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Padre Antonino Tomasello festeggia il 40° anniversario di sacerdozio

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Quarant’anni di sacerdozio per padre Antonino Tomasello. Già prevosto di Biancavilla dal 2000 al 2007 presso la basilica “Maria Santissima dell’Elemosina”, padre Tomasello da dieci anni è parroco della chiesa “Santissimo Salvatore” di Paternò.

Qui è stato festeggiato dalla comunità parrocchiale con una cerimonia presieduta da mons. Salvatore Genchi, vicario generale dell’Arcidiocesi di Catania. Presente il sindaco Nino Naso. Tra gli altri sacerdoti che hanno partecipato alla messa, pure l’attuale prevosto di Biancavilla, padre Pino Salerno, che ha portato in omaggio un’icona della Madonna dell’Elemosina.

Ordinato sacerdote nel 1977 nella chiesa “Sacro Cuore” di Biancavilla dal vescovo Domenico Picchinenna, padre Tomasello è stato in seguito anche parroco nella chiesa “Cristo Re”.

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Chiesa

Gli “appunti liturgici” dell’arcivescovo Renna durante la messa a Biancavilla

Seconda visita in paese del capo della Chiesa etnea, che non ha mancato di notare aspetti da correggere

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Una certa improvvisazione e una serie di “criticità” durante la messa. Al punto da suscitare alcune puntualizzazioni dell’arcivescovo di Catania, che certamente non sono passate inosservate. Mons. Luigi Renna stava presiedendo la celebrazione eucaristica nella chiesa del monastero “Santa Chiara” di Biancavilla, a conclusione degli esercizi spirituali voluti dalle clarisse per i giovani, in vista della Pasqua.

Arrivati al momento dell’eucaristia, il vescovo ha interrotto il coro, che stava eseguendo canti mariani. Renna ha subito specificato che non si fanno canti alla Madonna durante la comunione ma solo a fine Messa o nelle solennità della Madonna. Una questione di liturgia. Regole elementari.

A celebrare con lui anche il vicario foraneo, padre Giovambattista Zappalà, ed il parroco della Chiesa madre, padre Pino Salerno.

Quello dei canti “inappropriati” non è stato l’unico motivo di intervento “fuori programma”. Qualche errore è stato commesso nella parte della liturgia della parola. E non è mancato qualche momento di incertezza e improvvisazione. Renna ha osservato, poi, come vi fossero persone adulte in prima fila, quando la messa era stata “riservata” particolarmente ai giovani.

Appunti critici rivolti ai fedeli. Il capo della Chiesa etnea ha voluto marcare il senso costruttivo delle sue parole: «Vi dico questo perché vi voglio bene». E ha annunciato che l’anno prossimo sarà lui stesso a curare l’organizzazione degli esercizi spirituali.

Inevitabili le discussioni tra i fedeli a conclusione della funzione religiosa. Certo è che alla sua seconda visita a Biancavilla (la precedente, sempre al monastero “Santa Chiara”, risale a poco più di un mese fa), il vescovo sembra marcare e far notare aspetti da correggere, adeguare, migliorare. Come è nelle sue prerogative.

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