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All’Istituto “Maria Ausiliatrice” mamme contro mamme

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L’articolo relativo ai termosifoni spenti già alle 8 del mattino all’Istituto “Maria Ausiliatrice” (LEGGI QUI), gestito dalle suore salesiane in via Mongibello, ha creato accese discussioni su Facebook e tra i genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia ed elementare. Biancavilla Oggi, oltre a sentire il gruppo di genitori che lamentava l’inadeguatezza dei riscaldamenti in classe, aveva anche contattato il dott. Antonio Scandurra dell’amministrazione dell’istituto, riportando le sue dichiarazioni per una pronta soluzione del problema. Adesso, tredici rappresentanti dei genitori ci hanno inviato una mail, che pubblichiamo integralmente. A seguire, le puntualizzazioni del gruppo di genitori che ha sollevato il problema.

L’intervento dei rappresentanti dei genitori 
Educare alla verità e alla lealtà è compito di ogni genitore. È proprio per questo motivo che noi, rappresentanti dei genitori dei consigli di classe dell’Istituto “Maria Ausiliatrice” di Biancavilla (Marilena Calì, Ottavia Cantarella, Maria Concetta Distefano, Giovanna Fallica, Giovanna Fuso, Gabriella Giardina, Francesca Grigorio, Maria Lavenia, Giusy Licari, Maria Maglia, Grazia Russo, Ileana Sangiorgio, Letizia Sangiorgio), riuniteci in una seduta straordinaria del Consiglio di istituto, abbiamo deciso di farci portavoce dei genitori delle rispettive classi e, pertanto, dissentiamo con forza da quanto ultimamente è stato pubblicato in merito al cattivo funzionamento dei termosifoni a scuola e di manifestare il nostro disappunto nei confronti di affermazioni volutamente e immotivatamente denigratorie e poco aderenti al vero di “alcune mamme”, che sono state ben attente a non rivelare la propria identità.

In particolare ci offende che un tale gesto vile e meschino, volto a screditare e diffamare la scuola venga compiuto in periodo di iscrizioni scolastiche e in concomitanza con il triduo di Don Bosco.

Innanzitutto ci teniamo a precisare che noi rappresentanti di classe non abbiamo mai raccolto alcuna lamentela su questo argomento né da parte degli altri genitori che abbiamo avuto cura di interpellare, né da parte dei nostri figli, che già da diversi anni frequentano la scuola.

I termosifoni funzionano e in attesa di potenziarne a breve l’efficienza, al momento l’ambiente viene ulteriormente riscaldato con l’impiego di stufe elettriche, con aggravio economico non indifferente per l’istituto.

I nostri bambini ogni giorno vengono accolti da un ambiente confortevole e pulito, didatticamente eccellente, oltre che dall’amorevolezza delle insegnanti e delle suore nel pieno adempimento dello spirito salesiano volto a formare dei “buoni cristiani ed onesti cittadini”.

Vorremmo sottolineare, inoltre, che la scelta di una scuola privata, ancor più cattolica, non è un obbligo, ma nasce da una scelta precisa e ben ponderata di far crescere i propri figli in un ambiente che li possa non solo istruire, ma anche formare religiosamente ed eticamente. Pertanto, se questa situazione “intollerabile” per “alcune mamme” non meglio identificate, avesse un fondamento di verità ci chiediamo perché le suddette non colgano le svariate alternative scolastiche che il nostro territorio offre sia a livello pubblico che privato!


La posizione degli altri genitori
L’intenzione e la volontà di noi genitori che abbiamo “osato” esporre pubblicamente il “problema” non hanno nulla di anomalo. Eppure, si vuole fare apparire la nostra segnalazione come vile, meschina ed atta solo a denigrare l’istituto, in un momento importante delle iscrizioni (pare che il problema per tali signori sia solo questo!).

Facciamo presente, a coloro che immotivatamente si sono risentiti, che abbiamo agito semplicemente per il benessere dei nostri figli e di tutti i bambini che frequentano l’istituto. Perciò, dissentiamo fortemente dalle accuse mosse nei nostri confronti.

Precisiamo, inoltre, che non abbiamo agito alle spalle: il problema era stato più volte segnalato in istituto, a chi di competenza.

Premesso ciò, sottolineiamo che il problema degli orari di funzionamento dei termosifoni (accesi soltanto dalle 5.30 alle 8 del mattino) non era per niente inventato. Lo abbiamo denunciato pubblicamente noi e a confermarlo ci ha già pensato l’Esimio dott. Antonio Scandurra (ammistratore dell’istituto), che, contattato dal giornalista Vittorio Fiorenza, ha ammesso che i termosifoni venivano spenti alle 8, cioè prima dell’arrivo dei bambini in classe, per poi azionare delle stufe elettriche. Ecco perché non si capisce cosa si vuole smentire o di cosa si voglia dibattere. Il problema c’era, eccome!

Ci stupisce, quindi, tale reazione, peraltro tardiva, visto che arriva stranamente dopo oltre una settimana dalla pubblicazione di Biancavilla Oggi. Una reazione proveniente da genitori che -non sappiamo per quale “motivazione”- non solo negano anche l’evidenza, ma si permettono pure di offendere e dare lezioni. Ma da quale pulpito?

Approfittiamo, piuttosto, dell’occasione per dire, ad onor del vero, che per effetto dell’articolo di Biancavilla Oggi relativo alla nostra legittima e veritiera segnalazione, i termosifoni vengono adesso accesi anche durante le ore scolastiche e solo nelle aule didattiche. Sarà stata una coincidenza? Non vorremmo pensare male, ma possiamo affermare certamente e con orgoglio che tutto ciò va a beneficio non solo dei figli dei genitori che hanno “osato” segnalare, ma di tutti i bambini presenti in istituto, anche quelli, quindi, di coloro che negano ciò che era sotto gli occhi di tutti.

Un’ultima risposta ci sia consentita darla a chi ci ha additato come vili per non averci pubblicamente identificato. Non siamo degli anonimi, in quanto ci siamo presentati con nomi e cognomi al giornalista Vittorio Fiorenza. Abbiamo chiesto soltanto, come è nel diritto di ogni cittadino e lettore di ogni giornale, di non rendere note le nostre identità per evitare che le eventuali reazioni potessero coinvolgere in qualche modo i nostri bambini. In effetti, visto che le reazioni sono state quelle che abbiamo notato in quest’ultima settimana, abbiamo fatto bene a proteggere i nostri figli da occhi e dita puntati addosso.

Non abbiamo denigrato nessuno, tanto meno diffamato. Nessuno ha chiamato in causa altri aspetti (la didattica, la pulizia, l’amorevolezza…). Ciò che a noi premeva evidenziare era un problema. Non essendo risolto, lo abbiamo reso noto attraverso questo sito di informazione e gli effetti positivi ci sono stati. Poco importa se adesso spuntino i negazionisti. L’importante è che i bambini, tutti, siano in un ambiente riscaldato, come è naturale che debba essere. Per questo, ringraziamo Biancavilla Oggi per l’ospitalità e la disponibilità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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5 Commenti

5 Commenti

  1. Nicolino UnAmico Incomune

    14 Febbraio 2015 at 16:03

    Situazione al limite del tragicomico… mamme contro mamme! Vergogna! Mamme di quali figli si sta parlando? Dei vostri?! Dei nostri?! Dei loro?! Di tutti?! Volete forgiarli al freddo per temperarne lo spirito?! Lasciatelo fare alle suore… loro dovrebbero saperlo fare! Mah! Vi hanno assicurato qualche preghiera in più? Un’intercessione potente? Ma fateci il piacere… assecondare gente annoiata e mantenuta (?!), che si batte il petto e poi… Che razza di dirigente scolastico lascia che le mamme della propria scuola si “scannino” a suon di articolo? Non è capace di arbitrare un dibattito? O forse gli conviene arruolare proseliti, ruffiani, lecchini.
    Signori e signore biancavillesi, ma vi siete fatta un’idea? In questa scuola “cattolica” si celebra il litigio, si fomentano contese, si vessano bambini… sotto gli occhi compiacenti ed accondiscendenti del dirigente scolastico! (Ci sembra che sia una suora!) Viva il cattolicesimo di questa scuola! Vissuto in maniera radicale: occhio per occhio, dente per dente! Maldicenza su maldicenza! E come primo comandamento: IPOCRISIA, DOPPIEEZZA E VELENI alla corte delle figlie e spose del PRINCIPE DELLA MENZOGNA. Diffidate dalle imitazioni: queste non sono suore, non sono maestre, sono donne innamorate della loro immagine, del loro grande EGO! Che forse poi così grande non è, visto che hanno bisogno di essere “APPROVATE ED ACCLAMATE” da qualche mamma-“molto cattolica” che deliberatamente immoli il proprio figlio/a sull’altare della menzogna! BUGIARDE! VERGOGNATEVI! Povero Don Bosco, si starà rigirando nella tomba, renderete conto a Dio, non certo agli uomini, dei vostri misfatti e nefandezze. Stolte ed orgogliose, ravvedetevi!

  2. Mary

    12 Febbraio 2015 at 14:15

    In tutta questa vicenda, la cosa che più amareggia è che le suore non hanno soffocato ogni polemica e non hanno impedito alle due “fazioni” di mamme di “accapigliarsi” in questo misero modo. Anzi, probabilmente nel tentativo di smentire un problema reale e fondato che ha creato imbarazzo hanno ispirato i rappresentanti dei genitori ad intervenire in quel modo grossolano. A Biancavilla ci sono realtà formative private ben più avanti e all’avanguardia. Anche io ho frequentato le suore: altri tempi, altra realtà. Datevi una mossa altrimenti finisce come ad Adrano. W la concorrenza che fa terminare i monopoli e dà la possibilità di scegliere.

  3. Nicolino UnAmico Incomune

    11 Febbraio 2015 at 23:14

    Situazione al limite del tragicomico… mamme contro mamme! Vergogna! Mamme di quali figli si sta parlando? Dei vostri?! Dei nostri?! Dei loro?! Di tutti?! Volete forgiarli al freddo per temperarne lo spirito?! Lasciatelo fare alle suore… loro dovrebbero saperlo fare! Mah! Vi hanno assicurato qualche preghiera in più? Un’intercessione potente? Ma fateci il piacere… assecondare gente annoiata e mantenuta (?!), che si batte il petto e poi… Che razza di dirigente scolastico lascia che le mamme della propria scuola si “scannino” a suon di articolo? Non è capace di arbitrare un dibattito? O forse gli conviene arruolare proseliti, ruffiani, lecchini.

    Signori e signore biancavillesi, ma vi siete fatta un’idea? In questa scuola “cattolica” si celebra il litigio, si fomentano contese, si vessano bambini… sotto gli occhi compiacenti ed accondiscendenti del dirigente scolastico! (Ci sembra che sia una suora!) Viva il cattolicesimo di questa scuola! Vissuto in maniera radicale: occhio per occhio, dente per dente! Maldicenza su maldicenza! E come primo comandamento: IPOCRISIA, DOPPIEEZZA E VELENI alla corte delle figlie e spose del PRINCIPE DELLA MENZOGNA. Diffidate dalle imitazioni: queste non sono suore, non sono maestre, sono donne innamorate della loro immagine, del loro grande EGO! Che forse poi così grande non è, visto che hanno bisogno di essere “APPROVATE ED ACCLAMATE” da qualche mamma-“molto cattolica” che deliberatamente immoli il proprio figlio/a sull’altare della menzogna! BUGIARDE! VERGOGNATEVI! Povero Don Bosco, si starà rigirando nella tomba, renderete conto a Dio, non certo agli uomini, dei vostri misfatti e nefandezze. Stolte ed orgogliose, ravvedetevi!

  4. Cinzia

    11 Febbraio 2015 at 14:40

    Hanno fatto bene le mamme a lamentare il problema dei termosifoni: prima di tutto il benessere dei bambini. Solo dopo viene l’immagine dell’istituto. Mi sembra assurdo che i rappresentanti ufficiali dei genitori vogliano spudoratamente nascondere un problema.

  5. Andy

    10 Febbraio 2015 at 23:19

    La scuola pubblica e’ ormai ridotta ai minimi termini, ma almeno le insegnanti sono reclutati secondo criteri comunemente conosciuti. Essendo comunali, per quanto riguarda gli orari dei riscaldamenti, seguono quelli degli uffici pubblici; e tutta un’altra serie di garanzie. Ma una scuola privata, finanziata con i soldi del comune, con la parvenza di un istituto religioso, con insegnanti reclutati non si sa bene con quali criteri, non voglio entrare nel merito, per carità, ma scusate, il privato si comporta sempre e comunque mirando a ridurre le spese e pensando a massimizzare il profitto… Questi genitori che si fanno la guerra,…ma per carità!!!!

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Centinaia di test anti-Covid al Centro Operativo Misto: disagi per il quartiere

«Per almeno un’ora le uscite di casa “bloccate” dalle macchine dei concittadini in attesa dell’esito»

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Nel momento in cui scrivo la prima giornata di screening a tappeto riservato ad alcuni concittadini, che si tiene al Com (Centro Operativo Misto) di Biancavilla, volge al termine. Sgombro subito il campo da ogni possibile equivoco o fraintendimento: sono favorevolissimo ad una campagna di prevenzione di massa volta a ridurre il più possibile la circolazione del virus. E ovviamente non ho nulla da ridire sul fatto che questa campagna si tenga al Com.

I controlli sono già iniziati da una settimana e sino ad oggi, a parte qualche criticità diciamo così “isolata”, tutto era andato per il meglio. Ma era andato per il meglio perché i numeri del controllo erano rimasti tutto sommato contenuti. Coi numeri di oggi, invece, i nodi sono venuti al pettine.

Per questa ragione vorrei quindi sottoporre all’attenzione della pubblica opinione quanto è oggi accaduto: a causa dei numeri assai più rilevanti dei giorni scorsi, il Com non è riuscito a contenere al suo interno tutti i concittadini che una volta effettuato il test rapido ne attendevano l’esito.

Ciò ha comportato quindi che alcuni di essi si siano riversati sulla parte di Via Delle Margherite – sulla quale insistono abitazioni private e relativi cancelli di ingresso – adiacente all’area di sosta e all’uscita del Com, trasformandola addirittura, per un po’ di tempo, non solo in un’area di attesa nonostante l’area del Com a ciò dedicata fosse vuota – con alcuni concittadini che in attesa dell’esito, e quindi potenzialmente positivi al virus, scendevano dalle macchine e “passeggiavano” o addirittura abbassavano la mascherina per fumare.

Il tutto sempre “attaccati” ai cancelli di casa e con altri cittadini o coi volontari nelle adiacenze – ma addirittura in un’area di test: in almeno un caso, debitamente documentato, il tampone è stato effettuato praticamente sotto casa del sottoscritto.

Per almeno un’ora, poi, le uscite di casa sono state praticamente “bloccate” dalle macchine e dai concittadini in attesa dell’esito. La situazione è via via migliorata nel corso della mattinata, pur con parziali e ricorrenti “blocchi” delle uscite di casa, per poi “peggiorare” nuovamente nel momento clou di affluenza pomeridiana dei “candidati” al test. Stavolta niente test sotto casa ma qualche concittadino e qualche bambino in attesa dell’esito che sono scesi dalla macchina l’uno per parlare al telefono – sempre davanti al cancello di entrata della mia abitazione – e l’altro per “giocare”.

So già che simili scene potranno ripetersi e sono in un certo senso “rassegnato” a restare “murato vivo” in casa per l’intera giornata. Pur tuttavia chiedo a gran voce che la scelta del Com come sede per eventuali e futuri tamponi di massa sia riconsiderata e siano preferiti luoghi che, per “capienza” e collocazione urbanistica e per le evidenti ragioni logistico-organizzative, possano, come nel caso dello stadio di Adrano o dello spazio antistante la piscina comunale di Paternò, permettere di testare i cittadini in tutta sicurezza e nel rispetto di tutti i protocolli, senza ulteriori rischi per i cittadini stessi e per gli addetti al servizio d’ordine. E senza “costringere” chi ha solo la “colpa” di abitare a ridosso del Com a dover asserragliarsi in casa col timore di avere qualche potenziale positivo che “passeggia”, fuma o parla al telefono davanti all’uscio di casa.

ROSARIO DI GRAZIA

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