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Cultura

Il compositore Jacob de Haan ospite a Biancavilla: concerto con 100 strumentisti

Evento “targato” Federazione Bande Siciliane, in collaborazione con l’associazione musicale “Arturo Toscanini”

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Jacob de Haan sarà ospite per due giorni –il 25 ed il 26 gennaio– a Biancavilla. Il compositore olandese, a pieno titolo un esponente della letteratura bandistica degli ultimi decenni, incontrerà i maestri direttori provenienti da tutta la Sicilia.

Un’occasione che offrirà loro l’opportunità di conoscere da vicino il processo creativo che porta alla nascita della musica di Haan: composizioni dallo stile accattivante, largamente conosciute e suonate dalle bande e dalle orchestre di fiati di tutto il mondo.

L’evento è organizzato dalla Federazione Bande Siciliane, in collaborazione con l’associazione musicale “Arturo Toscanini” di Biancavilla ed il Comune di Biancavilla.

L’iniziativa culminerà la sera del 26 gennaio, quando al teatro “La Fenice” di Biancavilla, il compositore terrà un concerto aperto al pubblico, in cui saranno eseguite alcune fra le sue opere più note (The saint and the city, Ross roy, Diogenes, Yellow mountains, Lorraine).

Haan dirigerà un organico composto da due formazioni riunite per l’occasione, ovvero l’O.d.F. Etnea e l’O.F. del Calatino: un’orchestra di fiati di quasi 100 giovani strumentisti provenienti dalle bande “Febasi” della provincia di Catania.

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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