Cronaca
In auto con musica ad alto volume: denunciati 5 “incivili della notte”

Auto con un potente impianto di amplificazione (foto d’archivio)
Si tratta di giovani sorpresi dai carabinieri di Biancavilla mentre davano sfogo agli altoparlanti delle loro auto, disturbando la quiete pubblica. L’azione dei militari seguita a molte segnalazioni e lamentele di cittadini infastiditi.
di Vittorio Fiorenza
House, hip pop o neomelodica. A prescindere dal genere e dai gusti, il fastidio è unanime. Musica a “palla” in piena notte, senza il minimo rispetto di chi in casa a quell’ora dorme. Una sorta di discoteca all’aperto improvvisata con l’impianto stereo delle auto messo ad alto volume.
Segno di diffusa inciviltà. Ma anche una violazione di un poco noto articolo del codice penale: il 659 sul “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”. Un reato punito fino a tre mesi di carcere o con un’ammenda di 309 euro. È esattamente quanto contestato dai carabinieri di Biancavilla a cinque giovani, denunciati alla Procura, dopo essere stati sorpresi, in piena notte, mentre davano sfogo agli altoparlanti delle loro auto.
I militari hanno raccolto molte lamentele di cittadini infastiditi e subito sono passati all’azione. È bastato andare in centro per acciuffare facilmente alcuni degli “incivili della notte”. Nel caso specifico, i cinque erano a bordo di due veicoli con l’autoradio a decibel esasperati.
Un’azione non occasionale, quella dei carabinieri biancavillesi, decisi a continuare questi controlli per mettere fine ad una prassi diffusa quanto irritante.
Durante l’attività dei militari, altre verifiche hanno poi consentito di elevare diverse contravvenzioni, sottrarre punti della patente e procedere al ritiro di un veicolo per assenza di assicurazione e violazioni del codice della strada (dal mancato uso della cintura di sicurezza all’utilizzo del cellulare durante la guida).
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Cronaca
Un 33enne privo di sensi in casa, salvo grazie alla prontezza dei carabinieri
L’uomo era svenuto con difficoltà respiratorie: i militari lo soccorrono in attesa dell’ambulanza
Una richiesta di aiuto, l’intervento immediato dei Carabinieri e quei pochi minuti rivelatisi decisivi per salvare la vita di un uomo. È quanto accaduto a Biancavilla, dove i militari della stazione di Adrano sono intervenuti in un’abitazione dopo la segnalazione di una donna che aveva trovato il marito privo di sensi.
La centrale operativa, allertata dalla chiamata al 112 della signora, ha indirizzato verso l’abitazione la pattuglia più vicina. I carabinieri sono arrivati sul posto in una manciata di minuti, trovandosi di fronte a una situazione di estrema urgenza: l’uomo era privo di sensi e presentava evidenti difficoltà respiratorie.
I militari hanno messo in atto le prime manovre di soccorso. Dopo aver liberato l’uomo da ciò che ne ostacolava la respirazione, con particolare cautela per evitare ulteriori lesioni, i carabinieri lo hanno adagiato sul pavimento e verificato le sue condizioni, controllandone polso e respiro e accertandosi che le vie aeree fossero libere.
Constatato che l’uomo respirava ancora, seppure in maniera superficiale e frequente, i militari hanno continuato a prestargli assistenza, mantenendolo sotto costante controllo e adottando la posizione laterale di sicurezza. Attraverso continui stimoli hanno cercato di mantenerlo vigile, monitorandone le condizioni fino all’arrivo degli operatori sanitari.
Nel frattempo, infatti, la centrale operativa ha coordinato l’intervento del 118 e un’ambulanza medicalizzata ha provveduto al trasporto del 33enne all’ospedale di Biancavilla per gli accertamenti e le cure del caso.
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Cronaca
Il questore: «È ritrovo di pregiudicati», altro bar sospeso per una settimana
I paradossi della normativa: il gestore non ha responsabilità, ma le conseguenze ricadono su di lui
È stata sospesa per sette giorni dalla Polizia di Stato l’attività di un bar di Biancavilla, diventato ritrovo abituale di pregiudicati. Ne dà comunicazione la Questura di Catania, titolare del provvedimento previsto dall’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. L’atto è già stato notificato al titolare dai poliziotti del Commissariato di Adrano.
Il gestore del bar non ha alcuna responsabilità e nei suoi confronti, infatti, non sono state applicate sanzioni. Eppure, l’atto del questore – stando alla normativa – prevede la sospensione dell’attività. Un dettaglio che suscista spesso incomprensione e dissenso per una misura di ordine pubblico – risalente ad un regio decreto del 1931 – percepita come inutile e anacronistica.
Nel corso degli accertamenti eseguiti in un significativo arco temporale, da febbraio e fino a pochi giorni fa, gli agenti hanno verificato come il bar di Biancavilla fosse divenuto luogo di incontro abituale di pregiudicati. Persone con precedenti per associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, furto, detenzione di armi clandestine. Altri soggetti vantavano precedenti per ricettazione, minaccia, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, inosservanza di provvedimenti dell’Autorità. Altri ancora maltrattamenti di animali, violazione degli obblighi relativi alla sorveglianza speciale, detenzione illegale di armi da guerra, esplosivi e munizioni.
In un’occasione è stata rilevata la presenza di soggetti già sottoposti alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per reati di mafia, all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e all’avviso orale del Questore.
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