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Sanità, ipotesi di riforma: l’ospedale di Biancavilla sotto l’ala del “Cannizzaro”

Secondo il ddl, alle Asp verrebbero tolti i nosocomi di provincia per “accorparli” alle aziende cittadine

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© Foto Biancavilla Oggi

Siamo ancora al disegno di legge, ma se andasse in porto la nuova rivoluzione nella sanità siciliana (ferma all’assetto dato dal governo Lombardo nel 2009), anche l’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla cambierebbe riferimenti amministrativi. La struttura smetterebbe di dipendere dall’attuale Asp di Catania per passare sotto la gestione dell’azienda ospedaliera “Cannizzaro”.

Sarebbe questo uno degli effetti del ddl, che prevede l’accorpamento degli ospedali di provincia a quelli delle città, lasciando alle nove aziende provinciali soltanto l’assistenza territoriale.

Così, secondo la bozza, il “Cannizzaro” gestirebbe oltre al nosocomio biancavillese, anche quelli di Acireale, Giarre e Bronte. Sotto la gestione del “Garibaldi”, invece, andrebbero gli ospedali di Caltagirone, Militello e Paternò.

Difficile delineare da adesso vantaggi e limiti in cui andrebbe incontro l’ospedale di Biancavilla. Ma si consideri, per esempio, la maggiore criticità attuale (la carenza di anestesisti). La dipendenza da un’azienda maggiormente strutturata e dotata di personale, lascerebbe intravedere un assetto più funzionale.  

Ad ogni modo, ancora siamo agli annunci e l’iter eventuale perché si arrivi alla nuova riforma e alla sua applicazione in ogni provincia e in ogni territorio non ha una prospettiva vicina.

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Prg, il Comune vince in Appello: respinto risarcimento di 164mila euro

Il caso riguarda i “vincoli espopriativi”: quattro ricorrenti avanzavano la pretesa di un indennizzo

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Il Comune di Biancavilla ha ottenuto una piena vittoria davanti alla Corte d’Appello di Catania. I giudici hanno respinto la richiesta di quattro ricorrenti – rappresentati dall’avv. Andrea Ingiulla – che chiedevano all’Ente un risarcimento di oltre 164.000 euro, sostenendo che il Piano Regolatore Generale del 2020 avesse imposto un vincolo espropriativo sulle loro proprietà.

Si tratta di quattro comproprietari di un terreno e di un fabbricato nel territorio comunale, che lamentavano che la destinazione delle loro proprietà a «Zona F – Attrezzature scolastiche di progetto» nel PRG 2020 avesse reiterato un vincolo espropriativo già presente nel piano regolatore del 1993, e chiedevano quindi il pagamento di un’indennità.

La decisione della Corte

La Corte d’Appello — Prima Sezione Civile — ha dato ragione al Comune su tutti i punti di merito, accogliendo la tesi difensiva degli avv. Andrea Scuderi e Giorgia Letizia Motta.

I giudici hanno chiarito un principio fondamentale: destinare un’area a strutture scolastiche non significa espropriare i privati. Si tratta di una scelta urbanistica di carattere generale — cosiddetto vincolo “conformativo” — che riguarda interi ambiti del territorio, non singoli immobili. Le stesse Norme Tecniche del PRG 2020 prevedono espressamente che tali interventi possano essere realizzati anche da privati, senza necessità di esproprio. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese legali a favore del Comune.

Altri ricorsi pendenti

La sentenza assume un rilievo che va oltre il singolo caso. Risultano, infatti, pendenti altri ricorsi, relativi ad aree con destinazioni urbanistiche diverse da quella scolastica, in attesa di essere esaminati dall’autorità giudiziaria.

«L’amministrazione comunale – si legge in una nota del Comune – auspica che i giudici chiamati a pronunciarsi su tali controversie adottino un criterio interpretativo altrettanto attento ed equilibrato riconoscendo la natura conformativa — e non espropriativa – e la correttezza delle scelte di pianificazione del territorio contenute nel PRG 2020».

Dal suo canto, il sindaco Antonio Bonanno «esprime soddisfazione per l’esito del giudizio, che conferma la piena legittimità delle scelte urbanistiche effettuate nell’interesse dell’Ente e della collettività. La destinazione delle aree viene perseguita nel rispetto della legge e dei diritti di tutti i cittadini».

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La chiesa di Sant’Orsola da recuperare e riaprire: pronto il progetto del Comune

L’atto esecutivo approvato già dalla Giunta del sindaco Bonanno: la parola passa ora alla Regione

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Approvato dall’amministrazone comunale di Biancavilla il progetto esecutivo relativo ai lavori di riqualificazione e adeguamento strutturale del tetto di copertura della Chiesa di Sant’Orsola. Redatto dall’ing. Giuseppe Aiello e dall’arch. Carmelo Carcagnolo, il progetto rappresenta il passo decisivo per poter inoltrare alla Regione Siciliana la richiesta di finanziamento necessaria alla realizzazione dell’intervento.

L’edificio di culto, risalente al Seicento, è uno dei simboli della storia e dell’identità di Biancavilla. Nel 2017 erano già stati eseguiti lavori di messa in sicurezza, ma l’attuale progetto punta a un recupero strutturale più ampio e definitivo, con l’obiettivo di restituire alla comunità la chiesa completamente agibile e fruibile. Con l’approvazione del progetto esecutivo è stato ufficialmente avviato l’iter che condurrà alla riapertura della chiesa.

«La chiesa di Sant’Orsola – sottolinea il sindaco Antonio Bonanno – è un luogo che appartiene alla memoria e al cuore di tutti i biancavillesi. Chiederemo il finanziamento alla Regione e faremo di tutto perché Sant’Orsola torni presto a essere una chiesa aperta, sicura e vissuta dalla comunità».

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