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Cronaca

Il Covid e quei “morti da spalmare”: reportage di Tv7 sul caso di Biancavilla

In seconda serata su Rai 1 un servizio sulla sanità siciliana e, all’interno, pure un focus sulla nostra città

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Ancora luci puntate su Biancavilla e sulle intercettazioni ai vertici della sanità siciliana sui dati Covid falsati e sui “morti da spalmare”. Un servizio di Tv7, lo storico settimanale del Tg1, ha evidenziato la situazione dell’emergenza in Sicilia. Al suo interno anche una parte dedicata a Biancavilla con interviste ad alcuni familiari di vittime Covid e al sindaco Antonio Bonanno.

Per visionare il servizio, entra su RaiPlay e guarda il primo reportage (dal minuto 8’30’’ si parla, in particolare, di Biancavilla).

►GUARDA IL VIDEO

Prima di Tv7, ad occuparsi del caso Biancavilla era stato direttamente il Tg1 in un servizio dell’edizione delle 20. Tra le testate nazionali, ampio servizio con testimonianze di altri familiari indignati di vittime biancavillesi sul Fatto Quotidiano.it.

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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