Cronaca
Lei li rimprovera, loro reagiscono: anziana donna aggredita dai vicini

di Vittorio Fiorenza
Avrebbe osato rivolgere un rimprovero ad alcuni giovani vicini di casa e per tutta risposta sarebbe stata aggredita, fino ad essere costretta a ricorrere alle cure mediche. La vittima è un’anziana ultraottantenne e l’episodio si è verificato in via Tutte Grazie, a Biancavilla, dove sono intervenuti anche i carabinieri.
I fatti –come riferiscono a Biancavilla Oggi alcuni vicini– si sono svolti in due distinti momenti, tra il pomeriggio e la sera di venerdì. La donna è uscita di casa, rivolgendo un richiamo ai propri vicini, invitandoli ad evitare schiamazzi e a tenere un comportamento più civile. Ne è nata un’animata discussione, ma poi tutto è sembrato ricomporsi.
A distanza di alcune ore, però, la scena si è ripetuta. Ma stavolta dalle parole si è passati alle mani e agli spintoni. L’anziana sarebbe stata anche presa a colpi con un oggetto contundente, non meglio specificato.
Una lite a tutti gli effetti che non ha nemmeno risparmiato una persona di età avanzata: un dettaglio che nel quartiere, al di là delle ragioni tra le parti, ha destato non poca indignazione e sconcerto.
La donna è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla per una ferita riportata ad un braccio e medicata con cinque punti di sutura. Un’altra ambulanza è intervenuta per soccorrere il figlio della donna, che avrebbe avuto un malore dopo che ha visto gli aggressori inseguire la madre fino all’ingresso della propria abitazione. Verso la mezzanotte, la donna ha lasciato la struttura sanitaria per fare ritorno a casa. La dinamica dei fatti e l’identità delle persone coinvolte sono ora al vaglio dei militari.
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Cronaca
Sotto indagine 4 rumeni: sfruttavano marocchini per un lavoro da fame
In campagna 70 ore a settimana, 1 euro ogni cassetta d’arance, alloggio senza luce né acqua
Sono quattro uomini di origine rumena, ma residenti a Biancavilla, gli indagati della Procura di Enna per avere reclutato, organizzato ed impiegato presso terzi in condizioni di sfruttamento, lavoratori stranieri irregolari, approfittando del loro stato di bisogno. Una nuova storia di caporalato. I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, supportati dalla Compagnia di Paternò, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale nei confronti di quattro rumeni, emessa dal Gip di Enna.
Secondo l’inchiesta, i lavoratori irregolari (tra gennaio e maggio 2024) sarebbero stati impiegati nella raccolta delle arance, in terreni agricoli di Enna e Regalbuto, pagati a cottimo con 1 euro a cassetta. Una retribuzione palesemente difforme e sproporzionata rispetto ai minimi contrattuali. Un impegno di circa 70 ore settimanali, senza giornate di riposo, in condizioni alloggiative degradanti, in violazione della normativa antinfortunistica. Tutti costretti a lavorare e ad accettare le condizioni imposte dietro violenza e minacce.
L’indagine è scaturita dalla denuncia di quattro cittadini marocchini dipendenti da uno pseudo imprenditore rumeno, sostenuti dall’associazione Penelope, sulle cui dichiarazioni hanno avuto origine gli accertamenti a riscontro da parte dei militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania.
In particolare, uno dei soggetti indagati, ora ai domiciliari con braccialetto elettronico, ricopriva il ruolo di datore di lavoro “di fatto”. Gli altri tre (destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) eseguivano gli ordini e svolgevano funzioni di controllo sul campo, vigilando sull’attività dei lavoratori, imponendo ritmi e carichi sproporzionati con “modalità intimidatorie”. Erano loro a gestire anche l’alloggio fatiscente (privo di luce e acqua) imposto ai lavoratori, trattenendone le somme relative all’affitto dal salario e minacciando gli stessi di allontanarli se non avessero accettato tali condizioni, contribuendo così a mantenere le condizioni di sfruttamento e dipendenza economica e abitativa.
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Cronaca
Dimentica l’auto accesa, anziana morta in casa a causa dei gas di scarico
Tragedia in un’abitazione di via Inessa, a dare l’allarme sono state alcune vicine: inutile l’intervento del 118
Era entrata in garage con la propria auto, ma aveva dimenticato il motore acceso. Una distrazione che è risultata fatale per una donna di 87 anni di Biancavilla, trovata morta in casa, in via Inessa, dove viveva da sola. La morte sarebbe stata a causata dall’inalazione dei gas di scarico dell’auto che si sarebbero propagati fino ai piani superiori dell’abitazione, dove si trovava la donna.
A dare l’allarme sono state alcune vicine. Sul posto, sono intervenuti un’ambulanza del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano. Una volta avuto accesso nell’edificio, gli operatori sanitari hanno soltanto constatato il decesso dell’anziana.
Inevitabile l’intervento dei carabinieri, che hanno avviato i necessari accertamenti. La ricostruzione dei fatti, al momento, suggerisce l’ipotesi della disgrazia: il motore dell’auto dimenticato acceso, le esalazioni dei fumi dalla marmitta, la diffusione dei gas in tutta la casa e l’intossicazione mortale per la donna. La salma è a disposizione ora dell’autorità giudiziaria, in attesa di eventuali ed ulteriori accertamenti medico-legali.
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angelo
30 Luglio 2018 at 11:19
Ma che razza di paese è diventato Biancavilla?si maltrattano gli anziani, si uccidono animali, si sporca, l’inciviltà regna sovrana.ma dove sono i controlli? la legge? la pubblica amministrazione? E’ facile vantarsi delle cose positive…ma chi pensa a sopprimere quelle negative?Mi vergogno profondamente di essere biancavillese