Connettiti con

Cronaca

Prima l’incidente, poi la lite: viabilità in tilt in via Colombo

Pubblicato

il

incidente-via-colombo

L’arrivo dei vigili urbani, all’angolo con via San Vincenzo

di Vittorio Fiorenza

Prima l’incidente tra due auto, poi la lite tra le persone coinvolte, quindi il caos della viabilità lungo via Cristoforo Colombo. Una mattinata movimentata, a Biancavilla, all’angolo con via San Vincenzo, a pochi passi dalla scuola media “Luigi Sturzo”. Proprio in questo punto, si è verificato lo scontro frontale-laterale tra una Fiat Multipla e una Fiat Punto. Non ci sono stati, fortunatamente, feriti o conseguenze di rilievo. Da chiarire ancora, però, secondo quanto riferiscono gli agenti del comando della polizia municipale di Biancavilla, l’esatta dinamica.

Certo è che, come hanno visto e riferito diversi testimoni, tra le persone coinvolte nell’incidente si sarebbe innescata una discussione, che in qualche minuto si è fatta accesa, fino al punto che ne è nata una lite. Un parapiglia, mentre le auto incidentate erano ferme in carreggiata, mandando in tilt la viabilità.

Su un lungo tratto di via Cristoforo Colombo, nel giro di pochi minuti, si sono infatti formate lunghe code. Rallentamenti che si sono ripercossi su tutta l’importante e vulnerabile arteria stradale, in gran parte inadeguata, con i suoi restringimenti, le sue strozzature e soste selvagge, a sopportare la mole di traffico veicolare che ogni giorno la attraversa. I vigili urbani, oltre ad effettuare i rilievi per chiarire la dinamica, sono intervenuti per deviare il traffico sulle vie secondarie.

A pochi passi dal punto in cui si è verificato l’impatto di stamattina, negli anni passati si sono registrati due incidenti mortali: a perdere la vita sono stati un anziano, mentre attraversava a piedi la strada, e un ragazzo, che ha perso il controllo della sua moto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

Pubblicato

il

Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere
Pubblicità

DOSSIER MAFIA

I più letti