Politica
Glorioso: «Polemica stucchevole quella dell’Atletico Biancavilla»
«Sono polemiche stucchevoli quelle alimentate da una sola associazione sportiva, l’Atletico Biancavilla, sull’esternalizzazione della gestione dello Stadio comunale, decisa dal Consiglio comunale».
Interviene così il sindaco Giuseppe Glorioso, dopo la plateale protesta dell’Atletico Biancavilla che, portando i propri ragazzi in piazza Roma, ha voluto protestare contro la decisione del Comune di dare in gestione privata il campo sportivo “Orazio Raiti”. Protesta motivata, secondo i dirigenti della società calcistica, dalla conseguenza che tutto questo avrà sui costi per gli allenamenti e le partite da giocare.

Il sindaco Giuseppe Glorioso
«Le tariffe -spiega Glorioso- sono state stabilite dopo una fase di incontro e concertazione con tutte le realtà sportive, fra cui proprio l’Atletico Biancavilla. Tutti si sono detti d’accordo riconoscendo l’esiguità della compartecipazione legata a tutelare la nuova struttura, garantire un’adeguata custodia e gli standard di igiene negli spogliatoi. Ricordo che la tariffa è di 8 euro la sera per un’ora e per l’intera squadra e non per i singoli giocatori. L’Amministrazione -specifica il sindaco- ha scelto di abbattere del 50% la tariffa, fissandola a 4 euro sempre per l’intera squadra, al mattino e al pomeriggio, quando presumiamo che si svolgano gli allenamenti delle realtà sportive».
Nell’iniziativa di protesta, i ragazzi hanno indossato una maglietta con la scritta “Il sindaco dice no allo sport”.
«L’Amministrazione -risponde ancora Glorioso- crede nello sport e ha assicurato a tutte le squadre un contributo economico come riconoscimento dell’azione sociale svolta nel territorio. La polemica dell’Atletico Biancavilla, quindi, non sembra avere nulla di sportivo, ma appare fortemente strumentale».
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Privatizzato il campo sportivo, l’Atletico protesta in piazza Roma
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Piazza Roma diventa un campo sportivo: «Il sindaco dice no allo sporti»
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I ragazzi dell’Atletico Biancavilla: «Vergogna, vergogna»
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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