano di snaturare il profondo significato di questa ricorrenza, strumentalizzandola in modo inaccettabile. Il 25 aprile non è, come affermato dal sindaco e da parte della sua giunta, una semplice giornata commemorativa dei caduti di tutte le guerre o una celebrazione generica contro i regimi totalitari. Si tratta, piuttosto, di una data ben precisa che segna un momento fondamentale nella storia del nostro Paese: la liberazione dal regime nazifascista, avvenuta nel 1945 grazie al sacrificio dei partigiani e all’impegno congiunto di tutte le forze antifasciste. È un giorno in cui dovremmo riflettere sul coraggio e la determinazione dei partigiani italiani che, con grande sacrificio e rischio personale, lottarono per l’ideale di libertà e democrazia».

Distefano sottolinea ancora che «celebrare il 25 aprile significa non solo onorare la memoria di chi ha combattuto e dato la vita per la libertà, ma anche riaffermare con forza i valori antifascisti che sono alla base della Repubblica Italiana. Valori che, come recita la nostra Costituzione, ripudiano la guerra e la violenza e pongono al centro la tutela dei diritti umani e la democrazia».

«Distorsione della memoria storica»

«Ritengo inaccettabile – specifica il presidente del Pd – che i rappresentanti delle istituzioni, come Sindaco e Giunta comunale, possano mettere in discussione il significato profondo del 25 aprile, alimentando una pericolosa distorsione della memoria storica, dove tale strumentalizzazione rischia di offendere la memoria di chi ha combattuto e di minare i valori stessi su cui si fonda la nostra democrazia».

Da qui, dunque, la richiesta di Distefano rivolta agli amministratori comunali ad «impegnarsi a promuovere una corretta e consapevole celebrazione del 25 aprile, commemorare questa giornata con il rispetto che merita e che sia occasione di riflessione e di riaffermazione dei valori antifascisti che uniscono l’Italia».

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