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Cronaca

Pattuglie di carabinieri al mercato: azzerate denunce di scippi e furti

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Apprezzamenti positivi per la presenza dei militari in giro di controllo tra le bancarelle per trasmettere maggiore senso di sicurezza. Effetti concreti si sono avuti anche sul fronte dei reati: nessun borseggio nelle ultime settimane.

di VITTORIO FIORENZA

Carabinieri di pattuglia al mercato settimanale di Biancavilla, scippi e furti azzerati in un paio di settimane. È bastata la presenza dei militari, a piedi, tra le bancarelle che montano ogni mercoledì per registrare un calo repentino di reati ai danni di donne ed anziani.

La notizia dell’avvio dell’iniziativa era stata data da Biancavilla Oggi già la scorsa settimana. In occasione dell’ultimo mercato è stata disposta la presenza di carabinieri della stazione di via Benedetto Croce, assieme ai colleghi del battaglione Sicilia della Compagnia di Intervento Operativo. Una decina di militari dislocati tra via Filippo Turati, viale Europa e le strade limitrofe.

Il senso di sicurezza trasmesso alle centinaia di persone che affollano il mercato è stato percepito, al punto che tanti biancavillesi hanno apprezzato il servizio e manifestato gratitudine ai militari. L’effetto si è visto anche sul fronte delle denunce. A quanto pare nessuno si sarebbe presentato in caserma per comunicare borseggi o ruberie tra le bancarelle.

Nel recente passato, invece, non è passato un mercoledì senza che si sia verificato un episodio di microcriminalità, sempre ai danni delle persone più vulnerabili ed indifese.

Da qui, la risposta dell’Arma dei carabinieri, che ha attuato servizi di vigilanza con militari che circolano a piedi, posti di controllo e un’attenzione nei confronti di soggetti ritenuti di “interesse operativo”, registrando concretamente i primi effetti.

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Cronaca

Camion rubato a Biancavilla per l’assalto in banca del clan Santangelo

Dalle carte del blitz “Adrano libera”, emergono i retroscena del furto di un veicolo nel 2017

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di VITTORIO FIORENZA

Un camion rubato a Biancavilla. Un furto dietro al quale non c’erano ladruncoli di provincia. Ma –si scopre adesso– gli uomini del clan Santangelo-Taccuni di Adrano, in primis il boss Gianni Santangelo.

L’episodio criminale è accaduto in via Stati Uniti d’America e i retroscena emergono ora dall’inchiesta “Adrano libera”, che ha colpito i Santangelo-Taccuni. Sono 36 le persone indagate, di cui 33 arrestate o raggiunte da provvedimento cautelare in carcere, dove si trovavano già per altre cause. I reati contestati –su indagini del commissariato di polizia di Adrano e della Squadra mobile di Catania– sono di associazione mafiosa, traffico di droga e furti.

Dalla lettura delle 464 pagine dell’ordinanza applicativa delle misure cautelari, a firma del giudice Giovanni Cariolo, Biancavilla Oggi nota come a sei indagati venga attribuito anche –nella più complessa impalcatura accusatoria– il furto del camion. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2017, a Biancavilla. Il giorno dopo, un secondo furto – questa volta nel deposito di una ditta di Santa Maria di Licodia – di un mini escavatore, caricato sull’autocarro.

Tutti preparativi –rivelano adesso gli inquirenti– per il colpo più importante messo a segno alcuni giorni. L’assalto al “Credem”, istituto bancario di via San Pietro ad Adrano. Il gruppo criminale, con l’ausilio del mini escavatore (trasportato sul camion “prelevato” a Biancavilla), aveva scardinato lo sportello Atm, portandolo via su un’auto furgonata e facendo perdere le tracce. Bottino: quasi 25mila euro.

Bottino destinato all’acquisto di droga

La Procura di Catania contesta questi specifici fatti al boss Gianni Santangelo e a Antonino Bulla, Vincenzo Bulla, Salvatore Foti, Roberto Leonardi e Toni Ugo Scarvaglieri.

Il denaro dell’Atm sarebbe stato destinato –svelano ancora gli inquirenti– all’acquisto di partite di droga. Il clan, infatti, gestiva importanti piazze di spaccio. Ma aveva contatti per l’approvvigionamento degli stupefacenti nelle province di Varese e Como e pure in Calabria e Albania.

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