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Padre Antonino Tomasello festeggia il 40° anniversario di sacerdozio

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Quarant’anni di sacerdozio per padre Antonino Tomasello. Già prevosto di Biancavilla dal 2000 al 2007 presso la basilica “Maria Santissima dell’Elemosina”, padre Tomasello da dieci anni è parroco della chiesa “Santissimo Salvatore” di Paternò.

Qui è stato festeggiato dalla comunità parrocchiale con una cerimonia presieduta da mons. Salvatore Genchi, vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania. Presente il sindaco Nino Naso. Tra gli altri sacerdoti che hanno partecipato alla messa, pure l’attuale prevosto di Biancavilla, padre Pino Salerno, che ha portato in omaggio un’icona della Madonna dell’Elemosina.

Ordinato sacerdote nel 1977 nella chiesa “Sacro Cuore” di Biancavilla dal vescovo Domenico Picchinenna, padre Tomasello è stato in seguito anche parroco nella chiesa “Cristo Re”.

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Al grido di «Viva San Placido» aperto il sacello del patrono di Biancavilla

Il “rito delle tre chiavi” svela il simulacro del martire benedettino: simbolo dell’identità civica

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È un rituale antico che marca la comunanza tra l’autorità ecclesiale e quella civile di Biancavilla. Un rituale che “certifica” come le festività in onore del santo patrono rappresentino una manifestazione plurisecolare dell’identità civico-culturale.

È la “sbarrata” del sacello di San Placido, all’interno della cappella settecentesca a lui dedicata, affrescata da Giuseppe Tamo, che è il cuore pulsante della basilica di Biancavilla. Non un giorno qualsiasi o casuale, ma il 23 settembre, giorno storico per la nostra città, nel quale si ricorda il decreto del vescovo Andrea Riggio (correva l’anno 1709), che dichiarava San Placido patrono e protettore di Biancavilla.

La “cameretta” in cui è custodito il simulacro è stato aperto attraverso tre chiavi (ognuna legata a nastri di diverso colore). Il loro utilizzo in sequenza ha azionato, seppur simbolicamente, il meccanismo della cosiddetta “sbarrata”. Una chiave è quella del sindaco, un’altra è del presidente del circolo dei devoti e la terza è del prevosto parroco. Un rituale ripristinato nel 2018 per interessamento di Placido Lavenia, attuale presidente del circolo che raggruppa i devoti. All’apertura del sacello sono seguiti un applauso e un “Viva San Placido”, rinnovando una tradizione che ha attraversato i secoli.

La stessa descritta nella novella “San Placido” scritta da un giovane Federico De Roberto, che scelse l’ambientazione della Biancavilla dell’Ottocento, all’epoca del colera. E che è stata riproposta da Nero su Bianco Edizioni con l’aggiunta di preziosissimi contributi storico-letterari di Antonino Di Grado, Rosaria Sardo e Placido A. Sangiorgio.

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