Cronaca
Intimidazione di fuoco al sindaco: date in fiamme le auto di Glorioso

Le auto incendiate all’angolo tra le vie Colombo e D’Annunzio (foto Video Star e Tva)
L’episodio è avvenuto poco dopo le 22.30: distrutte una Renault Modus e una Fiat Panda, parcheggiate affianco all’abitazione del primo cittadino, tra via Colombo e via D’Annunzio. Indagano i carabinieri.
di Vittorio Fiorenza
Attentato incendiario, poco dopo le 22.30, ai danni di due auto del sindaco Giuseppe Glorioso. L’episodio è avvenuto affianco all’ingresso dell’abitazione del primo cittadino. Ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile la parte anteriore delle due vetture. Le fiamme sono state appiccate praticamente in maniera contemporanea su una Renault Modus, parcheggiata in via Cristoforo Colombo, e su una Fiat Panda, parcheggiata appena svoltato l’angolo, in via Gabriele D’Annunzio.
Immediati l’allarme e la telefonata al 115. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano, che hanno evitato il propagarsi ulteriore delle fiamme. I rilievi del caso sono stati compiuti dai carabinieri della locale stazione.
Evidente la matrice dolosa e la valenza intimidatoria dell’atto. Inquietante anche il dettaglio che gli attentatori abbiano agito ad un’ora serale non tarda.
L’episodio si inserisce in un contesto di forti tensioni che vive la città. Un clima rovente, surriscaldato negli ultimi giorni e nelle ultime settimane dai disordini e dalle scene di rivolta dovuti alle demolizioni di immobili abusivi su ordine della Procura della Repubblica, oltre che dalla serie di blitz antimafia che hanno falciato la riorganizzazione di un gruppo criminale e sventato due omicidi. Da aggiungere a questo quadro, la difficile e delicata vertenza che riguarda gli operatori ecologici della Dusty ed il passaggio, con un nuovo appalto, del servizio di raccolta dei rifiuti.
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Cronaca
Fuga di gas ed esplosione: vigili del fuoco e ambulanza in via Mantegna
Una donna è stata trasportata al pronto soccorso: per fortuna nulla di grave, ma tanta paura
Una perdita di gas da una cucina con bombola gpl è stata la causa di un’esplosione che ha interessato il piano terra di un’abitazione, a Biancavilla. Danni ai locali e tanta paura per gli abitanti della casa e i vicini. Il fatto è avvenuto in via Mantegna, stradina compresa nella zona tra le vie Trapani e Centamore.
Una telefonata al 115 ha fatto scattare gli interventi. Sul luogo è arrivata una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Adrano. Il lavoro dei pompieri ha permesso di interrompere la dispersione del gas e di ripristinare le condizioni minime di sicurezza.
È stato necessario anche l’intervento di un’ambulanza del 118. Una donna che si trovava in casa è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”. Sottoposta a visita da parte del personale medico, per fortuna, nessuna conseguenza di rilievo, ma soltanto tanta paura per l’improvvisa esplosione. In via Mantegna si sono recati anche agenti della polizia locale, assieme al sindaco Antonio Bonanno.
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Cronaca
Condanna per tentato omicidio dopo le indagini dei carabinieri di Biancavilla
Un 65enne inseguì e investì un collega di lavoro per motivi di acredine maturati nei suoi confronti
Condannato per tentato omicidio, un 65enne di Regalbuto è stato rinchiuso in carcere dopo la sentenza definitiva. È il capitolo finale di fatti che risalgono all’ottobre 2024 e sui quali hanno compiuto le indagini i carabinieri di Biancavilla.
L’uomo, alla guida di una utilitaria, ha travolto sulla Strada Provinciale 14, in territorio di Belpasso, un collega di lavoro che viaggiava su uno scooter. Le condizioni della vittima, un 43enne residente a Piano Tavola, erano apparse immediatamente gravissime. Nell’immediatezza dei fatti, l’automobilista aveva riferito ai militari di Biancavilla, intervenuti perché di turno, che si trattasse di un incidente.
Le indagini, dei carabinieri alla guida del maresciallo Francesco De Giovanni, hanno tuttavia consentito di mettere in dubbio la versione fornita dall’uomo. Attraverso i sistemi di videosorveglianza e il racconto di testimoni, gli investigatori hanno ricostruito con maggiore precisione la dinamica dell’evento.
Determinante è risultata la relazione tecnica redatta da un consulente incaricato dalla Procura. Gli accertamenti tecnici irripetibili eseguiti hanno, infatti, evidenziato come l’impatto fosse stato l’epilogo di un inseguimento condotto a velocità sostenuta. Il 65enne avrebbe agito nei confronti della vittima in ragione di motivi di acredine maturati nei suoi confronti.
All’esito delle attività investigative svolte dai carabinieri della stazione di Biancavilla, il conducente dell’auto era stato posto agli arresti domiciliari. Il processo che ne è scaturito si è concluso con la condanna a 5 anni di reclusione per il reato di tentato omicido. DIventata definitiva la sentenza, il 65enne è ora rinchiuso nel carcere catanese di piazza Lanza. La vittima, dopo un lungo periodo di ricovero dovuto alle gravissime lesioni riportate nell’investimento, è attualmente in fase di recupero.
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