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Cronaca

Arrestato allevatore di Biancavilla per detenzione di arma e munizioni

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È stato arrestato dai carabinieri di Nicosia Salvatore Santangelo, 39 anni, allevatore originario di Biancavilla: è ritenuto responsabile dei reati di ricettazione e detenzione illegale di arma e munizionamento.

Nel corso della perquisizione effettuata nella propria masseria in contrada Pernice, a Centuripe, sono state ritrovate delle armi, abilmente nascoste dentro a un cassone di un furgone abbandonato e parcheggiato all’interno della sua proprietà.

Si tratta precisamente di un fucile semiautomatico calibro 12, rubato nel novembre del 2011 a Nicolosi, e 50 cartucce dello stesso calibro anche a pallettoni.

L’uomo è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari, come disposto dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Enna.

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Cronaca

“Ambulanza della morte”, in Appello pena concordata a 13 anni per Scalisi

La sentenza riformula così la condanna a 30 anni, che era stata inflitta in primo grado con rito abbreviato

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Pena ridotta in secondo grado per Agatino Scalisi, uno dei “barellieri” imputati nell’ambito dell’inchiesta “Ambulanza delle morte” a Biancavilla.

La Corte d’Assise d’Appello di Catania (presidente Stefania Scarlata) lo ha condannato a 13 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. È stata così riformata la sentenza di primo grado, che con rito abbreviato, aveva condannato l’imputato a 30 anni di carcere.

In Appello, con un concordato, esclusa l’aggravante del “mezzo insidioso” e riconosciute le attenuante generiche prevalenti sulle aggravanti.

Scalisi, assistito dall’avv. Antonino Tomaselli, era stato indagato dal pm Andrea Bonomo della Procura di Catania – dopo il clamore del servizio de Le Iene con le rivelazioni di Luca Arena – assieme a Davide Garofalo, condannato all’ergastolo in primo e secondo grado, con rito ordinario. Per quest’ultimo procedimento, seguito dall’avv. Turi Liotta, si attende il pronunciamento della Cassazione.

Entrambi gli imputati avrebbero agito – secondo l’accusa – con un’iniezione di aria in vena, uccidendo pazienti terminali appena dimessi dagli ospedali di Biancavilla e Paternò, nel breve tragitto verso casa. Un’azione volta ad accaparrarsi 200-300 euro come “provvigione” sui funerali con il placet di esponenti mafiosi.

Scalisi è stato accusato della morte di una paziente, Maria Giardina. A Garofalo vengono attribuiti i decessi di tre persone: Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile. Le vittime sono tutte di Biancavilla.

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