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Biancavilla siamo noi

Pecore al pascolo per le vie del paese: evitare questi quadretti “folkloristici”

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Sono un cittadino biancavillese, mi chiamo A.L. e preferisco rimanere parzialmente anonimo considerato che di questi tempi ahimè è meglio tutelarsi più possibile.

Vi scrivo per il semplice motivo che poichè apprezzo particolarmente il vostro impegno nell’aggiornare costantemente la popolazione dal punto di vista mediatico senza troppi stereotipi e/o vincoli di carattere politico, ho ritenuto opportuno mettervi a conoscenza di un evento che più volte ha visto il sottoscritto spettatore indignato.

Vengo subito al dunque: tra le arterie principali della nostra cittadina, troppo spesso risultano presenti greggi di pecore che pascolano indisturbate, immobilizzando letteralmente il traffico urbani per periodi di tempo che a volte raggiungono anche i 30 minuti.

Oltretutto, ritengo sia inaccettabile e fuori da ogni concetto di decoro ambientale, aprire il proprio portone di casa e trovarsi di fronte l’asfalto completamente imbrattato di escrementi, per non fare riferimento poi allo sgradevole odore che si sprigiona.

Evidenziando inoltre che tali aspetti potrebbero anche mettere a repentaglio la salute di noi cittadini e tutti i disagi appena sopra descritti, vi allego degli scatti effettuati in prima persona lungo la via principale che collega Biancavilla ad Adrano, alla fine del Viale dei Fiori, ultimo scempio a cui tristemente ho dovuto prendere parte con non poca pazienza.

Spero vivamente che l’amministrazione comunale e gli enti preposti per tali problematiche possano quantomeno adottare misure per la riduzione di questi “quadretti folkloristici” tra le vie principali del paese, dove tra l’altro transitano i mezzi del pronto soccorso (a buon intenditore poche parole).

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«Vi racconto un atto meschino e di ordinaria inciviltà che mi è capitato»

Un nostro lettore ci segnala un episodio accaduto in piazza Sgriccio, dopo il rientro da Catania

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Sono un cittadino qualunque che vuole denunciare un fatto a me accaduto qualche sera fa, si tratta di una cosa da niente, però quello che fa indignare di più è il gesto e la pianificazione che probabilmente c’è alla base. 

Mi trovavo a rientrare da Catania dopo aver trascorso una serata con amici e venendo da via della Montagna, mi accingevo a fare rifornimento in Piazza Sgriccio. Come quasi sempre, nei fine settimana davanti al chiosco situato sulla piazza, stazionano dei ragazzi; io mi immetto sulla destra per fare rifornimento e sento una botta nel retro della macchina. Inizialmente non avevo capito bene, infatti per sicurezza non mi sono fermato in quel rifornimento.

Qualche centinaio di metri dopo mi sono fermato per controllare ed ho trovato la sorpresa: mi avevano lanciato un uovo nella zona del serbatoio, rendendo praticamente impossibile aprire lo sportellino. E la cosa che fa indignare ancora di più è che molto probabilmente quel gruppo di ragazzi erano minorenni, perché c’erano diverse microcar parcheggiate.

Quei ragazzi si trovavano per caso ad avere delle uova? Li lanciavano casualmente alle macchine di passaggio? Oppure era una cosa ben pianificata per quelli che facevano rifornimento? Se fosse davvero così non ho parole, oltre al gesto, pianificare una cosa del genere è una cosa a dir poco meschina.

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