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Piazza Don Bosco, giochi pericolosi sui tetti delle casette del Gal Etna

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In più occasioni, gruppi di nomadi si sono accampati in piazza Don Bosco tra le strutture in legno del Gal Etna. Adesso, altri scatti mostrano come sui tetti di quelle “casette” giochini (in maniera pericolosa) alcuni bambini.

Il senso di abbandono che l’area suggerisce è lampante. Diverse volte abbiamo documentato azioni di vandalismo e distruzione. Su Facebook c’è chi commenta: «Per tutti i facinorosi che pensavano che quell’area fosse in stato di abbandono, a Biancavilla possiamo vantare uno dei pochi parchi avventura del comprensorio, #‎biancaland».

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Eppure, quell’area e quelle “casette” sono state realizzate con fondi europei per farne un mercato con prodotti tipici e manufatti dell’artigianato rurale. Un’opera che ancora deve essere inaugurata. Nell’attesa, vandali, nomadi ed ora pure bambini in carca di un pomeriggio “diverso” si sentono padroni di fare ciò che vogliono.

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Lo spettacolo di fuoco dell’Etna visto da Biancavilla squarcia il buio della notte

L’eruzione in corso appare ben visibile dalle terrazze e dai balconi delle abitazioni: uno show unico

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Uno spettacolo. L’Etna è uno show visto da Biancavilla. Bagliori rossi che risaltano sullo sfondo del nero della notte come pennellate di un dipinto. Lingue di fuoco che, per un gioco di prospettive, sembrano sovrastare le case e “baciare” la chiesa del Rosario (guarda anche la foto sotto).

L’attività eruttiva in corso dal cratere di sud-est è ben visibile pure da Biancavilla con la colata che è diretta verso la Valle del Bove. Altra colata con attività esplosiva anche dalla cosiddetta “Voragine” e dalla Bocca nuova.

Il rosso fuoco sui crateri sommitali del Vulcano “squarcia” la notte e incanta quanti possono ammirare uno spettacolo unico dalle terrazze o dai balconi di casa.

Fenomeni che stanno avvenendo nello stesso momento in cui pure lo Stromboli erutta.

«E no, non sono fenomeni collegati. Sono due vulcani –specifica il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Boris Behncke – che sono praticamente sempre in attività, e nel loro repertorio ci sono anche frequenti trabocchi di lava (l’ultimo trabocco lavico dello Stromboli risale alla primavera del 2020)».

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