Connettiti con

Cronaca

Controlli a tappeto della polizia: ispezioni su 176 persone e 94 mezzi

Disposta dal questore di Catania, l’attività è stata svolta nei territori di Biancavilla, Adrano e Bronte

Pubblicato

il

Controlli straordinari tra Adrano, Bronte e Biancavilla disposti dal questore di Catania Marcello Cardona. Posti di controllo fissi e mobili nel territorio da parte del personale del commissariato di Adrano, assieme a 12 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, una della Guardia di Finanza e una pattuglia della Polizia Locale, finalizzati a contrastare reati contro il patrimonio, illeciti al codice della strada, delitti in materia di armi e stupefacenti.

Nel corso del servizio sono stati identificate 176 persone, ispezionati 94 veicoli, eseguite 9 perquisizioni nonché accertate ed elevate numerose infrazioni al codice della strada con contestuali fermi amministrativi di 3 mezzi per guida senza casco, sequestri amministrativi di 2 autoveicoli sprovvisti di assicurazione obbligatoria, e ritiro di 2 patenti di guida in quanto non rinnovate.

Particolare attenzione è stata data alla periferia in zona delle “Vigne” di Adrano e Biancavilla, alle contrade di Bronte e della “Naviccia” e del mercato ortofrutticolo con mirati posti di controllo e pattugliamenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

Pubblicato

il

È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

Trending

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili