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Cronaca

Criminali sfrontati, tentato furto in una tabaccheria del centro storico

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I segni lasciati sulla vetrata della tabaccheria

di Vittorio Fiorenza

Vetrata danneggiata, nel tentativo di entrare e mettere a segno un furto. Sembra questo lo scenario che i titolari della rivendita di tabacchi ed edicola di via Vittorio Emanuele, all’angolo con via Francesco Crispi, a Biancavilla, si sono trovati davanti. Rilievi ed indagini in corso da parte dei carabinieri.

Il tabacchino è lo stesso in cui alcune settimane fa si era barricato uno psicolabile, dopo avere preso a schiaffi e pugni i passanti nella vicina piazza Roma, in pieno centro storico.

Nessun danno di rilievo, quindi, se non quello della vetrata dell’ingresso, distrutta con l’ormai classico metodo della “spaccata”. Certo è che episodi criminali di questo tipo sembrano in aumento nell’ultimo periodo a Biancavilla, con una percezione di allarme criminalità.

E i sistemi di videosorveglianza con l’installazione di telecamere a circuito chiuso all’interno e all’esterno degli esercizi commerciali, di cui peraltro questo tratto di via Vittorio Emanuele vanta una particolare concentrazione, non sembrano funzionare da deterrente. Come se i criminali agissero volutamente quasi con ostentata sfrontatezza.

Quest’ultimo fatto si somma, per esempio, ai diversi furti che si sono registrati in questi ultimi giorni in paese. Tra questi, quello ai danni della rivendita di materiali per l’edilizia di via Cristoforo Colombo e quello che si è registrato in un’abitazione di via Marco Botzaris, letteralmente messa a soqquadro, dal garage ai piani alti, in maniera del tutto indisturbata, dai “topi d’appartamento”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Auto rubata ad una biancavillese, arrestato il finto amico che l’ha “ritrovata” a Librino

Ennesimo caso di “cavallo di ritorno”, ma i carabinieri architettano la trappola: l’uomo accusato di estorsione

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Aveva subìto a Catania il furto della propria Fiat 500 L, ma i carabinieri della stazione di Biancavilla sono riusciti a ritrovare l’auto dopo due giorni e a restituirla alla proprietaria. Gli stessi militari hanno arrestato un 53enne catanese per estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.

L’indagine è scaturita dalla denuncia di furto di una 40enne di Biancavilla. La donna ha raccontato di non aver più trovato la propria auto, dopo averla parcheggiata nella serata nei pressi di un bar sul lungomare a Catania ed essere andata a cena con degli amici.

La donna, presa dallo scoramento, aveva condiviso con alcuni suoi contatti in rubrica la triste esperienza. Un vecchio conoscente di Catania le aveva consigliato di recarsi in un quartiere popoloso della città per provare a trovarla e recuperarla, magari chiedendo in giro. Lei, sorpresa da quello strano consiglio, non gli aveva dato seguito, decidendo correttamente di rivolgersi ai carabinieri.

Il giorno seguente, però, l’uomo dello “strano consiglio” l’aveva ricontattata, insistendo perché lei lo raggiungesse a Catania dove, a suo dire, grazie alle sue “conoscenze”, era riuscito a ritrovare il veicolo e, dopo il pagamento di 700 euro, i ladri glielo avrebbe fatto “ritrovare”.

Carabinieri in azione

La 40enne ha riferito tutto ai militari, che in meno di un’ora hanno organizzato un dispositivo sul campo per accompagnarla a Catania, seguirla a distanza e cogliere sul fatto lo svolgimento del “cavallo di ritorno”.

Organizzati, quindi, in due squadre, una a bordo di auto “civetta” e una assieme alla vittima, i militari hanno ascoltato le indicazioni che l’uomo man mano forniva telefonicamente alla donna. Prima ha raggiunto un chiosco nel quartiere Montepo e subito dopo – essendosi accertato che la vittima fosse da sola – il tondo Gioeni. Qui finalmente i Carabinieri hanno scorto un’utilitaria, con a bordo il 53 enne, che si stava avvicinando.

Quest’ultimo, ignaro di essere seguito e che l’accompagnatore della donna, presentato come un cugino, fosse un militare, è quindi salito sulla loro auto, indicando la strada per la periferia sud della città. Giunti nei pressi di un distributore di benzina a Librino, hanno trovato parcheggiata la Fiat 500 L rubata.

La proprietaria, a quel punto, fingendosi grata, è subito entrata nel suo mezzo, mentre il 53enne, ancora ignaro della trappola, ha chiesto di essere riaccompagnato al tondo Gioeni per riprendere la sua auto.

«Ama mangiari tutti…»

Durante il tragitto l’uomo, convinto di trovarsi in compagnia del cugino della donna, ha spiegato che senza il suo intervento il veicolo non si sarebbe mai ritrovato: «Ama mangiari tutti… tu m’ha capiri, u sai comu funziona st’ambiente, si nu mi mitteva ndo menzo iu, sta machina mancu a truvauvu».

Così, al momento della consegna del denaro, i 700 euro pattuiti, la squadra di Carabinieri che era in appostamento è entrata in azione, bloccando l’estortore che, tra la rabbia e la sorpresa, ha tentato di scappare, aggredendo anche i militari. L’uomo è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ne ha convalidato l’arresto, sottoposto ai domiciliari.

La donna di Biancavilla, ringraziando di cuore i Carabinieri per il loro operato, ha potuto così riavere “legalmente” la sua utilitaria, senza cedere al cosiddetto “cavallo di ritorno”. Una pratica criminale diffusa che, però, si può sconfiggere rivolgendosi alle forze dell’ordine.

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