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L’allerta è alta e le scuole restano chiuse, ma nessun danno di rilievo

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Contrariamente alle previsioni, Biancavilla non ha subito danni di rilievo a causa del maltempo. Sia i vigili del fuoco di Adrano che l’ufficio comunale di protezione civile non segnalano episodi particolari.

Allagamenti (come il “lago” formatosi in zona Badalato), tombini in tilt, qualche cornicione pericolante, interventi per ostruzioni fognarie. Insomma, routine tipica di temporali ed acquazzoni. Nelle immagini di questa gallery, un giro virtuale per il paese dopo le piogge di queste ultime ore.

Nonostante l’assenza di danni significativi o violenti fenomeni meteorologici su Biancavilla, anche sabato, così come è stato giovedì e venerdì, confermata dal sindaco Giuseppe Glorioso la chiusure delle scuole del paese.

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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