Politica
Rimborsi bluff, comunisti in piazza: «Politica fatta di miserie personali»
di Vittorio Fiorenza
Istituzioni e questione morale. Prende posizione Rifondazione Comunista, unica forza politica a Biancavilla, sull’indagine al palazzo comunale della Guardia di finanza di Paternò, in merito a presunte irregolarità e violazioni sui rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri, nel periodo 2008-2013.
Il partito della Falce e Martello ha promosso in piazza un volantinaggio di denuncia sul degrado morale, al di là degli aspetti giudiziari, e sul grado di credibilità degli amministratori comunali.
Pur con la cautela che richiede il caso, i militanti del Prc vogliono essere netti: «Una presunta truffa che, se confermata dalle indagini, peserebbe economicamente e moralmente con maggiore forza, in questo periodo di profonda crisi. Così, mentre concittadini onesti si sacrificano ogni giorno per dare sostentamento alla propria famiglia, lottano per mantenere il proprio posto di lavoro e pagano onestamente, ma con difficoltà, le gravose tasse imposte, c’è il rischio che si venga a scoprire che politici, votati per amministrare il bene comune, si approprino illegalmente di denaro pubblico! E’ davvero poco credibile chiedere sacrifici, chiedere di stringere la cinghia e poi fare eventuale uso illegale di denaro pubblico».
Le verifiche delle fiamme gialle, ancora al vaglio della Procura, avrebbero evidenziato firme falsificate o mancanti e contratti di assunzione fittizi.
«Noi diciamo basta –scrive Rifondazione Comunista– ad una politica fatta di miserie personali, di disprezzo quotidiano della cosa pubblica e di vessazione verso i cittadini».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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