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Cronaca

Camion si mette in moto da solo e semina danni in via Sacro Cuore

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Lo scenario dopo l’intervento dei vigili del fuoco (foto di Pieremanuele Sberni)

Una dinamica da film d’azione. Il mezzo, per un falso contatto elettrico, prende velocità in maniera autonoma e sfonda la saracinesca. Attraversa la strada e si finisce dentro un altro garage. Poi, il fuoco distrugge il mezzo, il trattore che aveva nel cassone e parte dell’immobile.

 

di Vittorio Fiorenza

Un camion che si accende da solo e, con marcia ingranata, prende velocità fino a sfondare la saracinesca del garage in cui era parcheggiato. Trascinandosela dietro, finisce la sua corsa nella parte opposta della strada, “conficcandosi” per metà in un altro garage, nel quale fortunatamente non c’erano auto ma soltanto ponteggi e attrezzi di lavoro.

Come se non bastasse, il veicolo, nel cui cassone aveva un trattore, prende fuoco. Le fiamme distruggono non soltanto il camion e il mezzo agricolo, ma creano danni anche l’immobile che ha subìto il distacco dell’intonaco dal soffitto e il crollo di una parte delle pignatte, oltre al fumo che ha annerito la facciata.

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Il camion “impazzito”:  le immagini di una tragedia sfiorata

Sembra una dinamica che si vede nei film d’azione. Invece è quanto accaduto esattamente in via Sacro Cuore, qualche centinaio di metri al di sopra di via Cristoforo Colombo, a Biancavilla. I vigili del fuoco del distaccamento di Paternò (I colleghi di Adrano erano impegnati in altro servizio), una volta spente le fiamme, hanno cominciato i rilievi per comprendere l’origine dell’incidente.

Per quanto rara, sembra avvalorata l’ipotesi di un falso contatto elettrico nel motore di avviamento che avrebbe messo in moto il camion. Probabilmente la marcia era ingranata e questo ha fatto muovere il mezzo fino all’altro lato della strada con i danni conseguenti. Una strada in cui c’è sempre un via vai di auto e lungo la quale giocano anche bambini. Soltanto fortuna che l’incidente non si sia trasformato in tragedia.

Sul posto, sono intervenuti anche i carabinieri della stazione biancavillese e la polizia municipale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Violenza sessuale su una donna di Biancavilla: 4 anni di carcere al marito

Sentenza del Tribunale di Catania a ridosso della Giornata internazionale contro la violenza di genere

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La bloccava con il peso del proprio corpo, rendendola inerme, e la costringeva ad atti sessuali non consenzienti. Episodi ripetuti, intervallati da minacce, mortificazioni, umiliazioni. «Sei una stupida puttana, sei di mia proprietà», le diceva.

Un vero e proprio inferno nascosto tra le quattro mura di casa con sedie e tavoli scagliatile addosso. E poi calci, pugni e schiaffi, fino a rendere necessario il ricorso alle cure mediche per edemi e contusioni al volto.

Vessazioni che una donna di Biancavilla ha subìto per anni, fino a quando ha trovato il coraggio di denunciare il marito. I fatti, protrattisi tra il 2013 e il 2015, sono stati ricostruiti attraverso le indagini del sostituto procuratore Fabio Regolo. Nella fase iniziale, imposti all’uomo l’allontanamento da casa ed il divieto di avvicinamento.

Poi il processo, davanti la quarta sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta da Eliana Trapasso. Nel corso di un’udienza, una delle figlie ha testimoniato a sostegno della madre. La sentenza è arrivata adesso, a ridosso di questa Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Un verdetto che condanna l’uomo ad una pena di quattro anni e due mesi di reclusione, oltre alle spese processuali, per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Stabilita una provvisionale di 10mila euro. In sede civile, da quantificare la somma esatta per il risarcimento dei danni patiti dalla vittima.  

Il caso della donna biancavillese (da tempo lontana dal marito), assistita dall’avv. Pilar Castiglia, è arrivato al primo grado di giudizio. Ma tante altre vittime non hanno lo stesso coraggio e la stessa determinazione di affidarsi alla giustizia. Troppi abusi, aggressioni, minacce e umiliazioni che devono essere scoperchiati. Solo con la denuncia si può interrompere il vortice di relazioni pericolose. Va ribadito sempre il valore della denuncia, oggi più che mai, in questa giornata che ci ricorda come la violenza di genere resti un fenomeno diffuso e da contrastare anche a Biancavilla.

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