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Parrocchiani dell’Idria lungo i sentieri dell’Etna: prima uscita dopo il lockdown

Guidati da padre Zappalà, circa cinquanta fedeli hanno passato una giornata a contatto con la natura

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Parrocchiani dell’Idria sull’Etna. Giornata di svago e gioia per circa cinquanta fedeli della parrocchia “Santa Maria dell’Idria” di Biancavilla, guidati dal parroco, don Giovambattista Zappalà, attraverso i boschi del sentiero del Corpo Forestale dell’Etna.

Giornata iniziata alle ore 09.00, col raduno dei fedeli dietro la chiesa parrocchiale e partenza per l’Etna.

«Nel folto gruppo presenti anche giovani e bambini, per far comprendere loro –viene sottolineato dai promotori– l’importanza e la meraviglia della natura che ci circonda, anche alla luce dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato si”, sulla custodia e cura del creato».

Dopo una piacevole passeggiata di 4 km lungo i boschi, il gruppo di fedeli, giunto presso il rifugio, ha ricevuto tanta accoglienza e disponibilità da parte degli addetti del Corpo Forestale dell’Etna. Pranzo a sacco e poi momenti di gioco e allegria, per poi tornare nell’afosa e calda Biancavilla.

È stata la prima uscita dei parrocchiani dell’Idria, quella sull’Etna, dopo l’emergenza Covid, per riprendersi quei momenti di svago e spensieratezza dopo questi mesi di lockdown.

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Chiesa

Gli “appunti liturgici” dell’arcivescovo Renna durante la messa a Biancavilla

Seconda visita in paese del capo della Chiesa etnea, che non ha mancato di notare aspetti da correggere

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Una certa improvvisazione e una serie di “criticità” durante la messa. Al punto da suscitare alcune puntualizzazioni dell’arcivescovo di Catania, che certamente non sono passate inosservate. Mons. Luigi Renna stava presiedendo la celebrazione eucaristica nella chiesa del monastero “Santa Chiara” di Biancavilla, a conclusione degli esercizi spirituali voluti dalle clarisse per i giovani, in vista della Pasqua.

Arrivati al momento dell’eucaristia, il vescovo ha interrotto il coro, che stava eseguendo canti mariani. Renna ha subito specificato che non si fanno canti alla Madonna durante la comunione ma solo a fine Messa o nelle solennità della Madonna. Una questione di liturgia. Regole elementari.

A celebrare con lui anche il vicario foraneo, padre Giovambattista Zappalà, ed il parroco della Chiesa madre, padre Pino Salerno.

Quello dei canti “inappropriati” non è stato l’unico motivo di intervento “fuori programma”. Qualche errore è stato commesso nella parte della liturgia della parola. E non è mancato qualche momento di incertezza e improvvisazione. Renna ha osservato, poi, come vi fossero persone adulte in prima fila, quando la messa era stata “riservata” particolarmente ai giovani.

Appunti critici rivolti ai fedeli. Il capo della Chiesa etnea ha voluto marcare il senso costruttivo delle sue parole: «Vi dico questo perché vi voglio bene». E ha annunciato che l’anno prossimo sarà lui stesso a curare l’organizzazione degli esercizi spirituali.

Inevitabili le discussioni tra i fedeli a conclusione della funzione religiosa. Certo è che alla sua seconda visita a Biancavilla (la precedente, sempre al monastero “Santa Chiara”, risale a poco più di un mese fa), il vescovo sembra marcare e far notare aspetti da correggere, adeguare, migliorare. Come è nelle sue prerogative.

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