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Cronaca

Ladri in casa in via Marco Botzaris, furto in un negozio di via Colombo

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La traversina di via Carrà, che collega le vie Marco Botzaris e Cesari Masi, da cui si sono introdotti i ladri

di Vittorio Fiorenza

Un’intera casa messa a soqquadro. Ladri in azione in una casa di via Marco Botzaris, a pochi passi dal palazzo comunale di Biancavilla. Rubati un motozappa tenuto in garage, oggetti di arredo e oggetti in oro.

Approfittando dell’assenza dei proprietari, trasferitisi come per ogni periodo estivo in zona Vigne, i malviventi si sono introdotti in casa dalla traversina di via Carrà.

Hanno tentato di forzare l’apertura della saracinesca del garage, ma non ci sono riusciti. Da una porta laterale del garage, però, sono riusciti a portare via il mezzo agricolo, probabilmente caricandolo in una loro auto, un carrello o un furgone.

Ai piani superiori, i “topi d’appartamento” hanno messo tutto sottosopra, riuscendo a rubare i vari oggetti ritenuti di valore.

Un esatto inventario delle cose mancanti in casa è ancora in fase di definizione e non è possibile stabilire ancora l’ammontare esatto del danno.

Negli ultimi giorni, diverse denunce sono state presentate alla stazione dei carabinieri di Biancavilla. Un altro episodio si riferisce ad un negozio di via Cristoforo Colombo, da cui hanno rubato un personal computer, peraltro di scarso valore.

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Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

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Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

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