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Cronaca

Violenze e minacce alla moglie, i carabinieri bloccano un 39enne

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I carabinieri della stazione di Biancavilla hanno arrestato un 39enne su ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania.

Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri, a seguito della denuncia presentata dall’ex moglie del 39enne, che ha permesso di accertare che l’uomo da alcuni anni si è reso responsabile di maltrattamenti, violenze fisiche e minacce di morte nei confronti della donna, causandole un grave stato di ansia e paura.

Il Gip, tenuto conto delle risultanze investigative prodotte dai militari, ha emesso sul conto dello stalker il provvedimento restrittivo, ritenendolo imputabile per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, lesioni gravi e minacce gravi.

L’arrestato è stato posto ai domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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Marito violento finito in manette: abusi, morsi e pure dita fratturate

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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