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Cronaca

Cavi di rame rubati nel cantiere Fce: uno arrestato, ricercati i complici

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Furto di rame commesso nel cantiere della metropolitana di Biancavilla. Uno degli autori è stato subito arrestato a Misterbianco. Una pattuglia della tenenza dei carabinieri di Misterbianco, durante un posto di controllo lungo la Strada Statale 121, ha fermato un autocarro Fiat 45b condotto dal 48enne catanese Salvatore Livarà, personaggio già noto alle forze dell’ordine.

I militari, ispezionando il mezzo, hanno rinvenuto il carico equivalente a quasi 4 tonnellate di rame del tipo utilizzato nei cavi elettrici destinati all’alta tensione.

Un rapido approfondimento investigativo ha permesso di stabilire che il fermato, insieme ad altri complici, in corso di identificazione, aveva rubato il metallo dal cantiere della Ferrovia Circumetnea per la realizzazione della galleria sul tratto ferroviario Biancavilla-Adrano, ai danni della ditta appaltatrice dei lavori, la “Consorzio Infrastrutture” di Vicenza.

Nel corso della perquisizione veicolare e domiciliare i militari hanno anche rinvenuto e sequestrato, oltre all’autocarro, diversi attrezzi dedicati al taglio della cavetteria elettrica industriale.

La refurtiva, del valore di oltre 50.000 euro, e stata restituita alla ditta esecutrice dei lavori, mentre l’arrestato è stato rinchiuso nel carcere catanese di piazza Lanza.

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Cronaca

Sfruttati 5 tunisini, a Biancavilla rumeno denunciato per caporalato

Paga da fame e persino minacce di morte per i lavoratori impiegati nella raccolta delle arance

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Un “caporale” che sfruttava i lavoratori, anche con minacce di morte. Per queste ragioni, i carabinieri di Biancavilla hanno denunciato un rumeno.

L’uomo avrebbe non soltanto trasportato cittadini extracomunitari nei terreni agricoli del Paternese per la raccolta delle arance. Ma avrebbe pure lucrato sulla loro paga, facendo la cresta sulla quota riconosciuta dalla ditta.

Allargati i controlli alla sua abitazione, i militari hanno scoperto 5 persone tunisine, tra i 22 e i 41 anni, irregolari sul territorio nazionale, anche loro impiegati in lavori in campagna.

Durante l’ispezione, accertato, con il supporto dei tecnici dell’Enel, l’allaccio abusivo alla rete elettrica dell’intero stabile dove alloggiavano i tunisini su indicazione del rumeno, motivo per cui quest’ultimo è stato denunciato anche per furto di energia elettrica.

I lavoratori sono stati, invece, denunciati per ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale. Emesso, dunque, il provvedimento del questore di Catania per l’espulsione.

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