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Cronaca

Frode nel settore dei carburanti, coinvolta una cooperativa di Biancavilla

Indagine della Guardia di finanza, disposti dal Gip 5 misure cautelari e sequestri di beni per 235mila euro

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C’è anche una cooperativa di Biancavilla coinvolta nell’inchiesta della Procura di Catania, condotta dalla Guardia di Finanza, su una presunta frode nel settore dei carburanti. L’indagine, che ha portato a cinque misure cautelari e a sequestri per oltre 235mila euro, riguarda un sistema illecito di approvvigionamento di gasolio. Un escamotage per evitare il pagamento delle accise.

Tra i soggetti coinvolti figura anche una cooperativa agricola biancavillese amministrata da Rocco Di Primo, di 51 anni. L’ipotesi è che, insieme ad altri indagati, avrebbe favorito l’utilizzo di gasolio agricolo agevolato, consentendo così un consistente risparmio fiscale.

Il sistema illecito ipotizzato

Al centro dell’indagine c’è un imprenditore di Adrano, Alfredo Carcagnolo, operante nel settore del trasporto e della logistica. Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo – insieme ad altri quattro presunti complici – avrebbe organizzato un meccanismo per rifornirsi di carburante senza pagare le imposte dovute.

Il gasolio, circa 400mila litri, sarebbe stato acquistato da raffinerie dell’Est Europa e introdotto in Italia tramite camion o trasporto ferroviario. Per aggirare i controlli fiscali, il prodotto veniva indicato nei documenti di trasporto come “liquido bio anticorrosivo”, una sostanza esente da accise.

Parte del carburante utilizzato per i mezzi dell’azienda di trasporti sarebbe stato acquistato come gasolio agricolo. Un prodotto destinato per legge alle attività del settore primario e soggetto a un’aliquota ridotta. «Per dare una parvenza di liceità dell’operazione – scrive il procuratore capo Francesco Curcio – la vendita del prodotto, di fatto consegnato presso le società di Carcagnolo, sarebbe stata fatturata a una cooperativa agricola di Biancavilla».

Misure cautelari e sequestri

Disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania diverse misure cautelari personali: per due indagati l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per altri tre – tra cui l’amministratore della cooperativa di Biancavilla – il divieto di esercitare attività d’impresa.

Eseguiti anche sequestri di beni e società per un valore complessivo di circa 235mila euro, oltre a 143mila litri di prodotti energetici, un deposito ritenuto abusivo, sette tank container, trattori stradali, semirimorchi e decine di cisterne utilizzate per il trasporto del carburante.

L’operazione della Guardia di Finanza ha interessato diverse province italiane – tra cui Catania, Siracusa, Enna, Roma e Forlì-Cesena – nell’ambito di un’inchiesta che punta a ricostruire l’intero circuito di approvvigionamento e distribuzione del carburante introdotto illegalmente nel territorio nazionale.

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Cronaca

Pistole e munizioni in camera da letto: Vito Amoroso finisce di nuovo in manette

Blitz dei carabinieri nell’abitazione dell’uomo, vecchia conoscenza del clan locale fin dagli anni ’90

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Due pistole, una delle quali con la matricola abrasa, e numerose munizioni nascoste nella camera da letto. È quanto hanno trovato i carabinieri della Compagnia di Paternò nell’abitazione di Vito Amoroso, 59 anni, figura di rilievo del clan mafioso di Biancavilla fin dagli anni ’90.

L’intervento è stato condotto dai militari della Sezione Operativa che hanno organizzato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Di primo mattino, dunque, gli investigatori hanno bussato alla porta di Amoroso, dando inizio alle verifiche nell’abitazione a due piani.

Sotto il letto matrimoniale, i carabinieri hanno scovato una busta al cui interno, avvolta in uno straccio: c’era una pistola mod. 950, con il colpo in canna e matricola abrasa, e con il caricatore inserito al cui interno c’erano altri 7 colpi calibro 6,35.

Nella stessa stanza, all’interno del comodino, era nascosta un’altra arma: una calibro 38 special, a tamburo, con matricola parzialmente leggibile e all’interno 6 colpi. Altri 11 proiettili erano sistemati in un guanto in lattice, adoperato come contenitore.

I revolver e le munizioni sono stati sequestrati per accertamenti. Amoroso è stato arrestato e portato al carcere catanese di piazza Lanza.

Vito Amoroso, vecchia conoscenza

Nel corso degli anni, Amoroso è stato coinvolto in diversi procedimenti penali. Nel 2013, l’uomo è stato arrestato proprio per detenzione illegale di armi e munizioni, oltre che per possesso di documenti d’identità falsi. E ancora, nel 2015, era poi stato coinvolto nell’operazione “Adernò” per traffico di sostanze stupefacenti. Il suo nome è, inoltre, emerso nel febbraio 2019 nell’operazione antimafia “Città blindata”: un blitz a Biancavilla su impulso della Dda di Catania.

La ricostruzione del suo ruolo nella criminalità di Biancavilla è emersa nell’ambito delle indagini successive ai due omicidi nel 2014 di Agatino Bivona e Nicola Gioco. Dopo la scarcerazione e il ritorno a Biancavilla nel luglio 2014, Vito Amoroso avrebbe affiancato il fratello Giuseppe, detto “Pippo l’avvocato”, nella gestione del gruppo mafioso, ricevendo quotidianamente visite di persone che lo aggiornavano sugli sviluppi delle dinamiche criminali. Le vicende dei due fratelli si sono intrecciate proprio in quel periodo, quando i carabinieri hanno cercato di ricostruire gli equilibri mafiosi di Biancavilla. L’influenza degli Amoroso sarebbe stata esercitata attraverso una rete di collaboratori e affiliati, con interessi nel traffico di stupefacenti, nella disponibilità di armi e nelle attività estorsive.

In quello stesso periodo, gli investigatori hanno documentato anche tensioni interne al contesto criminale di cui Amoroso faceva parte, fino al progetto di un gruppo rivale di eliminarlo, sventato nell’ottobre 2014 dall’intervento congiunto di carabinieri e polizia.

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Cronaca

Donna 53enne picchiata dal compagno: scattano il “Codice rosso” e l’arresto

Intervento dei carabinieri dopo la richiesta di aiuto al 112: la vittima si trova ora in una casa protetta

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Una lite furibonda di notte e poi l’aggressione alla donna da parte del compagno. L’uomo, un 54enne, è stato arrestato per violenza domestica, a Biancavilla, dopo una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112.

Una gazzella del Nucleo Radiomobile di Paternò è intervenuta, su attivazione della Centrale Operativa, in un’abitazione nei pressi di via Giacomo Matteotti, da dove era partita la richiesta telefonica di aiuto da parte della donna 53enne.

La vittima sarebbe stata prima minacciata e poi aggredita fisicamente dal compagno dopo una discussione iniziata per futili motivi. Visibilmente scossa e agitata, la donna è stata trasportata da personale sanitario del 118, allertato dai carabinieri, al pronto soccorso. Per lei la prognosi indicata dai medici è di 10 giorni.

Il compagno, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe, secondo quanto denunciato in caserma dalla vittima, costantemente esercitato pressioni psicologiche. Ripetute le aggressioni fisiche, aggravate dall’assunzione di alcool e stupefacenti. Da qui, i timori della donna, adesso collocata presso una casa protetta.

I carabinieri hanno attivato la procedura del “Codice Rosso” e arrestato l’uomo per “maltrattamenti in famiglia”. Adesso si trova rinchiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza.

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