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Movida, fenomeno vitale che diventa giungla per disinteresse del Comune

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Con l’inizio dell’estate, Biancavilla si riscopre centro di attrazione per i giovani del comprensorio, richiamati dalla nostra movida. Fortunatamente i ragazzi non sono più costretti a recarsi lontano dalle proprie residenze e a percorrere con i dovuti rischi della strada decine di chilometri per trovare un po’ di svago.

Tutto ciò pare non interessare alla nostra amministrazione. Molte amministrazioni ci invidierebbero questo fenomeno sociale e sicuramente ci avrebbero costruito una economia locale.

A Biancavilla la movida è diventata una palude senza regole e, quindi, i dipendenti delle varie attività commerciali, per potere servire ai tavoli, devono dribblare i veicoli in transito, si vedono ragazzi che mentre mangiano un panino devono respirare i fumi dei mezzi o passeggiare in fila indiana.

Grazie ai nostri imprenditori del settore siamo diventati uno dei pochi centri della movida catanese. Grazie alle loro iniziative (tributi a band, cervellone ecc.) Biancavilla in estate è viva.

Spiace constatare al contempo la non attenzione da parte degli amministratori, che se avessero anche un po’ di amore per la propria città agevolerebbero tali attività (senza danneggiare troppo i residenti), magari con delle iniziative nelle zone dei pub.

La scusa già pronta che al Comune mancano i soldi per poter fare quello che già i pub fanno a spese proprie nel loro piccolo è ridicola.

Basterebbe davvero poco: isole pedonali (con controlli che mirano alla tutela della sicurezza), postazioni stabili di vigili urbani anziché farli girare a vuoto (non capisco l’utilità di quattro agenti che girano in macchina), orari equi da rispettare (entro cui è possibile mettere musica), controlli mirati alla tutela del quieto vivere dei residenti troppe volte vittime degli incivili di turno che scambiano le traverse di via Umberto o di piazza collegiata per bagni all’aperto. Detto ciò, continuando così rischiamo davvero di non dover parlare più di movida ma di giungla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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«Troppi incidenti, via Sant’Ambrogio andrebbe chiusa al traffico veicolare»

L’arteria stradale ha necessità di una serie di interventi per migliorare le condizioni di sicurezza

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© Foto Biancavilla Oggi

L’ultimo incidente stradale in via Sant’Ambrogio, a Biancavilla, si è verificato pochi giorni fa. Un veicolo, guidato da un giovane ventenne, ha impattato un’auto in sosta. Non si tratta di un caso isolato: è uno dei tanti incidenti, più o meno gravi, consumati lungo l’arteria stradale.

Ad ogni incidente ci si indigna, ma nessuna soluzione viene messa in atto per migliorare le condizioni di sicurezza. Sarebbe auspicabile –certamente– il buon senso degli automobilisti, che dovrebbero percorrere la strada alla velocità consona. Ma ciò non basta. La segnaletica stradale è insufficiente: pochi cartelli e mal predisposti. L’ideale sarebbe l’installazione di un dissuasore elettronico di velocità che permetterebbe al guidatore di rendersi conto dell’andatura a cui sta viaggiando, influenzando così l’atteggiamento poco sicuro. Naturalmente, si tratta di “cure palliative”.

La soluzione adeguata sarebbe quella di chiudere via Sant’Ambrogio e renderla percorribile solo ai residenti e, in via eccezionale, ai mezzi di trasporto in emergenza o per necessità comprovate. L’arteria alternativa sarebbe la strada parallela, percorribile a doppio senso dai veicoli.  

Via Sant’Ambrogio è trafficata da bambini e anziani, che si muovono a piedi o in bicicletta. Il cattivo comportamento dei guidatori, soltanto per fortuna, non ha determinato una tragedia.

Allo sbocco della via vi è l’ingresso a un noto locale per ricevimenti. La chiusura della strada permetterebbe ai gestori di far giungere gli ospiti in sicurezza, senza alcun “affollamento”. La sua interdizione non implicherebbe alcun disagio. Ma permettere di garantire ai residenti, agli ospiti della struttura ricettiva e ai bambini di poter percorrere la strada con maggiore sicurezza, evitando quanto più possibile incidenti. Sperando che la proposta abbia seguito, va auspicato sempre il buon senso dei guidatori.  

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