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Istituzioni

Palazzo Portale in vendita, Bonanno “sollecita” Regione e Sovrintendenza

Il sindaco risponde all’associazione “Biancavilla Documenti” che ha chiamato in causa il Comune

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«Il Palazzo Portale e il giardino attiguo rappresentano un patrimonio storico-culturale e affettivo di Biancavilla. Purtroppo la loro acquisizione da parte del Comune risulta difficile. Più opportuno che sia la Regione o la Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali a tentare la loro acquisizione».

Interviene per la prima volta il sindaco Antonio Bonanno, a proposito della notizia, pubblicata da Biancavilla Oggi, sulla decisione dei proprietari di mettere in vendita il piano nobile del palazzo, un garage e il giardino annesso per 800mila euro.

Era stata l’associazione “Biancavilla Documenti”, a firma di Antonio Zappalà e Salvuccio Furnari, a chiamare in causa l’amministrazione comunale perché consideri la possibilità di acquisto dell’immobile per destinarlo a museo con la collezione archeologica appartenuta al canonico Salvatore Portal (1789–1854).

Una soluzione che ha una sua logica, ma che è «difficile da percorre», secondo il sindaco Bonanno. A Biancavilla Oggi, il primo cittadino sottolinea: «Con le nostre risorse abbiamo difficoltà già a fare manutenzione delle strutture comunali». Per questo motivo, Bonanno, rispondendo alle sollecitazioni di “Biancavilla Documenti”, ritiene opportuno che sia l’assessorato regionale ai Beni culturali e la Sovrintendenza a farsi avanti.

Sulla destinazione a sede museale del primo piano del palazzo (quello oggetto di vendita), Bonanno esprime qualche dubbio: «Non va dimenticato che il secondo piano è un appartamento abitato da privati, pensare ad un museo al piano inferiore mi lascia perplesso».

Lo stesso primo cittadino, tuttavia, non ha dubbi sul valore storico e culturale di quell’edificio di piazza Roma, il più importante architettonicamente esistente a Biancavilla. Così come riconosce il valore del giardino annesso. «La mia amministrazione comunale – ricorda – aveva già tentato l’acquisizione del giardino attraverso la Regione. L’allora giunta Musumeci aveva anche approvato una delibera per mostrarne l’interesse».

L’intento prevedeva l’acquisizione l’area giardino e tutto il patrimonio scientifico in esso conservato, che costituisce l’antico orto botanico. Lo fondò il canonico Salvatore Portal, cultore di botanica e scienze naturali, appassionato di archeologia e arte, morto di colera nel 1854. Il fine ultimo del governatore Musumeci e del sindaco Bonanno sarebbe stato la realizzazione a Biancavilla di un Museo regionale di botanica e procedere alla ricostituzione filologica delle piante ed erbe già scelte dal canonico. «Ma – evidenzia Bonanno – il governo successivo a quello di Musumeci (Schifani, ndr) non ha dato seguito a quell’intento».

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L’acqua non arriva: si sospetta un intervento doloso dietro ai disservizi

Il sindaco Antonio Bonanno ha presentato un esposto ai carabinieri e alla Prefettura per fare piena luce

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© Foto Biancavilla Oggi

C’è il sospetto di un evento doloso, un intervento intenzionale, dietro ai disservizi idrici che non consentono a varie zone di Biancavilla di approvvigionarsi di acqua. Per questo motivo, il sindaco Antonio Bonanno ha presentato un esposto alla stazione dei carabinieri di Biancavilla e alla Prefettura di Catania.

«La situazione è grave e non può essere liquidata come un semplice “incidente tecnico”. I tecnici della SIE – spiega il primo cittadino – mi hanno subito segnalato un’irregolarità sospetta. Il serbatoio di rilancio, infatti, risultava pieno e perfettamente operativo. Allora perché l’acqua non arrivava ai rubinetti? Un’avaria improvvisa o, peggio, un intervento doloso? Di fronte a questo dubbio, ho scelto la strada della trasparenza e della fermezza. Ho già depositato un esposto presso i Carabinieri e alla Prefettura, perché venga fatta piena luce su quanto accaduto».

Per molte famiglie rimaste a secco sono giornate di grande disagi, che si aggiungono a quelli dovuti all’interruzione di elettricità, in coincidenza delle giornate con temperature superiori a 40 gradi.

«Non intendo girarmi dall’altra parte, né nascondermi dietro scuse burocratiche. Mentre vi parlo, i tecnici – dice Bonanno – stanno eseguendo controlli minuziosi su ogni tratto della rete, e mi viene confermato che la fornitura sta gradualmente tornando a regime: l’acqua ricomincia a scorrere nei quartieri interessati».

È la zona sud dell’abitato – via Dei Mandorli, via Pistoia, largo dei Vespri – ad essere più colpita dalla mancata erogazione idrica. In altri quartieri, invece, è stata la mancanza di elettricità a non consentire il riempimento dei contenitori d’acqua, lasciando a secco diverse famiglie.

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Troppi schiamazzi, Bonanno chiude i distributori automatici dopo mezzanotte

Una decina di macchinette per alimenti e bevande causa di assembramenti: multe fino a 5000 euro

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Troppi schiamazzi, un disturbo per la quiete pubblica. Colpa dei distributori automatici di alimenti e bevande, vere e proprie attrattive per assembramenti, soprattutto nelle ore notturne. A Biancavilla ce ne sono una decine, in modo particolare concentrate nel centro storico. Decine le segnalazioni di cittadini esasperarti inoltrate alle forze dell’ordine.

Così, il sindaco Antonio Bonanno ha firmato un’ordinanza che vieta l’apertura e il funzionamento di questi distributori, dalla mezzanotte alle 6 del mattino. «È una decisione che per me rappresenta un atto dovuto nei confronti di chi, ogni notte, vede compromesso il proprio riposo», ha spiegato il primo cittadino.

Il provvedimento sarà sperimentale per 30 giorni, ma potrà essere prorogato se gli assembramenti dovessero continuare. Nel frattempo, i gestori che non rispetteranno la disposizione, incorreranno in sanzioni amministrative dai 500 ai 5000 euro.

«I distributori – chiarisce Bonanno – rappresentano un servizio comodo, ma il costo sociale che stiamo pagando in alcune zone è diventato insostenibile. Da troppo tempo, purtroppo, non sono più solo macchine per uno spuntino, ma diventano calamite per schiamazzi, assembramenti e, purtroppo, talvolta, risse. Questo provvedimento non nasce da un’idea punitiva, ma dal sacrosanto diritto alla tranquillità, alla sicurezza urbana e al decoro che ogni biancavillese merita. Vogliamo restituire le notti al silenzio e i marciapiedi al rispetto della civile convivenza».

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