Chiesa
La Madonna è “corredentrice”? Il “no” del Dicastero per la dottrina della fede
Giudicato inappropriato il titolo, usato pure a Biancavilla in occasioni dedicate a Maria Ss. dell’Elemosina
Si alzano i paletti a una serie di titoli attribuiti alla Madonna. È un secco “no”, in particolare, a definirla “corredentrice”. Un appellattivo ritenuto «sempre inappropriato». Eppure, abbastanza diffuso. A Biancavilla, dove vi è una radicata tradazione mariana e un forte legame identitario con la Madonna dell’Elemosina, quel titolo è stato utilizzato in celebrazioni e scritti. Da adesso non più perché «rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo».
Ad esprimersi è il Dicastero per la dottrina della fede, in un atto, approvato da Papa Leone XIV, firmato dal cardinale prefetto Víctor Manuel Fernández e dal segretario per la sezione dottrinale monsignor Armando Matteo.
La questione investe il mondo cattolico e, quindi, Biancavilla per la sua spiccata devozione mariana. Il titolo “incriminato” è riportato, per esempio, sul sito dell’associazione Santa Maria dell’Elemosina e sui propri canali social: «Corredentrice del genere umano». Ad utilizzarlo nella sua omelia, nell’agosto 2024 a Biancavilla, pure mons. Giuseppe Sciacca, già presidente dell’Ufficio del lavoro della Sede Apostolica e Canonico onorario della Collegiata di Biancavilla: «Maria ama ciascuno di noi con lo stesso amore di predilezione con cui ama il suo unico Figlio. Corredentrice del genere umano, lei ci genera alla vita di fede e ci ama con lo stesso amore con cui ha amato Gesù».
Non è l’unico appellativo su cui si incentra la “nota dottrinale”. Un altro bollato con il no è “mediatrice di tutte le grazie”, anch’esso presente sul sito della Sme di Biancavilla. Un così alto pronunciamento, come quello dell’ex Sant’Uffizio, ha già sollevato le reazioni dei settori più conservatori della Chiesa cattolica.
Ma dal Dicastero si spiega che «non si tratta di correggere la pietà del popolo fedele di Dio, che riscopre in Maria rifugio, forza, tenerezza e speranza, quanto soprattutto di valorizzarla, riconoscerne la bellezza e promuoverla». Quindi anche preservandola da devianze.
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Chiesa
Il mondo in guerra, nella chiesa “Cristo Re” la messa con bandiera della pace
Il drappo con i colori dell’arcobaleno portato all’altare dai bambini che frequentano il catechismo
Un’immagine inconsueta in una chiesa, ancor di più a Biancavilla. Una bandiera della pace è stata esposta all’interno della parrocchia “Cristo Re”, disposta ai piedi della mesa d’altare.
Eccola l’immagine del parroco Francesco Rubino che celebra la messa domenicale con il drappo arcobaleno sovrastato dalla scritta “Pace”. A portarlo all’altare sono stati i bambini della parrocchia che frequentano il catechismo, che con le loro insegnanti hanno approfondito il tema della pace. Un gesto semplice, ma di forte valore simbolico.
L’iniziativa coincide, non a caso, con l’escalation in Medio oriente che ha portato Stati Uniti e Israele ad attaccare l’Iran e alla reazione di Teheran in tutta la regione. Eventi che non possono lasciare indifferenti e che la parrocchia “Cristo Re” di Biancavilla ha voluto fare entrare nel corso della messa. Tutti raccolti in prghiera, auspicando il cessate il fuoco e la pace in tutti i teatri di guerra.
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Chiesa
Il vescovo Renna porta il “braccio” di Sant’Agata tra i fedeli di Biancavilla
Nell’Anno Giubilare dedicato alla martire, in città quattro giorni a contatto con la sacra reliquia
Biancavilla si prepara ad accogliere il braccio di Sant’Agata, reliquia preziosa della martire catanese, nell’ambito dell’Anno Giubilare Agatino indetto per celebrare i 900 anni dal ritorno delle sue reliquie da Costantinopoli (1126-2026). Prima tappa del pellegrinaggio a Biancavilla sarà la parrocchia di Santa Maria dell’Idria.
«Quest’anno giubilare Agatino – dice don Giovambattista Zappalà, parroco dell’Idria – è molto importante per la diocesi e quindi anche per la nostra Biancavilla. Siamo chiamati a incarnare il messaggio che ci ha lasciato Agata. Innanzitutto è una ragazza cristiana, battezzata, una vergine consacrata, quindi sposa di Gesù. Dagli atti sappiamo che era una ragazza molto risoluta, rispondeva con decisione al proconsole romano Quinziano. Una ragazza che viveva la Speranza, affermava che era disponibile a dare il suo corpo ai carnefici, perché si sarebbe unita a Gesù, quindi questa attestazione di fede nella Resurrezione eterna».
Quattro giorni a Biancavilla
Dall’1 al 4 marzo 2026 Biancavilla diventerà meta speciale del pellegrinaggio della reliquia, voluto dall’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, che la sta portando personalmente nei diversi paesi dell’arcidiocesi.
L’arrivo e la processione di accoglienza l’1 marzo, alle ore 18.00. Il braccio di Sant’Agata sarà accolto sul sagrato della chiesa dell’Idria. Da lì partirà la processione verso la chiesa madre, dove mons. Renna presiederà la Celebrazione Eucaristica.
Il programma dei giorni successivi è pensato per raggiungere ogni ambito della vita cittadina, specialmente i più giovani, gli ammalati e le famiglie. Il 2 marzo al mattino la reliquia visiterà le monache clarisse del monastero Santa Chiara, quindi sarà portata nella scuola media “Luigi Sturzo”, nella primaria “Don Bosco” e nella scuola professionale ARS. In serata, alle 19.30, è in programma un incontro speciale con i giovani della città: momento di ascolto, testimonianza e preghiera.
Il 3 marzo ancora una volta al mattino toccherà alle istituzioni scolastiche: la reliquia raggiungerà la scuola media “Antonio Bruno”, la primaria “Giovanni Verga”, l’Ipsia, l’Eris e l’Immacolata alla badìa. La sera sarà dedicata a una veglia di preghiera con i gruppi famiglia di Biancavilla, per riflettere sul valore della famiglia cristiana alla luce dell’esempio di Sant’Agata.
Il 4 marzo, la mattinata sarà riservata alla visita all’ospedale (nei vari reparti) e alla casa di riposo “Croce al Vallone”. Un gesto di vicinanza concreta agli ammalati, agli anziani e a quanti vivono la sofferenza.
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