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Lapide per Falcone e Borsellino sostituita stavolta senza strafalcioni

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La “saga” che dura da diversi giorni dovrebbe concludersi qui, grazie al fattivo e personale intervento dell’assessore comunale alla Manutenzione, Giuseppe Salvà.

 

di Vittorio Fiorenza

«Miracolo grammaticale». Ad annunciarlo sul proprio profilo Facebook è l’assessore biancavillese alla Manutenzione, Giuseppe Salvà. La targa marmorea dedicata a Falcone e Borsellino nell’omonima piazza è stata sostituita definitivamente, questa volta con la scritta corretta: «Con riconoscenza a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati vittime della mafia».

Si chiude così una saga che durava da diversi giorni e che ha animato discussioni vivaci sul social network.

Biancavilla Oggi aveva pubblicato un video nel quale documentava lo stato pietoso della piazza intitolata ai due eroi antimafia. In particolare si faceva presente che la lapide commemorativa, da oltre un anno (ma c’è chi dice anche da due anni), fosse spezzata in due, a causa proprio di un atto vandalico.

Che nessuno dell’amministrazione comunale se ne fosse accorto è praticamente impossibile, viste le diverse cerimonie e iniziative ospitate nella piazza. Solita questione di assenza di sensibilità e coscienza civica. Pazienza. Ne scaturisce un tamtam mediatico.

È l’assessore Salvà, al di là del suo ruolo pubblico, ad interessarsi subito al problema. Nel giro di qualche giorno, fa ripulire le mura deturpate da scritte spray e fa sostituire la targa. Peccato che la scritta presenti un grossolano errore: «Con ricorrenza a…».

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Vista la gaffe, in fretta e furia, viene ordinata una nuova targa, questa volta con la giusta dicitura. La speranza è che nuove incursioni vandaliche non rovinino tutto ancora una volta, come purtroppo spesso capita negli spazi pubblici cittadini lasciati all’incuria, senza alcuna vigilanza.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica

Il sindaco Bonanno ricorda il 25 Aprile, ma dimentica la parola “fascismo”

Il presidente del Pd, Alfio Distefano: «Così si rischia di snaturare il significato di questa ricorrenza»

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Un momento della commemorazione dello scorso anno

«Nella Giornata del 25 Aprile, Festa della Liberazione, i valori democratici vanno affermati con nettezza e nel fare ciò bisogna esprime l’avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari che restringono la libertà. La celebrazione della nostra ritrovata libertà deve aiutarci a comprendere e rafforzare il ruolo dell’Italia nel mondo come imprescindibile baluardo di democrazia. Viva la libertà, Viva la democrazia, Viva l’Italia».

Con queste parole, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha ricordato la ricorrenza della Liberazione. Ma, come accaduto anche in anni precedenti, non ha pronunciato la parola “fascismo”. C’è il riferimento ad una generica «avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari», ma senza citare il dato storico della caduta della dittatura di Mussolini e della cacciata dei nazisti di Hitler. Dettaglio che non è passato inosservato. Un atteggiamento peraltro in linea con quello della presidente Giorgia Meloni e della sua maggioranza. Ma si può celebrare la Liberazione, omettendo di ricordare l’occupazione nazifascista?

L’intervento di Alfio Distefano

Così, a margine del 25 aprile, è il presidente del Partito democratico di Biancavilla, Alfio Distefano, ad affidare ad una nota stampa la sua riflessione.

«Le parole – scrive Distefano – rischiano di snaturare il profondo significato di questa ricorrenza, strumentalizzandola in modo inaccettabile. Il 25 aprile non è, come affermato dal sindaco e da parte della sua giunta, una semplice giornata commemorativa dei caduti di tutte le guerre o una celebrazione generica contro i regimi totalitari. Si tratta, piuttosto, di una data ben precisa che segna un momento fondamentale nella storia del nostro Paese: la liberazione dal regime nazifascista, avvenuta nel 1945 grazie al sacrificio dei partigiani e all’impegno congiunto di tutte le forze antifasciste. È un giorno in cui dovremmo riflettere sul coraggio e la determinazione dei partigiani italiani che, con grande sacrificio e rischio personale, lottarono per l’ideale di libertà e democrazia».

Distefano sottolinea ancora che «celebrare il 25 aprile significa non solo onorare la memoria di chi ha combattuto e dato la vita per la libertà, ma anche riaffermare con forza i valori antifascisti che sono alla base della Repubblica Italiana. Valori che, come recita la nostra Costituzione, ripudiano la guerra e la violenza e pongono al centro la tutela dei diritti umani e la democrazia».

«Distorsione della memoria storica»

«Ritengo inaccettabile – specifica il presidente del Pd – che i rappresentanti delle istituzioni, come Sindaco e Giunta comunale, possano mettere in discussione il significato profondo del 25 aprile, alimentando una pericolosa distorsione della memoria storica, dove tale strumentalizzazione rischia di offendere la memoria di chi ha combattuto e di minare i valori stessi su cui si fonda la nostra democrazia».

Da qui, dunque, la richiesta di Distefano rivolta agli amministratori comunali ad «impegnarsi a promuovere una corretta e consapevole celebrazione del 25 aprile, commemorare questa giornata con il rispetto che merita e che sia occasione di riflessione e di riaffermazione dei valori antifascisti che uniscono l’Italia».

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