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Servizio idrico, costituito il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica

Ne è portavoce Salvo Grasso, che annuncia una serie di iniziative per chiedere trasparenza ed equità

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La nuova gestione del servizio idrico, passato dal Comune di Biancavilla alla società “Servizi Idrici Etnei”, ha chiuso un’era e ne ha aperto un’altra. Un passaggio, formalmente avvenuto nel giugno del 2025 ma che gli utenti hanno realizzato con la prima fattura emessa lo scorso febbraio. Addio alle vecchie e anacronistiche tariffe comunali. Ecco spuntare tariffe più alte, tra immancabili malumori.

Adesso, un gruppo di cittadini ha costituito ufficialmente il Comitato per la Tutela dell’Acqua Pubblica di Biancavilla, con l’obiettivo di difendere un diritto fondamentale: l’accesso all’acqua come bene pubblico.

In un momento in cui molti cittadini segnalano criticità nel servizio idrico e costi sempre più elevati, il Comitato nasce per chiedere trasparenza, equità e rispetto per la comunità. Ne è portavoce Salvo Grasso.

«Non è accettabile – dichiarano i promotori – che l’acqua manchi dai rubinetti e sia invece sempre presente nelle bollette. Vogliamo chiarezza sulla gestione e sulle tariffe».

Il Comitato annuncia fin da subito iniziative pubbliche, raccolte firme e attività di informazione rivolte alla cittadinanza, invitando tutti a partecipare. «L’acqua – viene sottolineato – è di tutti. Difenderla è un dovere».

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All’Istituto comprensivo “Bruno” inaugurata la prima mensa scolastica

La struttura, destinata ai bambini delle sezioni dell’infanzia, operativa dal prossimo anno scolastico

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Per la prima volta, una scuola di Biancavilla ha una mensa. I primi ad usufruirne sono i bambini delle azione dell’infanzia dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”. La mensa sarà in funzione dal prossimo anno scolastico, ma è già stata allestita. L’inaugurazione è avvenuta con il sindaco Antonio Bonanno.

«Ogni investimento fatto sui bambini è un investimento sul futuro della nostra comunità – dice Antonio Bonanno –. Con determinazione abbiamo scelto di rimettere la scuola al centro: nuovi asili nido, edifici più sicuri, servizi migliori. Oggi aggiungiamo un tassello fondamentale. Quando mi sono insediato non avrei mai pensato di poter arrivare a 4 mense scolastiche comunali: partire da zero e raggiungere questo obiettivo sa di prodigioso».

La nuova mensa non sarà soltanto un servizio di refezione, ma un vero e proprio luogo di educazione alimentare. A tavola, i bambini impareranno a mangiare correttamente, a scoprire i sapori autentici del territorio e a condividere. In occasione dell’inaugurazione, i piccoli hanno già avuto il piacere di gustare succhi di ficodindia e succhi d’arancia di due aziende locali.

La mensa, una volta che entrerà in funzione con le nuove iscrizioni, consentirà l’attivazione del tempo pieno. Un’innovazione che porterà anche nuovi posti di lavoro, grazie a un organico maggiore nelle scuole.

«Oggi è una giornata di festa – prosegue il primo cittadino – perché con l’apertura di questa mensa centriamo un grande obiettivo: permettere il tempo prolungato ai nostri bambini e consentire loro di vivere in una bella struttura. Biancavilla sta cambiando, sta nascendo una città a misura di bambino e misura di famiglia».

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L’associazione “Ad Maiora” chiede correttivi sui tributi da “rottamare”

Appello al Consiglio Comunale sulla misura per agevolare i cittadini in debito con Imu, Tasi e Tari

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© Foto Biancavilla Oggi

L’associazione “Ad Maiora” di Biancavilla rivolge un appello al presidente del Consiglio Comunale, a tutti i consiglieri e all’Amministrazione Comunale per correggere alcune criticità sulla cosiddetta “rottamazione quinquies”.

Si tratta dell’opportunità, cui ha aderito il Comune, attraverso la quale i cittadini che non hanno pagato Imu, Tasi e Tari degli anni passati, possono regolare i propri debiti in modo agevolato, pagando il solo capitale e le spese, senza sanzioni né interessi di mora. Le domande sono da presentare entro il 9 maggio. La somma debitoria si può pagare entro il 30 giugno in un’unica soluzione oppure fino ad un massimo di 48 rate.

L’associazione “Ad Maiora”, però, rileva alcuni aspetti da ritoccare ed avanza delle proposte. «Abbiamo raccolto diverse segnalazioni – dice il presidente Simone Tomaselli – da parte di cittadini e operatori economici che evidenziano una criticità rilevante: la previsione di una prima rata pari al 20% dell’importo complessivo dovuto.
Per molti, questa soglia rappresenta un ostacolo concreto all’accesso alla misura, rischiando di limitarne fortemente l’efficacia e di escludere proprio quei soggetti che la definizione agevolata dovrebbe aiutare».

Per questo motivo rivolgiamo, vengono avanzate delle precise proposte: innanzitutto ridurre la percentuale della prima rata. Poi, valutare di aumentare ulteriormente la possibilità di dilazione, rendendo i pagamenti più sostenibili.

«Siamo convinti – conclude Tomaselli – che piccoli correttivi possano rendere questa misura davvero accessibile a tutti, ampliando la platea dei beneficiari e garantendo al tempo stesso un maggiore recupero delle risorse per il Comune. L’obiettivo è semplice: trasformare una buona misura in una misura davvero efficace».

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