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Cronaca

Canapa nel terreno della nonna: arrestato pure un biancavillese

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Una piantagione di canapa indiana, perfettamente curata ed organizzata su 37 filari da circa 40 piante ognuno per un totale di oltre 1400 piantine di altezza media di 110 cm. È stata scoperta a Raccuja, in provincia di Messina.

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Antonino Nicosia, classe 1991

Sono stati i carabinieri, arrivati sul posto, a sorprendere due giovani intenti a curare la coltivazione.

Uno di questi, classe 1991, è originario di Biancavilla: si chiama Antonino Nicosia. Assieme a lui, in manette anche Rosario Fabio Longo, stessa età, ma originario di Catania.

Il terreno su cui sorgeva la piantagione risulta di proprietà della nonna 85enne dei due, originaria del posto ma da anni domiciliata altrove.

Non solo vi era un efficientissimo sistema di irrigazione, ma i due sono stati così accorti da riuscire ad installare un impianto di video sorveglianza con tanto di schermo all’interno del rustico dal quale poter monitorare i confini dell’area.

All’interno dell’abitazione sono stati trovati numerosi attrezzi da lavoro, concimi e appunti relativi alle modalità di coltivazione e crescita delle piante. Numerose anche le piantine di piccola taglia in vasetti pronte per l’innesto nel terreno.

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Cronaca

Mega rissa familiare in pieno centro: denunciati in 16 (fra cui tre minorenni)

La lite accesa dalla scoperta di un episodio di dieci anni fa sulle morbose “attenzioni” di uno zio

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Ci sono anche tre minorenni tra le 16 persone denunciate dai carabinieri della stazione di Biancavilla. Sono tutti biancavillesi, nessuno straniero: dettaglio che specifichiamo per evitare facili strumentalizzazioni. I reati contestati sono rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Tutto è scattato alle ore 23, quando gli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla avevano disperatamente richiesto l’assistenza dei carabinieri a seguito di una maxi rissa. Una rissa tra circa 25 persone, quasi tutti facenti parte dello stesso nucleo familiare, alcuni dei quali feriti e sanguinanti.

I militari sono subito intervenuti ma tra i “contendenti” c’era ritrosia nel fornire informazioni sulle cause che avevano scatenato la mega lite. Ad ogni modo, i carabinieri hanno appreso che la discussione sarebbe degenerata per la confidenza fatta da una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno. Questi avrebbe così appreso delle presunte morbose attenzioni ricevute da lei circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne.

Immediata la reazione del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio nei pressi dell’ospedale di Biancavilla, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona.

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Assieme ai propri nipoti, ai quali si era rivolto chiedendo il loro aiuto, avrebbe dato inizio alle “ostilità” recandosi nelle vicinanze di Villa delle Favare, presso l’abitazione della “controparte”. E qui, tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi. Usati pure mazze da baseball e manici di scopa. Danneggiando anche le autovetture parcheggiate.

I tre minori coinvolti (il più piccolo tra l’altro di soli nove anni) si sono attivamente impegnati nello scontro e, come tutti, immortalati dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno documentato la loro foga.

Nei giorni successivi i militari hanno registrato la visita in caserma di molti dei partecipanti alla rissa. Vicendevolmente hanno sporto formale querela nei confronti degli “avversari”. Ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia per rissa aggravata formulata a loro carico dai carabinieri.

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