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Antonio Amato di Biancavilla brilla al campionato di taekwondo in Corea

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L’onore del podio internazionale per il maestro di taekwondo Antonio Amato di Biancavilla. L’atleta dell’associazione “Asd Etna Taekwondo” ha partecipato al campionato internazionale “Jeonju Open”, svoltosi in Corea del Sud, conquistando il secondo posto. Una gara importante che ha visto tante nazioni partecipanti.

Amato si trova in ritiro in Corea per un mese ospite della palestra del giovane Maestro Eun Chong Jeon.

«Il maestro –dice Amato a Biancavilla Oggi– ha saputo motivarmi e tirare il meglio di me e mi ha dato delle nozioni tecniche per poter affrontare al meglio la gara, riuscendo a vincere questa meritata medaglia d’argento. È stato sempre uno dei miei sogni sin da piccolo poter vincere e gareggiare nella madre patria del taekwondo, sono felicissimo di questa esperienza e dell’amicizia instauratasi con il maestro coreano».

Non è la prima volta che Antonio Amato si distingua in questa disciplina in Italia e all’estero. E già pensa al prossimo appuntamento sportivo con un’altra gara internazionale, che si svolgerà a Seoul l’11 agosto.

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La “rinascita” di Giovanna: «La mia odissea col Covid, salva per miracolo»

A due anni dalla guarigione, la testimonianza umana e la gratitudine di una donna tenace

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Ci sono eventi che sembrano trapassati, ma che invece hanno lasciato segni profondi. Di Covid si soffre meno e si parla poco. Eppure, per tante famiglie resta una ferita aperta. Ha provocato morte e sofferenza. E chi ce l’ha fatta, non può fare a meno di gioire alla vita.

La testimonianza di Giovanna Schillaci, una donna di Biancavilla, che ha rischiato tanto a causa del coronavirus, è intrisa di umanità autentica e gratitudine.

«Oggi una data importante per me che non dimenticherò mai. Il 28 gennaio 2021 –racconta Giovanna– inizia la mia lunga odissea. Arriva l’ambulanza a prelevarmi in gravissime condizioni: polmonite bilaterale interstiziale da Covid. La mia vita è in pericolo. Solo un miracolo potrà salvarmi».

«Ed eccomi oggi, dopo due anni con dei segni indelebili e molteplici sofferenze. Ma molto gioiosa e grata, prima a Dio e poi ai medici professionisti che abbiamo nel nostro ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Loro mi hanno curata con dedizione e amore ed oggi sono qui a raccontare la mia terribile disavventura».

Un’esperienza difficile, superata grazie alla struttura sanitaria di Biancavilla, che nell’emergenza fu convertita completamente al trattamento dei malati Covid.

Giovanna non dimentica quei camici bianchi che le sono stati a fianco. E li nomina uno per uno.

«Sono rimasti nel mio cuore e li custodirò per tutta la vita: la Dottoressa Maria Altomare, la dottoressa Martina Paternò, il dottore Salvo Spadaro, la psicologa Dottoressa Graziella Zitelli e la dottoressa Cristina Amato. Hanno messo anima e corpo per salvarmi e farmi ritornare a casa dalla mia meravigliosa famiglia, che non vedeva l’ora di riabbracciarmi e coccolarmi. Ringrazio tutti gli altri medici e infermieri che mi sono stati vicini, facendomi pesare meno la solitudine e il mio calvario. Grazie di cuore a tutti i miei angeli custodi».

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