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Cronaca

Pedone investito da un furgone, ennesimo incidente in viale dei Fiori

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di ALESSANDRO RAPISARDA

Un giovane, che attraversava a piedi viale dei Fiori, è stato investito da un furgone che procedeva in direzione Adrano, a poche decine di metri da piazza Sgriccio. Il conducente del mezzo si è fermato e ha dato il primo soccorso.

Il ragazzo, dolorante, è rimasto a terra fino all’arrivo di un’ambulanza del servizio sanitario del 118, che lo ha trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla per i dovuti accertamenti.

Il giovane ha attraversato la strada al di fuori dalle strisce pedonali, che si trovavano a pochissima distanza, seppur non del tutto visibili perché usurate.

I testimoni lamentano anche una carente illuminazione rispetto al tratto successivo di viale dei Fiori, arteria che conferma la sua fama di pericolosità per l’inarrestabile susseguirsi di incidenti.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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