Cronaca
Morti ammazzati senza colpevoli: una sequenza di sangue impunita
Sei delitti in 4 anni. Impuniti. Strano, Mazzaglia, Ciadamidaro, Maglia, Bivona e Gioco…
Sei delitti di stampo mafioso consumati in poco più di quattro anni, tra l’ottobre 2009 e il gennaio 2014: cinque sulle strade di Biancavilla ed uno ad Adrano, ma riconducibile al clan biancavillese. E poi almeno due omicidi sventati, un tentato omicidio (mai denunciato), il recente agguato fallito a Giuseppe Mancari e il ruolo “biancavillese” di primo piano nel gruppo arrestato con il blitz “Adernò”. Una vivacità mafiosa non così comune, quanto meno in senso statistico, in altre località siciliane ed italiane, al di là della superficiale e retorica indignazione, mossa dal solito perbenismo paesano, che si può avere nel leggere su Wikipedia di Biancavilla come uno dei comuni più pericolosi d’Italia.
Sei morti ammazzati, che però rimangono senza i relativi colpevoli. La scia di sangue comincia nel 2009 con l’eliminazione di Antonio Strano, un incensurato 41enne, la cui esecuzione però non lascia dubbi sulle modalità mafiose. Poi, nel 2010, è la volta di Giuseppe Mazzaglia “Fifiddu”, considerato il boss del clan biancavillese. Nel 2012, cade un suo fedelissimo: Roberto Ciadamidaro. L’anno seguente, il teatro del delitto si sposta ad Adrano: ammazzato Alfredo Maglia, altro biancavillese di spicco. Pochi mesi dopo, le “48 ore di sangue”. Un ping pong del terrore che in due giorni segna l’uccisione di Agatino Bivona (altro fedelissimo di “Fifiddu”) e di Nicola Gioco (nipote di Maglia).
Tutti delitti ancora senza i nomi di chi ha sparato, in pieno giorno o di sera, comunque in luoghi frequentatissimi, come nei più classici degli scenari da Far West e come a Biancavilla non accadeva dai famigerati anni ’80, epoca del “triangolo della morte”.
I retroscena dell’operazione “Garden”, come svelato da Biancavilla Oggi, hanno tracciato un gravissimo ed inquietante romanzo criminale. Dentro quel torbido ed irrequieto mondo mafioso biancavillese, il prezioso lavoro di inquirenti ed investigatori ha consentito –stando a quanto evidenziato dai magistrati della Dda– di sventare altri due omicidi (uno dei quali sarebbe stato programmato il giorno di San Placido del 2014). Un tentativo di esecuzione, poi, mai denunciato ma emerso dalle intercettazioni ambientali, sarebbe avvenuto in campagna, qualche giorno dopo l’uccisione di Nicola Gioco all’indirizzo del fratello Salvatore.
Tra qualche settimana si apriranno i due filoni processuali (uno con rito ordinario, l’altro con abbreviato) relativi al blitz “Garden”, le cui indagini prendono spunto dal delitto Maglia e si sviluppano dopo gli omicidi Bivona e Gioco, non senza considerare i precedenti agguati. Eppure, tra le carte giudiziarie (molto minuziose per descrivere colloqui, legami, fervori di vendetta e svelare il tessuto sociale su cui poggia la criminalità organizzata biancavillese) non ci sono accenni sugli autori materiali di ogni singolo omicidio. Una lunga scia di morte che ancora oggi resta impunita.
12 ottobre 2009: Antonio Strano
Una pioggia di fuoco per ammazzare un incensurato. Antonio Strano, 41 anni, titolare di una concessionaria di auto, viene affiancato dai sicari, mentre a bordo della sua Lancia Lybra percorre via Cristoforo Colombo. All’altezza dell’ingresso del cimitero, il blocco del veicolo da parte dei due killer. Strano non muore sul colpo. Trascinato fuori dal veicolo dai primi soccorritori, riesce a farfugliare poche parole: «Bastardi, bastardi».
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►La cronaca di Mary Sottile nel tg di Ciak Telesud
19 aprile 2010: Giuseppe Mazzaglia
Eliminato il boss “Fifiddu”. L’uomo considerato al vertice del clan Toscano-Mazzaglia-Tomasello ucciso in via Carlo Pisacane, mentre era a bordo della sua Minicar. Due killer non gli hanno lasciato scampo a colpi di pistola e di fucile. Un’esecuzione plateale ad un pezzo da 90 (con un curriculum criminale per droga, rapine, estorsioni ed associazione mafiosa) che sancisce la frattura all’interno dell’organizzazione mafiosa di Biancavilla e che segna l’avvio di una lunga scia di sangue.
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►Il clan in frantumi: tutto comincia con l’omicidio di Fifiddu
23 dicembre 2012: Roberto Ciadamidaro
Scene da Far West in via Cristoforo Colombo, all’altezza della fermata della Ferrovia Circumetnea. In due sparano all’impazzata contro Roberto Ciadamidaro, 39enne elemento di spicco del clan, ritenuto braccio destro di “Fifiddu”. Aveva appena preso un caffè al bar, quando viene raggiunto da una grandinata di piombo. Poi il tentativo di fuga tra i binari della Circumetnea, dove però viene colpito a morte. Dopo una lunga detenzione, era stato a Cremona. Eliminato alcuni mesi dopo il rientro a Biancavilla.
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►La cronaca di Antonio Spitaleri nel tg di Antenna Sicilia
28 ottobre 2013: Alfredo Maglia
Assassinato all’interno del garage di casa, in via dei Gerani, ad Adrano. Alfredo Maglia, 41 anni, altro biancavillese di spicco del clan, ucciso a colpi di pistola. In due hanno agito, a bordo di uno scooter. Il suo nome e il suo volto sono presenti tra gli arrestati di diverse operazioni antimafia condotte a Biancavilla fin dagli anni ’90 e per le quali ha scontato molti anni di carcere. Tornato in libertà con un curriculum e una nomea di tutto rispetto, il suo dominio dura appena qualche anno.
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►La cronaca di Antonio Spitaleri nel tg di Antenna Sicilia
13 gennaio 2014: Agatino Bivona
Fedelissimo di Giuseppe Mazzaglia “Fifiddu”, di cui viene indicato come “autista”, e già coinvolto nell’operazione “The wall”, il 63enne Agatino Bivona cade sotto il fuoco di 15 colpi di pistola, di cui 11 raggiungono varie parti del suo corpo. Uscito da una palestra di via Fallica, si dirige nella sua auto, parcheggiata a poca distanza. Capisce di essere un bersaglio e tenta di fuggire. I due killer, però, non gli lasciano scampo.
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►Freddato all’uscita della palestra: omicidio mafioso in via Fallica
►Quindici colpi per ucciderlo, indagini orientate verso Adrano
►Bivona ucciso da due killer, funerali celebrati a “San Salvatore”
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►La cronaca di Alessandro Sofia nel tg di Antenna Sicilia
15 gennaio 2014: Nicola Gioco
Sette colpi di pistola, cinque delle quali hanno centrato Nicola Gioco, 21enne, nipote di Alfredo Maglia. Affiancato dal suo sicario, mentre da pizza Sant’Orsola imbocca via Pistoia a bordo della sua Mercedes Clase A. Non ha un curriculum criminale, ma è noto alle forze dell’ordine per la sua “vivacità”. La sua esecuzione fa piombare Biancavilla in una cappa di terrore. «Bastardi briganti, ammazzaru ‘mpicciriddu», urlano i familiari.
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►Agguato in via Pistoia per un 21enne: «Briganti, ammazzaru ‘mpicciriddu»
►Pioggia di pallottole su Nicola Gioco, perquisizioni in diverse abitazioni
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►La cronaca nel servizio del tg di Antenna Sicilia
Le reazioni alle “48 ore di fuoco”
►Pattuglie e posti di blocco dopo gli agguati mafiosi a Biovona e a Gioco
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►Il video: le «48 ore di fuoco» su Video Mediterraneo e BlogSicilia
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►«Biancavilla dice no alla mafia», giovani in corteo nel video di YviiTv
Ulteriori approfondimenti
►Il reportage di Mario Barresi: Vivere accanto alla morte e alla faida
►Tentato omicidio nel viale Europa: sei spari che riportano agli anni ‘80
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Cronaca
Per la seconda volta in due anni beccato senza patente: denunciato 32enne
Controlli su strada da parte dei carabinieri di Biancavilla con il supporto del 12° Reggimento Sicilia
I carabinieri della stazione di Biancavilla, con il supporto della C.I.O. del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, hanno effettuato verifiche su persone e veicoli in transito. Il servizio ha interessato diversi punti del territorio comunale, con particolare attenzione alla circolazione stradale. Nel corso delle attività, i militari hanno identificato una decina di persone e sottoposto a verifica 5 veicoli.
Tra i conducenti controllati, un 32enne era alla guida della sua utilitaria senza aveva mai conseguito la patente di guida. Gli ulteriori riscontri hanno evidenziato che la stessa violazione era già stata contestata nel biennio precedente. È scattata, quindi, la denuncia penale. Contestate, inoltre, due violazioni al Codice della strada, per un importo complessivo di 743 euro, con la sottoposizione di un veicolo a fermo amministrativo.
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Cronaca
Torna dalla vacanza e alcune ore dopo trova l’auto forzata: spariti i bagagli
Disavventura a Catania per una 79enne di Biancavilla: «Impotenza e rabbia per un atto ignobile»
Era rientrata a Catania da una vacanza a Scoglitti e aveva lasciato l’auto parcheggiata sulle strisce blu. Al ritorno, alcune ore dopo, ha trovato la vettura danneggiata e con diversi effetti personali spariti dall’abitacolo. È la disavventura di una biancavillese di 79 anni, proprietaria di una Peugeot 2008, vittima di furto in via Sant’Angelo Fulci, a Catania. Nell’immediato, i rilievi li ha compiuti la polizia, ma la denuncia è stata poi presentata ai carabinieri della stazione di Biancavilla.
Lo specchietto del lato passeggero è stato trovato in frantumi. Accanto alla ruota anteriore, un masso che si presume sia stato utilizzato per rompere il vetro. I ladri sono riusciti a portare via diversi effetti personali, tra cui una valigia-trolley, un borsone e una cassa/amplificatore. Il danno complessivo è stimato alcune migliaia di euro. «Ma al di là dell’aspetto economico – dice la donna – c’è il senso di impotenza e la rabbia per un atto ignobile».
Sul posto, dopo la chiamata al 112, è intervenuta una volante della Polizia di Stato e, successivamente, anche la Sezione Scientifica, che ha effettuato i rilievi sul veicolo e nell’area interessata. Individuate impronte e anche una macchia di sangue che potrebbe appartenere alla persona che ha commesso il furto, rimasta forse ferita durante la rottura del vetro o nel tentativo di aprire la portiera dall’interno. Nella denuncia, la vittima richiama la presenza, nella zona, di diversi impianti di videosorveglianza e chiede che vengano acquisite le relative immagini, nel tentativo di seguire le tracce dei balordi.
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