Cronaca
Branco di randagi sbrana meticcio sotto gli occhi del proprietario

Un branco di cani, almeno una decina, tra cui un pitbull, ha accerchiato un biancavillese che stava portando a passeggio il suo cagnolino e ha sferrato l’aggressione. L’uomo è riuscito a scappare e rifugiarsi a casa. Per il suo meticcio di piccola taglia, non c’è stato nulla da fare: è stato sbranato e ucciso.
È successo nell’area attigua al cantiere del nuovo plesso ospedaliero di Biancavilla. La vicenda è stata raccontata dall’emittente Video Star.
Il protagonista dell’episodio: «Io sono riuscito a scappare, appena ho visto il branco di randagi, ma il mio cane non ce l’ha fatta. Non c’è stato nulla da fare. Teniamo conto che tra una settimana comincia la scuola, questo è un posto frequentato da bambini e persone che vengono a fare fisioterapia nella vicina struttura sanitaria e siamo a due passi dall’ospedale. Come dobbiamo comportarci di fronte a questo problema? Il branco di cani staziona qui, difficilmente va via, probabilmente perché attratto dai bidoni della spazzatura. Abbiamo segnalato la cosa ai vigili urbani e al sindaco, tutto protocollato: aspettiamo che si facciano sentire».
Resta la tristezza per il povero animale sbranato. E pensare che era stato trovato e salvato in autostrada. Era stato adottato da una famiglia affettuosa. Poi, l’atroce destino.
E su Facebook, c’è chi esprime preoccupazione: «Tutte le sere per me è un problema ritirarmi perché si mettono sempre almeno 10 cani nella rotonda dell’ospedale ed è l’unica strada che posso fare per ritornare a casa». Aggiunge un altro utente: «Nella mia zona, a causa dei cani randagi, ho visto squartare il gatto della mia vicina. Una cosa impressionante vedere come due cani hanno ucciso quel povero gatto. E se avessero attaccato un bambino?». Un altro ancora scrive sconfortato: «Più di un anno fa ho scritto al sindaco a proposito di questo argomento, non ho avuto risposta».
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Cronaca
Truffa un’azienda agricola con un assegno rubato di 7500 euro: arrestato
Un 49enne smascherato dai carabinieri dopo un secondo tentativo di illecito pagamento di 2700 euro
Aveva acquistato da un’azienda agricola di Biancavilla materiale per 7500 euro, pagando con un assegno risultato poi provento di furto. La titolare ha richiesto l’intervento dei carabinieri dopo avere riconosciuto l’uomo, che a distanza di due giorni si è ripresentato per un ulteriore acquisto di 2700 euro con relativo assegno.
I militari hanno subito avviato le indagini, risalendo ad un 49enne di Ramacca. L’uomo è stato ora arrestato dai militari della stazione di Biancavilla, con il supporto della Radiomobile della Compagnia di Paternò. Dovrà rispondere di truffa e, per il secondo episodio, tentata truffa ai danni dell’azienda di Biancavilla.
I carabinieri erano intervenuti immediatamente in azienda, sorprendendo l’uomo che insisteva per pagare mediante il titolo bancario. Appena gli sono stati chiesti i documenti per identificarlo, lui ha sostenuto di non avere la carta di identità, fornendo false generalità nel tentativo di eludere i controlli. Un tentativo, però, che gli è costato anche una denuncia per false dichiarazioni a pubblico ufficiale.
Nell’immediatezza, infatti, le pattuglie sul campo hanno contattato i colleghi della Centrale Operativa che, grazie alla consultazione della banca dati delle forze dell’ordine, hanno consentito di risalire alla sua vera identità.
Smascherato, dunque, l’uomo è stato portato in caserma a Biancavilla e sottoposto a ulteriori verifiche. In particolare, sono stati sequestrati gli assegni che il 49enne aveva con sé, perché risultati appartenenti a un carnet rubato. Per lui, c’è quindi un’ulteriore accusa di ricettazione.
Dalle indagini è, inoltre, emerso come l’uomo avesse già messo a segno, con analogo modus operandi, un’altra truffa sempre ai danni di un commerciante. Sulla base degli indizi raccolti, il 49enne è stato arrestato e sottoposto all’obbligo di firma tutti i giorni presso la stazione dei carabinieri di Ramacca.
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Cronaca
Violenta rissa in via Milone: due arresti dei carabinieri per tentato omicidio
I militari chiudono subito il cerchio su una lite tra stranieri: la vittima colpita anche con uno sgabello
Tentato omicidio in concorso. Con questa accusa, i carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno arrestato due uomini di 36 e 27 anni, entrambi con precedenti penali. I due, di originini straniere ma residenti a Biancavilla, sarebbero gli autori del ferimento di un loro connazionale, 38enne, al culmine di una lite. I fatti sono accaduti in via Milone, in pieno centro storico.
Al loro arrivo, i militari, intervenuti dopo una segnalazione giunta al 112 e alla locale caserma, hanno trovato il ferito a terra, dolorante. Immediato il suo trasporto al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”.
Nell’immediato sono state avviate anche le indagini per risalire ai colpevoli. Grazie alla rapida acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e alle testimonianze di chi aveva assistito ai fatti, i militari sono riusciti in breve tempo a identificare i presunti responsabili dell’episodio.
Secondo quanto ricostruito, i due, al culmine di una lite per motivi ancora in corso di approfondimento, avrebbero aggredito il connazionale colpendolo ripetutamente al capo anche con uno sgabello.
I due indagati, rintracciati poco dopo dai Carabinieri al termine di una rapida attività di ricerca sul territorio, sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, rinchiusi nel carcere catanese di piazza Lanza.
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