Cronaca
Piazza Don Bosco, danni agli stand: atto vandalico o intimidazione?
di VITTORIO FIORENZA
Non è stato nemmeno fissato il giorno della sua inaugurazione, eppure l’area mercatale di piazza Don Bosco, a Biancavilla, con le casette in legno da adibire a stand per prodotti agroalimentari e dell’artigianato rurale, si presenta già semidistrutta. A prima vista sembra la classica azione vandalica. Ed è probabile che sia così. Ci sarebbero, tuttavia, alcuni elementi che meritano verifiche ed approfondimenti e che, al momento, non fanno escludere l’ipotesi che all’origine del gesto possa esserci un atto intimidatorio ai danni dell’impresa esecutrice dei lavori, la Gianfurcaro srl di Ravanusa, nell’Agrigentino.
Fatto sta che le caratteristiche case in legno che dovrebbero poi ospitare i venditori e l’esposizione della merce da proporre alla clientela presentano già parti staccate in più punti, a causa dell’azione di qualcuno. Le opere di realizzazione degli stand (sono venti) con relativa sistemazione della piazza sono cominciate lo scorso giugno. Avrebbero dovuto concludersi nell’arco di 100 giorni, ma è evidente che ancora gli interventi da eseguire sono diversi. Anzi, si dovranno innanzitutto riparare i danni che presentano le parte esterne della costruzioni in legno. Non essendo ancora conclusi i lavori, i danni subiti sono a carico della ditta.
La realizzazione dell’area è un intervento del “Gal Etna” e il progetto è finanziato dall’Unione Europea con il Feasr (il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale). L’importo complessivo del finanziamento dei lavori è stato di circa 200mila euro. L’ente appaltante è il Comune di Biancavilla e l’Ufficio Tecnico Comunale, con l’ing. Placido Mancari, ha curato il progetto esecutivo. Oltre a quella di Biancavilla, il Gal Etna ha realizzato anche altre due aree mercatali simili, ad Adrano e a Bronte, con la finalità di ridurre la filiera nel settore agroalimentare e dell’artigianato rurale. L’assegnazione degli spazi sarà definita attraverso un regolamento e un bando comunali.
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Cronaca
Controlli a tappeto dei carabinieri, fioccano sanzioni per oltre 12mila euro
Numerose violazioni al Codice della strada, ma anche denunce per droga e tasso alcolemico elevato
Un servizio di controllo, con l’obiettivo di prevenire i reati e rafforzare la sicurezza della circolazione stradale, ha interessato il territorio di Biancavilla. I carabinieri della stazione di via Benedetto Croce hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulla condotta di guida potenzialmente pericolosa e sul rispetto delle norme del Codice della Strada.
Nel corso dell’attività, svolta anche con l’impiego dell’etilometro e dei dispositivi DrugWipe per verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti, i militari hanno controllato 35 persone e 18 veicoli. Sono state accertate 23 violazioni al Codice della Strada, per un importo complessivo delle sanzioni di oltre 12.000 euro.
Particolare attenzione rivolta alla sicurezza dei conducenti di motocicli: 4 scooter sono stati infatti sottoposti a fermo amministrativo per mancato utilizzo del casco. I carabinieri hanno inoltre effettuato perquisizioni personali e veicolari, che hanno dato esito negativo. Quattro persone, invece, sono state segnalate alla Prefettura di Catania poiché trovate in possesso complessivamente di circa 4 grammi di marijuana, consegnata spontaneamente ai militari.
Altre due persone sono state denunciate in stato di libertà per guida senza patente, perché beccati per la seconda volta nell’arco di due anni. I militari hanno anche sottoposto a controllo alcuni conducenti mediante DrugWipe ed etilometro. Due sono stati denunciati perché si sono rifiutati di sottoporsi agli ulteriori accertamenti sanitari previsti a seguito della positività al DrugWipe. Entrambi sono stati sanzionati amministrativamente ed è stata loro ritirata la patente di guida perché avevano un tasso alcolemico superiore a quanto previsto dalla normativa per poter guidare.
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Cronaca
Acido addosso all’avvocato, fermata la donna: è una 47enne di Biancavilla
Il professionista resta ricoverato per le ustioni riportate, il provvedimento è della Procura di Messina
Fermata dai carabinieri del comando provinciale di Catania la 47enne accusata di aver aggredito a Messina l’avvocato Pierfrancesco Broccio, 58 anni. Il professionista ha riportato ustioni e lesioni sul 20% del corpo, a causa dell’acido corrosivo spruttatogli in volto e in altre parti. La donna – come appurato dalla nostra redazione – è di Biancavilla ed ora si trova in carcere. Il provvedimento di fermo è della Procura di Messina.
«Il decreto di fermo – spiega il procuratore Antonio D’Amato – si fonda su un grave compendio indiziario, costituito allo stato dalle informazioni rese dalla vittima e da altri testimoni, nonché da una serie di intercettazioni finalizzate a rintracciare l’indagata, che nell’immediatezza del fatto si era resa irreperibile».
L’avvocato Broccio resta ricoverato nel centro Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania con la prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Il legale conosce bene la donna perché «aveva problemi» tanto che «è stata per anni all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto».
«Non pensavo potesse arrivare a questo. Per fortuna sono fuori pericolo», aveva detto all’Ansa. «Appena mi ha visto mi ha detto che voleva bere un poco d’acqua e inaspettatamente ha preso l’acido e me lo ha buttato addosso. Fortunatamente non è riuscita a prendermi negli occhi, anche perché avevo gli occhiali. Mi sono chiuso nell’auto e sono scappato sono arrivato nel mio studio e avevo tutti i vestiti bruciati dall’acido. Non ho avuto mai problemi con lei, ma dopo quello che ha fatto ho avuto molta paura».
La donna aveva già ucciso il marito
La donna era già stata condannata dalla Corte d’assise di Catania a 23 anni di reclusione per l’omicidio del marito 35enne, avvenuto con accoltellamento, a Librino nel giugno 2007. Nella sentenza le era stata riconosciuta l’attenuante della semi infermità mentale. Per lo stesso delitto era stato condannato all’ergastolo anche un amico della donna, con il quale, secondo quanto emerso all’epoca, avrebbe avuto una relazione.
Ma cosa potrebbe avere spinto la donna a commettere questo nuovo grave gesto? «L’unico episodio per il quale si sarebbe potuta arrabbiare in passato con me – aveva detto l’avvocato – è che le avevo detto di dire la verità per un fatto del quale aveva accusato una persona. Ma non pensavo potesse farmi questo ora».
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Pieroc Cannistraci
15 Novembre 2014 at 21:53
Un’azione semplicemente indegna di una Comunità civile. indipendentemente della “matrice” vandalica o intimidatoria. Anche quanto è avvenuto pone urgentemente la necessità di un dialogo vero tra amministrazione e tutta la Comunità biancavillese per decidere insieme come insegnare ed incrementare il rispetto per il territorio ed il “bene comune”.