Istituzioni
Servizio idrico, il tesoretto “cauzionale” del Comune da rimborsare ai cittadini
“Biancavilla Oggi” pone la questione, l’assessore Giardina: «Restituiremo le somme a chi ne ha diritto»
C’è un “tesoretto” nelle casse comunali di Biancavilla che è fermo da anni e che ora attende di essere svincolato. È l’ammontare di tutti i depositi cauzionali che gli utenti del servizio idrico – quello gestito in proprio, fino a un anno fa, dall’ente – hanno versato in occasione della stipula di nuovi contratti o di volture ereditarie. Visto che la gestione del servizio è passata alla Sie spa, si apre la questione del rimborso ai cittadini, essendo chiuso il rapporto con il Comune. Una questione di cui nessuno parla, nonostante sia trascorso un anno dal cambio di gestore, ma che Biancavilla Oggi ha posto all’amministrazione Bonanno.
L’ammontare complessivo del “tesoretto” è praticamente impossibile da quantificare con esattezza. «Comunque – rassicura l’assessore al Bilancio, Vincenzo Giardina – abbiamo degli accantonamenti che superano i 100mila euro». Gli uffici comunali sono già al lavoro per fare una prima ricognizione. Bisognerà valutare la posizione di ogni utente. Il settore idrico è tra i più disordinati, in cui regna l’anarchia, con una miriade di allacci abusivi e un esercito di furbetti, morosi e insolventi, che nessun sindaco è mai riuscito a scalfire (per precisa scelta o incapacità) negli ultimi trent’anni. Le situazioni da considerare sono, quindi, le più disparate.
«Circa il 60% degli utenti non ha pagato negli anni le bollette comunali, nonostante i bassi importi. Non parliamo di indigenti, ma di persone che per partito preso non vogliono pagare. Per questi utenti morosi, quindi, il deposito cauzionale – specifica Giardina – va semmai soltanto scalato dalla loro posizione, che resta debitoria. Ci sono poi utenze di persone decedute sulle quali non è stata effettuata la relativa voltura. Ci sono altre utenze su cui i depositi cauzionali sono stati conguagliati. I cittadini a cui spetta il rimborso sono, quindi, meno di quanto si possa pensare».
«Rimborso assicurato per chi ne ha diritto»
Va ricordato che per le vecchie utenze non c’era l’obbligo del versamento cauzionale perché si procedeva con l’addebito di anticipi sui consumi. La cauzione è stata, invece, un obbligo contrattuale relativamente recente. Quanti l’hanno versata e sono in regola con il pagamento delle fatture, possono fare domanda all’Ufficio Tecnico Comunale per ottenere il rimborso.
Il Comune, anche attraverso il funzionario contabile Dino Scandura, nell’interlocuzione avuta con Biancavilla Oggi su questa questione, rassicura: «Pur non essendo in grado, al momento, di quantificare il numero di utenti a cui spetta il rimborso perché va valutato caso per caso, possiamo dire che l’ente è in grado di garantire la restituzione delle somme a tutti coloro che, a suo tempo, hanno versato i depositi cauzionali e che hanno una posizione regolare e non debitoria con l’ente».
Il rimborso agli aventi diritto poteva anche essere riportato, a conguaglio, nell’ultima fattura di competenza comunale. Così, però, non è avvenuto. E ora tocca ai cittadini avanzare istanza di rimborso. Perché il Comune non ha agito con quella modalità “automatica”, scaricando ai titolari di utenza l’onere della richiesta? «In un primo momento – spiega ancora l’assessore Giardina – si pensava che i depositi cauzionali dovessero essere trasferiti alla Sie spa. Nelle fatture relative al primo trimestre 2026, però, la società ha inserito anche il deposito cauzionale (da spalmare in tre rate, ndr) a carico degli utenti. A questo punto è chiaro che i nostri accantonamenti non andranno alla Sie, ma li rimborseremo ai cittadini che ne hanno diritto».
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Punto nascite, scambio di “frecciate” tra i sindaci di Bronte e Biancavilla
Polemica di Giuseppe Gullotta, gli replica Antonio Bonanno: «Non prenda a bersaglio il nostro ospedale»
Il “punto nascite” dell’ospedale di Bronte chiude definitivamente, su decisione dell’Asp di Catania. Una scelta che, secondo le previsione, dovrebbe riversare l’utenza verso l’ospedale di Biancavilla. Di tutt’altro avviso è il sindaco di Bronte, Giuseppe Gullotta, che prende una dura posizione, al punto da innescare la reazione del primo cittadino di Biancavilla, Antonio Bonanno.
Ma andiamo con ordine. La chiusura del reparto di Bronte è contenuta in un provvedimento a firma del direttore generale dell’Asp, Giuseppe Laganga Senzio. Immediato il commento del sindaco Gullotta: «Si è sostenuto che la chiusura di Bronte avrebbe consentito di accentrare e potenziare il Punto nascita di Biancavilla. Vedrete che non sarà così. Da quando il Punto nascita di Bronte è stato sospeso quello di Biancavilla non ha registrato un considerevole incremento di nascite di bambini del nostro comprensorio. E la spiegazione è semplice: chiunque costretto a spostarsi da Bronte, invece che fermarsi a Biancavilla, grazie ad una viabilità agevole, preferisce arrivare al più quotato Ospedale di Nesima distante da Biancavilla pochi minuti di auto».
Parole che al sindaco di Biancavilla sono sembrate dettate da “campanilismo”. E ha sentito il dovere di rispondere «con lo spirito di chi crede nel confronto leale, ma anche – si legge in una sua nota – con la fermezza di chi ha a cuore il bene della propria comunità».
La dura reazione di Bonanno
Antonio Bonanno bolla come “inopportuno” il commento di Gullotta, il quale «per sostenere le ragioni del proprio territorio, finisce con il mettere in discussione il lavoro e la struttura di un ospedale di un altro Comune».
«Quando, in passato, ho dovuto difendere il nostro presidio sanitario, l’ho fatto con passione e impegno, senza mai sminuire – sottolinea Bonanno – le legittime istanze che venivano da Bronte o da Paternò. Perché la salute non è un campo di battaglia tra campanili, ma un diritto universale da tutelare insieme. Il sindaco Gullotta si dice sicuro che con la chiusura del “Punto nascite” di Bronte, le pazienti si recheranno all’ospedale di Nesima».
«Detto ciò, sento il dovere – prosegue Bonanno – di fare chiarezza sul nostro “Punto nascite” di Biancavilla, che rappresenta un presidio fondamentale per l’Asp etnea. Da gennaio di quest’anno, abbiamo finalmente un direttore di struttura complessa, i 10 dirigenti medici previsti in pianta organica sono tutti in servizio e il numero delle ostetriche è al completo. A questi si aggiungono i punti di forza che rendono il nostro ospedale sicuro e affidabile: la Pediatria, la Neonatologia e la Rianimazione, che garantiscono assistenza tempestiva e qualità in ogni fase del parto. Sono condizioni oggettive che assicurano a ogni donna che sceglie Biancavilla un percorso sereno e protetto. Noi facciamo la nostra parte, offrendo servizi efficienti e personale dedicato».
Da qui, il suggerimento di Bonanno a Gullotta: «Porti avanti la sua battaglia con determinazione ma senza coinvolgere il nostro “Punto nascite” come termine di paragone o, peggio, come bersaglio. Ogni territorio ha le sue sfide e le sue eccellenze. Noi siamo qui per collaborare, non per competere. E lo faremo sempre con il sorriso, ma con la schiena dritta, perché la salute dei nostri cittadini non ammette strumentalizzazioni».
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Via della Montagna, scatta il limite di 30 km/h: installati nove dossi artificiali
Decisione dell’amministrazione comunale per rendere più sicura l’arteria, spesso teatro di incidenti
Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di via della Montagna, a Biancavilla. L’intervento, disposto dall’amministrazione comunale, prevede una serie di misure per ridurre la velocità dei veicoli e migliore le condizioni di sicurezza lungo l’intero asse viario.
Decisa l’installazione di nove dossi artificiali, collocati in corrispondenza dei punti ritenuti maggiormente critici, e l’istituzione della Zona 30, con la conseguente riduzione a 30 k,/h del limite massimo di velocità.
È inoltre previsto il completo rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale. Particolare attenzione sarà riservata agli attraversamenti pedonali, che verranno realizzati in versione rialzata, con l’obiettivo di aumentarne la visibilità e la protezione per i pedoni.
Alla base della decisione c’è un’istruttoria tecnica che ha evidenziato una situazione ritenuta critica sotto il profilo della sicurezza stradale. Vengono così richiamati la presenza costante di pedoni, il notevole flusso di traffico, soprattutto nelle ore serali, e il verificarsi di diversi incidenti (il più grave, nell’agosto 2023, nel quale perse la vita il giovane Vincenzo Tomasello) o comunque di condizioni che determinano un elevato rischio.
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