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Si taglia sull’illuminazione pubblica: sul fotovoltaico solo inutili proclami

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di ANGELO D’URSO

Mentre molti comuni hanno avviato politiche innovative, Biancavilla è ancora fermo al palo. Negli ultimi anni sono diversi i comuni che hanno implementato gli investimenti in politiche innovative nel settore dell’energie rinnovabili, settore che con un’adeguata pianificazione permetterebbe al nostro ente di risparmiare su spese inevitabili. E di conseguenza si potrebbe abbassare la pressione fiscale, facendo risparmiare i propri cittadini.

A Biancavilla, purtroppo, in questo settore abbiamo avuto solo grandi proclami, si è a lungo pubblicizzato il bando sul fotovoltaico, era stato detto che sarebbe stata una grande opportunità per Biancavilla.

Ma qualche mese fa il bando è stato archiviato e i nostri governanti dopo aver investito soldi e tempo in questo importante bando hanno deciso di risparmiare sull’energia elettrica, diminuendo il servizio: di fatto da un po’ di tempo a questa parte la pubblica illuminazione viene accesa più tardi e spenta più presto rispetto a prima.

Il fotovoltaico avrebbe permesso al comune di non introdurre la Tasi, facendo risparmiare in un periodo di crisi le famiglie che avrebbero potuto spendere quel denaro per l’acquisto di beni di prima necessità.

Considerando i risulti ottenuti dai comuni che con investimenti oculati ed una buona pianificazione hanno investito in questo settore, sarebbe auspicabile che i nostri amministratori iniziassero ad avviare serie politiche di investimento in materia di energie rinnovabili e non limitarsi ai proclami.

Per finanziare questi investimenti basterebbe intervenire sulla spesa improduttiva ed impegnarsi a dare risposte ai cittadini. È giunta l’ora di iniziare a fare qualche passo avanti per smuoverci da questo immobilismo in cui il nostro paese riversa, altrimenti vi è il serio pericolo di restare parecchio indietro rispetto agli altri comuni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Detto tra blog

Covid, sacrifici inutili in una Biancavilla con strade e piazze affollate di gente

Ciò che si vede in giro offende le famiglie che hanno pagato a caro prezzo la stupidità umana imperante

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Vedendo ciò che accadeva a Biancavilla, qualcuno mi ha chiesto: “Come potremo mai uscirne?”. Ho risposto, testualmente: “Semplice: facendo tamponi!”. L’interlocutore, evidentemente spiazzato dalla mia risposta, ha ribattuto: “In che senso?!”. Allora ho dovuto mettere da parte l’amara ironia e rispondere seriamente.

«Io da un anno a questa parte vivo di rinunce, di sacrifici; e per quanto non si tratti di questioni di vita o di morte, mi costano comunque tanto. Dopo un anno mi ritrovo in una città minacciata da varianti del coronavirus forse più contagiose, aggressive, letali e con numeri da zona rossa – che tra l’altro non capisco perché non sia stata ancora chiesta, ma tant’è! -, nel contesto di una pandemia che vede ormai arrivare in ospedale, in alcuni casi anche in condizioni severe o critiche, ventenni, trentenni, quarantenni.

Quello a cui assisto ormai da mesi e quanto visto stasera a Biancavilla offende la mia intelligenza, le mie rinunce, i miei sacrifici ma offende soprattutto quelle persone e quelle famiglie che nonostante scrupolosa osservanza delle regole, rinunce e sacrifici hanno pagato a caro prezzo la stupidità umana imperante.

Da cittadino, e da persona che ritiene di avere un briciolo di intelligenza, mi aspetterei che le istituzioni, visto che una buona parte della cittadinanza è incapace di autoregolarsi con buon senso e consapevolezza, non si limitino a sterili appelli mediatici privi di alcun valore persuasivo-coercitivo e destinati a rimanere lettera morta. Ma che si attivino con solerzia ed efficienza per chiedere e operare controlli capillari, rigidi, severi.

Ma ormai Biancavilla è come l’inferno dantesco: quando a novembre sono entrato nei meandri della stupidità umana ho lasciato ogni speranza!».

Letto questo messaggio la chiosa dell’interlocutore è stata: “Sono sceso per trascorrere le vacanze pasquali coi miei, che non vedo dall’estate scorsa proprio a causa delle rinunce e dei sacrifici di cui parli, e approfittando dello smart working sarei voluto rimanere per qualche altra settimana. Al primo volo economico che troverò dopo Pasquetta ripartirò!”. Un senso di amarezza, rabbia, sconfitta mi pervade. E due parole mi sovvengono: “Schifo, vergogna!”.

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