Chiesa
Missione a Niscemi delle confraternite di Biancavilla per portare solidarietà
Un carico di beni di prima necessità è stato consegnato alla città nissena, colpita dalla frana
Prima iniziativa dell’Unione delle Confraternite di Biancavilla. Una delegazione di confrati, con a capo il portavoce Pippo Furnari, si è recata a Niscemi per consegnare beni di prima necessità. Si tratta di prodotti acquistati con le offerte raccolte tra le otto confraternite cittadine (SS. Sacramento, dell’Annunziata, del SS. Rosario, dei Bianchi, della Mercede, di Sant’Antonio da Padova, di San Giuseppe e dell’Idria). Tutte facenti parte della Confederazione delle Confraternite dell’Arcidiocesi di Catania.
Un’iniziativa di solidarietà rivolta alle popolazioni rimaste senza casa a causa della frana che ha colpito la città nissena.
«Tale iniziativa – ha scritto il portavoce Pippo Furnari in una lettera al sindaco di Niscemi – nasce dal desiderio di offrire un aiuto concreto a tutte le persone che stanno vivendo un momento di difficoltà, nella speranza che questo gesto possa rappresentare un segno di sostegno e fraternità utile alla comunità. Siamo certi che la collaborazione e la solidarietà siano strumenti fondamentali per affrontare ogni difficoltà».
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La parrocchia dell’Annunziata mobilitata per Niscemi con una raccolta solidale
Beni di prima necessità verranno consegnati alle famiglie sfollate e senza casa a causa della frana
Questa è la Biancavilla che ci piace
La frana che ha colpito Niscemi ha provocato conseguenze pesanti sul tessuto urbano e sociale della città nissena. Oltre mille persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, trovandosi improvvisamente in una condizione di emergenza che richiede risposte concrete e immediate.
In questo contesto si inserisce l’iniziativa promossa dalla comunità parrocchiale dell’Annunziata di Biancavilla, che ha avviato una raccolta solidale di beni di prima necessità destinata alle famiglie sfollate. L’iniziativa è coordinata dalla Caritas parrocchiale e punta a fornire un supporto materiale, mirato e utile. Una mobilitazione a cui aderiscono anche le confranternite di Biancavilla.
L’elenco dei prodotti richiesti comprende generi alimentari a lunga conservazione – pasta, salsa di pomodoro o condimenti per la pasta, legumi, tonno e carne in scatola, olio, latte, biscotti e zucchero – ma anche omogeneizzati e prodotti per l’infanzia, oltre ad articoli per l’igiene personale e della casa. Una scelta che tiene conto delle diverse esigenze delle persone coinvolte, comprese quelle dei nuclei familiari con bambini.
La raccolta è attiva presso la cappella del Carmine e proseguirà fino a martedì 17 febbraio. I beni raccolti saranno destinati direttamente a Niscemi attraverso i canali della solidarietà ecclesiale, in raccordo con le strutture che operano sul territorio colpito.
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Pippo Furnari eletto portavoce di tutte le otto confraternite di Biancavilla
Una figura nuova con ruolo di rappresentanza esterna e coordinamento di iniziative comuni
Una notizia che segna una svolta nella storia religiosa di Biancavilla. Per la prima volta, dalla nascita delle confraternite cittadine – che risalgono al periodo immediatamente successivo al Concilio di Trento – le otto congregazioni operanti sul territorio hanno scelto un portavoce comune. Una figura inedita, operativa e fortemente simbolica.
Una decisione maturata non per caso, ma al termine di un lungo percorso di dialogo, collaborazione e confronto che le confraternite biancavillesi portano avanti ormai da anni. Riuniti nella chiesa del Rosario, i rispettivi governatori hanno votato all’unanimità la nomina di Pippo Furnari, attuale governatore della Confraternita di San Giuseppe, quale primo portavoce unitario.
Un evento che rappresenta un vero unicum nel panorama confraternale locale e che racconta molto più di una semplice scelta organizzativa.
Una storia che è anche storia sociale
A Biancavilla le confraternite non sono mai state soltanto realtà liturgiche. Nei secoli hanno rappresentato presìdi di solidarietà, assistenza, identità e coesione sociale. Hanno accompagnato la vita della comunità nei momenti di festa e in quelli di dolore, sostenendo i più fragili, mantenendo vive tradizioni, riti e forme di partecipazione popolare che ancora oggi definiscono il volto della città.
Le otto confraternite attive – Santissimo Sacramento, Rosario, Annunziata, Crocifisso (o dei Bianchi), Mercede, Sant’Antonio di Padova, San Giuseppe e Idria – sono state luoghi di appartenenza, scuole di servizio e responsabilità civile prima ancora che religiosa.
In questo contesto, la scelta di dotarsi di un portavoce comune assume un valore che va oltre la struttura interna: è il segno di una maturità collettiva, della volontà di camminare insieme pur nella diversità delle singole identità.
Un ruolo nuovo al servizio di tutti
Il portavoce non sostituirà né limiterà l’autonomia delle singole confraternite. Il suo compito sarà quello di coordinare le iniziative comuni, rappresentarle all’esterno e farsi interprete delle istanze che nasceranno dal confronto tra i Governatori, sottoponendole poi al Collegio.
Un ruolo di servizio, di sintesi e di ascolto, come ha sottolineato lo stesso Pippo Furnari: «La scelta di una persona da parte di tutti e otto i sodalizi cittadini rappresenta un bell’esempio di unione e comunione. Il mio mandato sarà totalmente al servizio delle confraternite».
L’incarico avrà durata fino al 31 dicembre 2026, al termine del quale il Collegio sceglierà un nuovo portavoce, a conferma della natura dinamica e condivisa di questa esperienza.
Un segnale che parla al presente
In un tempo segnato da frammentazioni e divisioni a livello globale, la decisione delle congregazioni biancavillesi lancia un messaggio chiaro: fare comunione è possibile, intraprendere un cammino insieme rafforza tutti. Lo ha sottolineato anche Dino Laudani, presidente della Confederazione delle Confraternite della Diocesi di Catania, parlando di un gesto di grande maturità ecclesiale.
Questo passaggio, quindi, riguarda l’intera comunità cattolica di Biancavilla. Le confraternite, realtà vive e radicate da secoli nel tessuto cittadino, dimostrano che tradizione e nuove prospettive possono procedere in sintonia.
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