Storie
Vincenzo Castro, addio al medico dei leggendari giocatori “Paoletti Catania”
Anestesista di Biancavilla, fu figura fondamentale per la squadra che conquistò lo scudetto nel 1978
È scomparso all’età di 93 anni Vincenzo Castro, medico biancavillese, che fu nell’organico della “Paoletti Catania”. Un professionista fondamentale nella squadra di pallavolo allenata da Carmelo Pittera, che nel 1978 – prima formazione del Sud Italia – compì l’impresa storica dello scudetto, entrando nella leggenda. Di quel formidabile gruppo, il dott. Castro fu più di un medico sociale, più di un serio professionista. Un riferimento umano per quei ragazzi che, ormai anziani, adesso hanno pianto la sua scomparsa.
Castro, specializzato in anestesia, aveva cominciato la sua carriera all’ospedale “Garibaldi” di Catania e l’aveva conclusa da primario all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. A Biancavilla aveva vissuto gli anni del dopoguerra in quella generazione legata all’Azione Cattolica e alla Fuci. Una militanza civica e politica condivisa con altri biancavillesi come Nino Leocata, Pippo Ventura, Giosuè Lanaia, Placidino Galvagno, Nino Sanfilippo e Turi Bottino.
Membro dell’Associazione Nazionale Medici Cattolici, Castro è stato volontario 90enne della Caritas. «Oltre che grande professionista e medico, Vincenzo era noto per le sue straordinarie qualità umane», ricorda il cugino Salvuccio Furnari.
«Una persona veramente disponibile verso i fragili, gli ammalati, gli ultimi. La sua è stata una generosità infinita e silenziosa. Abitava a Catania, ma – sottolinea Furnari – era legatissimo alla sua città d’origine, lettore assiduo di Biancavilla Oggi, aveva tutti i libri pubblicati da Nero su Bianco Edizioni su Biancavilla. L’ultima volta che era venuto in paese risale allo scorso Venerdì Santo, quando dalla casa all’angolo tra via Antonio Bruno e via Vittorio Emanuele aveva assistito alla processione della Madonna Addolorata».
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Cultura
Tommaso Lavenia salva 74 pupi siciliani: patrimonio Unesco ceduto a Biancavilla
La collezione dei Roccazzella-Amato “ereditata” dal bambino di 9 anni che sogna di continuare la tradizione
Un patrimonio di 74 pupi siciliani, frutto di decenni di lavoro artigianale, spettacoli e passione, trova una nuova casa a Biancavilla. A custodirlo e a rilanciarlo sarà la famiglia Lavenia, spinta dall’entusiasmo di Tommaso Francesco, appena nove anni (di cui avevamo parlato per la prima volta nel luglio 2025), ma già profondamente innamorato dell’Opera dei Pupi e delle gesta dei Paladini di Francia.
Si tratta della storica collezione della compagnia Roccazzella-Amato, una realtà nata nel 1976, con base a Viagrande, che negli anni Settanta e Ottanta ha contribuito a mantenere viva una delle più autentiche espressioni della cultura popolare siciliana. Un patrimonio composto non soltanto dai classici personaggi dell’Opera dei Pupi, ma anche da figure dell’epica greca. Pezzi di 70 cm, realizzati in stile catanese da maestri pupari come Salvatore Faro “u lumaru”, Antonio Sapuppo e Biagio Foti. Un patrmonio che comprende anche il teatro con quinte e scene, oltre che manifesti storici.
Tutto acquisito ora acquisito da Placido Lavenia per andare incontro alla passione del figlio Tommaso. «Abbiamo letto un annuncio di vendita di un singolo pupo, ma – spiega Placido a Biancavilla Oggi – dopo il contatto avuto con i proprietari, constatata la disponibilità dell’intera collezione, abbiamo pensato di prenderla tutta per non sbembrare un patrimonio così importante».
Non l’acquisto di un gioco, quindi, ma un’operazione culturale tesa a salvaguardare la storia della compagnia teatrale. Quella di Roccazzella-Amato è una compagnia che affonda le proprie radici in una tradizione che a Catania ha avuto interpreti appassionati e competenti del teatro dei pupi, capace di raccontare valori universali come il coraggio, l’onore e la lealtà.
Ed è proprio il tema della trasmissione tra generazioni a rendere speciale questa operazione culturale. «È un investimento formativo per Tommaso, perché i proprietari dei pupi e della compagnia – spiega Placido Lavenia – non hanno più le forze per portare in giro gli spettacoli, ma hanno ancora la voglia e la volontà di tramandare ai giovani questa tradizione».

«Una passione che coltivo pure su Youtube»
Un passaggio di testimone che Tommaso è pronto a onorare: «La mia è una passione – racconta a Biancavilla Oggi – nata in un ristorante di Taormina, dove ho visto esposti dei pupi siciliani e mi sono incuriosito. Su Youtube guardo video sull’Opera dei pupi, imparo i dialoghi, li interpreto. Cerco informazioni online, sui motori di ricerca. Mio papà ha acquistato diversi pupi vecchi e poi insieme li abbiamo restaurati. Il pupo che mi piace di più? In questo momento Oliviero, che è la spalla di Orlando e rappresenta saggezza e senno. Ma ce ne sono tanti bellissimi nella collezione che custodiamo».
L’acquisizione della collezione rappresenta soltanto il primo passo. Davanti alla famiglia Lavenia si apre un impegnativo lavoro di recupero. Occorrerà procedere con una catalogazione accurata, un restauro e soprattutto rianimare i pupi, dare nuovamente vita e movimento.
Molti dei pezzi sono stati realizzati artigianalmente e hanno alle spalle mezzo secolo di storia. Ogni pupo porta con sé i segni delle rappresentazioni, delle tournée, delle mani che lo hanno animato sul palcoscenico. Non sono semplicemente oggetti da conservare, ma testimonianze vive di una tradizione riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
«I signori Carmelo Roccazzella e Nino Amato – sottolinea Placido Lavenia – sono stati felicissimi di cedere la loro collezione a Tommaso, perché sanno che i pupi non verranno abbandonati e avranno l’opportunità di tornare su un palco». L’intento è quello di allestire spettacoli per finalità didattiche e culturali: gli antichi cavalieri, i saraceni, Orlando e Angelica, i protagonisti delle leggende cavalleresche sono pronti a tornare in scena.
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Storie
Il traguardo delle cento candeline: auguri e brindisi per Sara Petralia
Il sindaco: «Cento anni non si raccontano, si onorano. E tu li hai onorati con ogni tuo respiro»
Ha compiuto 100 anni la biancavillese Rosaria “Sara” Petralia. Per l’importante traguardo, una messa è stata celebrata in chiesa madre. Poi, festa nell’istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla. A partecipare, indossando la fascia tricolore, anche il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno.
«Questa sera la nostra gioia si è fatta abbraccio», ha detto il primo cittadino. Nel suo intervento, Bonanno ha evidenziato le qualità umane e spirituali della centenaria. «Conoscerla è un dono. Sara è donna di fede saldissima, esempio luminoso di bontà, pazienza e amore incondizionato. Una vita spesa nell’umiltà e nel servizio, senza mai un gesto fuori misura, senza mai una parola fuori posto».
«Da sindaco, ma prima ancora da cittadino di Biancavilla, provo – ha sottolineato Bonanno – un senso di profonda gratitudine e compiacimento: una comunità che sa festeggiare un traguardo come questo è una comunità ricca, perché ha avuto la grazia di crescere accanto a un’anima così pura».
Infine, gli auguri rivolti direttamente a Rosaria Petralia: «Auguri speciali, carissima Sara. Cento anni non si raccontano, si onorano. E tu li hai onorati con ogni tuo respiro. Grazie per tutto quello che rappresenti. Grazie per averci insegnato che la grandezza sta nelle cose semplici: la fede, la famiglia, la pazienza di un cuore che ama senza chiedere nulla in cambio».
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