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Lavori pubblici, il Consiglio decide: «Si assuma manodopera locale»

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Lavori in via Etnea nel febbraio 2011

Voto unanime per impegnare l’amministrazione Glorioso a sostenere l’occupazione, obbligando le imprese aggiudicatarie all’assunzione di operai biancavillesi.

 

di Vittorio Fiorenza

Nelle opere pubbliche appaltate dal Comune di Biancavilla si indichi alle imprese di prelevare manodopera locale. È quanto deciso dal Consiglio Comunale di Biancavilla che, votando all’unanimità un preciso ordine del giorno (primo proponente e firmatario il consigliere Vincenzo Mignemi), ha adesso impegnato l’amministrazione Glorioso a predisporre i bandi, prevedendo questa specifica possibilità.

Vincenzo Mignemi, primo firmatario dell’ordine del giorno

Un’iniziativa, secondo le intenzioni, per contribuire al sostegno dell’occupazione locale, a cominciare da quella del settore edile, piegata ormai da tempo a causa della crisi.

Nell’atto votato dall’assemblea cittadina biancavillese, più precisamente, si chiede alla giunta di «sottoporre alle associazioni datoriali e sindacali appositi protocolli d’intesa che, per l’esecuzione delle opere pubbliche e per la fornitura di servizi, prevedano l’assunzione di almeno due terzi di manodopera non specializzata fra i residenti a Biancavilla».

Secondo le indicazioni del Consiglio Comunale, «i suddetti protocolli dovranno essere parte integrante e sostanziale dei bandi e dei capitolati di gara».

A quanti, in Aula, pur votando a favore della proposta, si sono mostrati dubbiosi che l’amministrazione comunale possa attuare l’indirizzo (visto che praticamente quasi tutte le mozioni approvate sono state disattese), il consigliere Mignemi ha puntualizzato di volere controllare e verificare l’operato dell’amministrazione sull’effettiva attuazione dell’ordine del giorno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Comments

2 Comments

  1. vincenzo

    27 Giugno 2015 at 16:26

    Dunque, se un’impresa volesse partecipare ad un bando (pubblico) a Biancavilla, è obbligata ad assumere almeno 23 dei suoi operai tra i cittadini biancavillesi. Mi ricordo di aver sentito parlare una volta di uguaglianza, parità di diritti, libertà, diritti inviolabili dell’uomo.Possibile che al Comune di Biancavilla nessuno conosce la Costituzione della Repubblica Italiana, votando all’unanimità una tale proposta?Eppure esiste dal’47!

    • vincenzo

      13 Luglio 2015 at 14:34

      alt leggila o te la spedisco e poi dirai ogni cosa che vuoi… io l’ho votata e di norma so quel che faccio-voto (… Spero!) ! Cmq grazie per il tuo interessamento corretto ed opportuno !

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Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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© Foto Biancavilla Oggi

La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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