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Cronaca

Fiamme e fumo in zona Scirfi a Biancavilla, panico tra gli abitanti per un incendio

Il sindaco Antonio Bonanno ringrazia vigili del fuoco, protezione civile e carabinieri per la tempestività

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Fiamme vicine alle abitazioni, tanto fumo, l’aria irrespirabile ed abitanti -presi dal panico- costretti ad uscire di casa. Paura, per qualche ora, in zona Scirfi, nei pressi di via Taranto, a causa di un’incendio in un’area incolta.

Sul posto, i vigili del fuoco ed anche carabinieri e protezione civile. Tutti hanno operato affinché le fiamme non si estendessero ulteriormente. La colonna di fumo è stata notata a diversa distanza da varie parti del paese.

«Proprio per scongiurare fatti del genere, la mia amministrazione -evidenzia il sindaco Antonio Bonanno- ha emanato nei mesi scorsi una ordinanza che impone l’obbligo della pulizia ai proprietari dei terreni incolti. La responsabilità di ciò accaduto deve ancora essere accertata. Ringrazio per la tempestività dell’intervento la ‘nostra’ Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri».

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Cronaca

Omicidio Parisi, condanna definitiva: carcere a vita per Salvatore Fallica

Un iter giudiziario particolarmente complesso per il delitto commesso nel 2003 in contrada Rinazze

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Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire l’arresto. Hanno eseguito così un ordine per la  carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale di Catania.

Destinatario del provvedimento è Salvatore Fallica, 47 anni, personaggio noto alle cronache, er ora rintracciato a Volterra, in provincia di Pisa.

Nei suoi confronti è arrivata la sentenza definitiva all’ergastolo per omicidio premeditato in concorso di Gaetano Parisi, guardia campestre 53enne di Paternò. Riconosciuto colpevole anche per deteenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’omicidio di Parisi avvenne il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, a sud di Biancavilla. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat 500, dopo essere stata speronata.

Un delitto di sangue maturato per conflittualità interne al clan mafioso locale. Il movente?Secondo gli inquirenti è legato alla mediazione, all’epoca dei fatti, tra Parisi e il clan di Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni.

Fallica era inserito nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, articolazione della famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano. Particolermanete complesso l’iter giudiziario del caso, che aveva coinvolto anche un secondo soggetto di Biancavilla, poi morto a causa di una lunga malattia. Alla loro identificazione, gli inquirenti sarebbero giunti grazie alla comparazione del Dna trovato, dai carabinieri del Ris di Messina, su pezzi di guanti in lattice dimenticati dentro un’auto, risultata rubata. La stessa utilizzata dai sicari nell’agguato, e su un guanto in prossimità della stessa auto.

La sentenza di primo grado di condanna era stata annullata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania nei confronti dei due. Poi, la prosecuzione del procedimento. Fino al verdetto definitivo di oggi nei confronti di Fallica.

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