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Cronaca

Scontro tra un furgone e un cavallo: resta il giallo sul destino dell’animale

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Il tratto della Sp 80 in cui è avvenuto l’incidente

di Vittorio Fiorenza

Scontro tra un furgone e un calesse trainato da un cavallo: il veicolo ha riportato un danneggiato al parabrezza nella parte del guidatore, mentre l’animale è stramazzato a terra, agonizzante. L’incidente è avvenuto stamattina, dopo le 7, vicino la curva della Strada Provinciale 80, l’arteria che dalla rotatoria dell’ospedale di Biancavilla porta allo svincolo della Ss 284.

Dell’incidente, nel giro di pochi minuti, sulla strada non sarebbe rimasto nessun segno di rilievo per risalire alle persone coinvolte. Tutto sarebbe sparito in fretta e furia: il veicolo, il calesse, il quadrupede. Né i carabinieri né la polizia municipale sono in grado di fornire dettagli certi, anche se sono a conoscenza dell’accaduto.

Secondo quanto riferito da alcuni automobilisti di passaggio, il furgone scendeva verso l’ospedale e il calesse era in direzione opposta, quando ci sarebbe stato lo scontro. Forse perché l’animale si è imbizzarrito o per una manovra errata: impossibile stabilirlo.

Sono stati i carabinieri a sollecitare i vigili urbani ad intervenire, anche se questi ultimi arrivano al comando non prima delle 8.45. Quando gli agenti si sono recati sul posto, però, non vi era alcuna traccia. Possibile che tutto ciò accada in pieno giorno? Il cavallo è rimasto ferito o è morto? E dove è stato portato? Resta un giallo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Camion rubato a Biancavilla per l’assalto in banca del clan Santangelo

Dalle carte del blitz “Adrano libera”, emergono i retroscena del furto di un veicolo nel 2017

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di VITTORIO FIORENZA

Un camion rubato a Biancavilla. Un furto dietro al quale non c’erano ladruncoli di provincia. Ma –si scopre adesso– gli uomini del clan Santangelo-Taccuni di Adrano, in primis il boss Gianni Santangelo.

L’episodio criminale è accaduto in via Stati Uniti d’America e i retroscena emergono ora dall’inchiesta “Adrano libera”, che ha colpito i Santangelo-Taccuni. Sono 36 le persone indagate, di cui 33 arrestate o raggiunte da provvedimento cautelare in carcere, dove si trovavano già per altre cause. I reati contestati –su indagini del commissariato di polizia di Adrano e della Squadra mobile di Catania– sono di associazione mafiosa, traffico di droga e furti.

Dalla lettura delle 464 pagine dell’ordinanza applicativa delle misure cautelari, a firma del giudice Giovanni Cariolo, Biancavilla Oggi nota come a sei indagati venga attribuito anche –nella più complessa impalcatura accusatoria– il furto del camion. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2017, a Biancavilla. Il giorno dopo, un secondo furto – questa volta nel deposito di una ditta di Santa Maria di Licodia – di un mini escavatore, caricato sull’autocarro.

Tutti preparativi –rivelano adesso gli inquirenti– per il colpo più importante messo a segno alcuni giorni. L’assalto al “Credem”, istituto bancario di via San Pietro ad Adrano. Il gruppo criminale, con l’ausilio del mini escavatore (trasportato sul camion “prelevato” a Biancavilla), aveva scardinato lo sportello Atm, portandolo via su un’auto furgonata e facendo perdere le tracce. Bottino: quasi 25mila euro.

Bottino destinato all’acquisto di droga

La Procura di Catania contesta questi specifici fatti al boss Gianni Santangelo e a Antonino Bulla, Vincenzo Bulla, Salvatore Foti, Roberto Leonardi e Toni Ugo Scarvaglieri.

Il denaro dell’Atm sarebbe stato destinato –svelano ancora gli inquirenti– all’acquisto di partite di droga. Il clan, infatti, gestiva importanti piazze di spaccio. Ma aveva contatti per l’approvvigionamento degli stupefacenti nelle province di Varese e Como e pure in Calabria e Albania.

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