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Cronaca

Prima l’incidente, poi la lite: viabilità in tilt in via Colombo

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L’arrivo dei vigili urbani, all’angolo con via San Vincenzo

di Vittorio Fiorenza

Prima l’incidente tra due auto, poi la lite tra le persone coinvolte, quindi il caos della viabilità lungo via Cristoforo Colombo. Una mattinata movimentata, a Biancavilla, all’angolo con via San Vincenzo, a pochi passi dalla scuola media “Luigi Sturzo”. Proprio in questo punto, si è verificato lo scontro frontale-laterale tra una Fiat Multipla e una Fiat Punto. Non ci sono stati, fortunatamente, feriti o conseguenze di rilievo. Da chiarire ancora, però, secondo quanto riferiscono gli agenti del comando della polizia municipale di Biancavilla, l’esatta dinamica.

Certo è che, come hanno visto e riferito diversi testimoni, tra le persone coinvolte nell’incidente si sarebbe innescata una discussione, che in qualche minuto si è fatta accesa, fino al punto che ne è nata una lite. Un parapiglia, mentre le auto incidentate erano ferme in carreggiata, mandando in tilt la viabilità.

Su un lungo tratto di via Cristoforo Colombo, nel giro di pochi minuti, si sono infatti formate lunghe code. Rallentamenti che si sono ripercossi su tutta l’importante e vulnerabile arteria stradale, in gran parte inadeguata, con i suoi restringimenti, le sue strozzature e soste selvagge, a sopportare la mole di traffico veicolare che ogni giorno la attraversa. I vigili urbani, oltre ad effettuare i rilievi per chiarire la dinamica, sono intervenuti per deviare il traffico sulle vie secondarie.

A pochi passi dal punto in cui si è verificato l’impatto di stamattina, negli anni passati si sono registrati due incidenti mortali: a perdere la vita sono stati un anziano, mentre attraversava a piedi la strada, e un ragazzo, che ha perso il controllo della sua moto.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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