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Continui furti nelle abitazioni, ma la sicurezza da noi non è una priorità

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di ANGELO D’URSO

Nell’ultimo periodo sono diversi gli episodi di furti nelle abitazioni del centro storico di Biancavilla. Il fatto che questi avvengano anche in pieno giorno dimostra chiaramente come il delinquente faccia leva su quel senso di impunità originato dalla più totale mancanza di controlli.

Tra i doveri di chi amministra dovrebbe esserci anche quello di provvedere in tutti i modi possibili alla sicurezza dei propri concittadini e tutelare la legalità, ma, a quanto pare, tale irrinunciabile dovere non è al momento tra le priorità dei nostri amministratori.

Cosa potrebbe fare un’amministrazione per risolvere questa annosa problematica?  In diversi Comuni si sono attuate diverse soluzioni, alcune delle quali potrebbero essere ben recepite ed adeguate al contesto biancavillese.

Tra queste, la più opportuna sarebbe indubbiamente l’installazione di un sistema di video sorveglianza a tutela della sicurezza pubblica e di contrasto alla criminalità per la possibilità di controllo del territorio che offrirebbe.

In alternativa si potrebbe chiedere alle associazioni di volontariato di presidiare il territorio, in particolar modo le strade meno centrali e specialmente il mercoledì, giornata particolarmente laboriosa per i ladri, dal momento che, molti cittadini, lasciano incustoditi i loro immobili per recarsi al mercato locale.

Mi auguro che l’amministrazione si attivi tempestivamente per risolvere questo grave problema, in modo che nessun altro venga derubato, non solo dei propri beni, ma anche dei propri ricordi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Biancavilla insensibile alla strategia “plastic free”: chiude la “Casa dell’acqua”

In altre città è un successo, da noi è un flop: mancano senso civico, rispetto ambientale e cultura “green”

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di VINCENZO RUSSO

Era stata inaugurata due anni fa in piazza Don Bosco ed era stata annunciata come un’iniziativa di civiltà. La “Casa dell’acqua” era a disposizione di tutti: il prezioso liquido controllato ed adeguatamente filtrato ad un prezzo di 5 centesimi a litro. Ognuno, con una tessera acquistabile in alcuni punti vendita di Biancavilla, avrebbe potuto riempire proprie bottiglie. Un gesto semplice con una duplice finalità: risparmiare sull’acquisto di acqua ed evitare la disporsione di plactica. Un gesto che ogni cittadino attento alla comunità e alla causa ecologica (che riguarda tutti indistintamente) avrebbe dovuto compiere con convinzione.

Invece, poche decine di biancavillesi hanno usufruito del servizio, aderendo civilmente alla strategia “plastic free” e contribuendo ad una minore diffusione della plastica. Così, mentre in diverse altre città (anche vicine alla nostra), le “Case dell’acqua” sono ampiamente utilizzate, da noi si assiste all’esatto opposto.

A Biancavilla, la ditta che gestisce il servizio ha dovuto constatare la non sostenibilità. Pertanto, la piccola struttura di erogazione idrica di piazza Don Bosco – come recita un avviso – è destinata ad essere disinstallata. Anzi, il termine ultimo era stato già fissato per febbraio per gli utenti che ancora hanno credito da spendere.

Non è una buona notizia, questa. Perché Biancavilla si dimostra ancora una volta insensibile a regole di civiltà, al rispetto ambientale e alla cultura “green”. Che grande delusione! Mi chiedo quanti politici di destra e di sinistra abbiano utilizzato la “Casa dell’acqua”, giusto per dare l’esempio.

Dove sono i cosiddetti “ambientalisti” da tastiera? E dove sono coloro che in piazza Roma avevano parlato di “plastic free”? Forse era solo un pretesto per auto propaganda a favore di telecamere per poi andare a fare la spesa, riempendo la macchina di confezioni d’acqua in bottiglie e cellophan di plastica. Sta di fatto che su 8mila famiglie biancavillesi, soltanto alcune decine hanno usato la “Casa dell’acqua”. A loro va un plauso, a tutto il resto un velo pietoso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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