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Politica

Atti del Gal Etna negati a Sapia: interrogazione all’Ars di Pogliese

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di VITTORIO FIORENZA

Daniele Sapia, consigliere di opposizione, vuole vederci chiaro su una serie di scelte operate dal Gal Etna, di cui il Comune di Biancavilla è socio. Così, inoltra una richiesta di atti pubblici al sindaco, che però allarga le braccia: «Non siamo la sede competente». Una nuova richiesta viene quindi inviata al Gal, ma il presidente del consiglio di amministrazione allarga le braccia: «Le richieste di accesso vanno indirizzate all’ente comunale».

Il classico scaricabarile, si dirà. Ma non è tutto. Già perché il sindaco di Biancavilla e il presidente del Gal sono la stessa persona. Nelle risposte la firma è sempre quella di Giuseppe Glorioso. In questa doppiezza di ruoli, il risultato è che il consigliere non ha avuto alcun atto né rivolgendosi al Comune né bussando al Gal, che ha sede a Villa delle Favare, centro culturale del Comune di Biancavilla.

Una negazione di trasparenza? La vicenda approda ora all’Ars con un’interrogazione del deputato Salvo Pogliese. «Si tratta di un imbarazzante ping pong tra il sindaco Giuseppe Glorioso e Glorioso Giuseppe presidente del Gal Etna che mortifica la legittima richiesta di un consigliere comunale -sottolinea il parlamentare- ho pertanto chiesto al Governo di fare piena chiarezza per accertare quale ente sia tenuto a fornire la documentazione».

Glorioso replica: «È possibile ammettere solo il peccato di inesperienza del giovane consigliere biancavillese, al contrario, non pensavo che un navigato onorevole regionale potesse confondere il Gal per un’azienda del Comune. Ad ogni buon conto, tengo a sottolineare che tutti gli atti aventi pubblico rilievo sono liberamente consultabili sul sito del Gal Etna».

Ma sul sito, viene rilevato, ci sono solo elenchi di atti, non sempre vengono riportati nella loro completezza. E’ il caso degli incarichi a professionisti e ditte, su cui l’azione di Sapia voleva concentrarsi. La questione rimane aperta.

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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© Foto Biancavilla Oggi

La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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