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Cronaca

Assalto al bancomat di Adrano con un camion rubato a Biancavilla

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di Vittorio Fiorenza

È stato rubato a Biancavilla, secondo le informazioni finora raccolti dai carabinieri, il camion usato dai banditi per trasportare il mini escavatore ed altri attrezzi serviti per scardinare lo sportello Atm della banca Credem di Adrano.

Il colpo, portato a termine nella notte, ha fruttato ai ladri un bottino di circa 20mila euro. Tutto si è svolto in pochi minuti. I banditi hanno lasciato sul posto sia l’escavatore (risultato rubato a Santa Maria di Licodia ad una ditta, di cui è titolare una donna biancavillese) ed il camion rubato a Biancavilla.

Le indagini dei militari sono state subito avviate, nel tentativo di risalire ai malviventi. La banda ha agito con le stesse modalità viste anche in altri centri della provincia.

A Biancavilla, il personale delle agenzie degli istituti di credito, ma dell’Ufficio postale, stanno seguendo l’indicazione a non caricare lo sportello Atm al massimo della sua capienza. Un escamotage che dovrebbe scoraggiare i malviventi.

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Banche con Atm più “poveri” per scoraggiare ladri e malviventi

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Cronaca

“Ambulanza della morte”, in Appello pena concordata a 13 anni per Scalisi

La sentenza riformula così la condanna a 30 anni, che era stata inflitta in primo grado con rito abbreviato

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Pena ridotta in secondo grado per Agatino Scalisi, uno dei “barellieri” imputati nell’ambito dell’inchiesta “Ambulanza delle morte” a Biancavilla.

La Corte d’Assise d’Appello di Catania (presidente Stefania Scarlata) lo ha condannato a 13 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. È stata così riformata la sentenza di primo grado, che con rito abbreviato, aveva condannato l’imputato a 30 anni di carcere.

In Appello, con un concordato, esclusa l’aggravante del “mezzo insidioso” e riconosciute le attenuante generiche prevalenti sulle aggravanti.

Scalisi, assistito dall’avv. Antonino Tomaselli, era stato indagato dal pm Andrea Bonomo della Procura di Catania – dopo il clamore del servizio de Le Iene con le rivelazioni di Luca Arena – assieme a Davide Garofalo, condannato all’ergastolo in primo e secondo grado, con rito ordinario. Per quest’ultimo procedimento, seguito dall’avv. Turi Liotta, si attende il pronunciamento della Cassazione.

Entrambi gli imputati avrebbero agito – secondo l’accusa – con un’iniezione di aria in vena, uccidendo pazienti terminali appena dimessi dagli ospedali di Biancavilla e Paternò, nel breve tragitto verso casa. Un’azione volta ad accaparrarsi 200-300 euro come “provvigione” sui funerali con il placet di esponenti mafiosi.

Scalisi è stato accusato della morte di una paziente, Maria Giardina. A Garofalo vengono attribuiti i decessi di tre persone: Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile. Le vittime sono tutte di Biancavilla.

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